Nella mia vita precaria, continuo ad avere una certezza, quando mi chiamano per fare la dog sitter corro.
Sono potenziali futuri clienti, ed attuali fonti di guadagno.
Sarà che io riesco, poi, a vedere sempre il lato surreale e comico in tutte le situazioni che mi capitano, ma oggi ne è successa un’altra.
Cliente vecchio, mi chiede di portare a spasso il cane stamattina che lui non poteva, in casa avrei trovato la donna delle pulizie ad aprirmi la porta.
Davanti all’uscio, busso.
“Chi èèèèèèèèèèèèèèèèèèèè?” Domanda una voce di donna giovane, dal forte accento dialettale.
“Sono Elise, signora, la dog sitter.”
“Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?”
“Eliseeeee, signora, sono la dog sitter!”
“Sentite io non sono a casa mia, non posso aprire se non mi dite chi siete!”
Appunto, porca miseria è la terza volta che te lo dico….
“Mi chiamo E L I S E (considerate che il mio vero nome, è molto più lungo da sillabbare!!!) e sono la DOG SITTER!”
“Ma che volete????”
Hu Gesù, penso io, ma c’è una telecamera nascosta da qualche parte??? Smile, you’re on Candid Camera!!!
Te lo sto dicendo da tre ore che voglio… voglio portare a spasso sto cavolo di cane, prima che gliela fai fare addosso!!!
Ma ci riprovo paziente, iniziando anche ad alzare il tono della voce, magari è sorda, e quindi mi trovo ad urlare su un pianerottolo davanti ad una porta chiusa.
“Signora, non l’hanno avvertita che venivooooo?”
“Nooo, chi siete, che volete?” Si, diciamo pure: Quanti siete … UN FIORINO!
“Signora sono la dog sitter, Eliseeeeeeeeeeeeee”
Ormai disperata stavo per far chiamare al proprietario del cane, oppure al portiere che mi conosce, o alla polizia per rassicurarla all’apertura della porta, quando mi viene un’illuminazione…
“Signora, DEVO PORTARE IL CANE A FARE LA PASSEGGIATA….!”
“…………………….” (della signora)
“…………………….” (mio)
“Ahhhhhhhh, siii, vi APRO!”
Ohhhh, vivaddio! La signora non capiva che cavolo era una “dog sitter”……
C’vò pacienza assaje!!!
martedì 20 novembre 2007
lunedì 19 novembre 2007
La cassapanca dei ricordi
Voi, i vostri ricordi dove li conservate? Io ho una cassapanca di legno, verde acido, con fiori rossi e gialli, dipinta da me. Dentro ci sono foto, ci sono vecchie agende-diario, la collezione di fumetti Peanuts, lettere, cartoline. Oggi la cassapanca è stata aperta e come il vaso di Pandora ha fatto uscire di tutto. E’ rimasta sul fondo una cosa: la speranza, che in quella cassapanca non manchi mai,come nel passato, anche nel presente e nel futuro dei prossimi ricordi, un sorriso e la tenerezza di una carezza.
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Capita... a volte capita
Capitano volte che rivedi vecchi amici; capitano volte che ti portano ad ascoltare due musicisti ( cioè uno e due) che tu andavi ad ascoltare con questi stessi amici, almeno dieci anni fa, nelle taverne.
Capita a volte, che bevi un vino rosso buono come un nettare che si chiama Falerno; capita alle volte che di bottiglie ne bevete tre. Capita, sempre alle volte, che la pizzica che stanno suonando è talmente travolgente, che tu, che indossi il tuo scialle rosso, te la metti a ballare, complice il vino che ti scorre nelle vene e nel cuore.
Capitano che, alle volte, gli anni non sembrano mai essere passati e tu, ti ritrovi a sorridere e ridere di gusto con le stesse persone, con le stesse emozioni, e con lo stesso affetto di dieci anni prima, ascoltando due che suonano, come quando dieci anni prima andavi alle loro serate nelle taverne, ed il tempo è diventato un cerchio, in un unico divenire, che s’è ricongiunto e che ti ha riportato in luoghi dai nomi di ricordi già amati.
Capita… a volte, e quando accade è meraviglia pura.
Capita a volte, che bevi un vino rosso buono come un nettare che si chiama Falerno; capita alle volte che di bottiglie ne bevete tre. Capita, sempre alle volte, che la pizzica che stanno suonando è talmente travolgente, che tu, che indossi il tuo scialle rosso, te la metti a ballare, complice il vino che ti scorre nelle vene e nel cuore.
Capitano che, alle volte, gli anni non sembrano mai essere passati e tu, ti ritrovi a sorridere e ridere di gusto con le stesse persone, con le stesse emozioni, e con lo stesso affetto di dieci anni prima, ascoltando due che suonano, come quando dieci anni prima andavi alle loro serate nelle taverne, ed il tempo è diventato un cerchio, in un unico divenire, che s’è ricongiunto e che ti ha riportato in luoghi dai nomi di ricordi già amati.
Capita… a volte, e quando accade è meraviglia pura.
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sabato 17 novembre 2007
Le stelle dicono di te
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre) "La bizzarria è l'arma che l'umanità usa per resistere alle richieste sempre più pressanti di una vita frenetica" , dice Bob Rickard, fondatore di Fortean Times, una rivista specializzata in eventi anomali. "È semplicissimo: abbiamo bisogno della pazzia". Condivido questa riflessione, Bilancia, e la trovo particolarmente appropriata per te in questo momento. Probabilmente non ti rendi conto di quanto succoso materiale psichico hai represso finora per essere ligio al dovere e rispettare le regole. Per ritrovare i segreti nascosti nelle tue più fertili profondità, devi specializzarti in tutto ciò che è misterioso, curioso e arcano.
... No, no... me ne rendo perfettamente conto... in molti, ultimamente, se ne sono resi conto... :-)
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Un piccolo grande uomo
Certe volte le canzoni, benché scritte e cantate molto tempo prima, possono calzare a pennello in certe situazioni:
Capo Fortuna - Rino Gaetano
Capo Fortuna - Rino Gaetano
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venerdì 16 novembre 2007
Chi trova un Amico...
"La vera amicizia non è schiava del tempo e dello spazio, la distanza materiale non può separarci davvero dagli amici!"
Forse ha ragione chi pensa che le vere Amicizie, sono quelle che nascono tra i banchi di scuola.
Ti trovi, a quell’età, a condividere le prime esperienze della tua vita.
Le prime cotte, i primi timori per le interrogazioni, i primi dubbi dell’adolescenza, le prime ribellioni verso i genitori e verso la società.
Queste cose io le ho condivise tutte con la mia compagna di banco e di vita del liceo, che ora vive a Bologna.
Ricordo la prima canna fumata insieme, in un treno che ci portava alla nostra prima manifestazione nazionale.
Ricordo i compiti di matematica che le passavo di stramacchio, con il professore che non ci poteva passare sul fatto che lei, allo scritto aveva buoni voti, ma all’orale andava male… ed i suggerimenti che, invece lei, mi dava nelle ore di Filosofia per farmi prendere una sufficienza da quella bastarda della professoressa, che adorava lei, ed odiava me…
Ricordo i primi filoni, passati in biblioteca a studiare (eravamo persone morigerate… filone si, ma doveva essere costruttivo e non all’insegna del divertimento, che la nostra coscienza doveva essere un po’ risciacquata!)
Ricordo la prima vacanza fatta insieme al campeggio Mille Pini, di cui ho già parlato qua. Ricordo quando all’occupazione del Miranda, ci trovammo a dover fronteggiare un gruppo di Punk a Bestia, con i nomi più strani del mondo: Foca, Puffo, Palli Palli.
Ricordo i salvataggi di tanti cani per strada, e ricordo i pranzi a casa sua con sua mamma che la chiamava (e la chiama ancora) con un tono di voce che imitavo alla perfezione. Ricordo quando sua mamma le diceva: “Guarda la tua amica, com’è curata, gli orecchini intonati alla maglia, e tu invece sempre vestita da stracciona” e lei di rimando le faceva notare “Si, ma vedi bene che ne ha QUATTRO di orecchini per lato!!!” e la mamma inorridita rispondeva: “Ah”.
Oppure mio padre, che quando lei mi chiamava al telefono, invece di dire, “si un attimo che te la chiamo”, appendeva direttamente la cornetta, e lei aveva imparato a capire che era il suo modo “gentile ed educato” per dire “attendi in linea”…
Ricordo tutto, ma proprio tutto, e lo tengo stretto dentro di me.
Crescendo ho avuto tante altre amiche ed amici, persone che mi sono state molto vicine in momenti della mia vita, persone che stimo e a cui voglio molto bene, alcune delle quali frequento o sento ancora, altre le ho perse di vista, ma un’Amicizia come quella che ho provato per la mia Amica del liceo, negli anni non l’ho più provata.
Così a distanza di anni e di chilometri, io la sento vicina… sempre.
Non glielo dico spesso che le voglio un mare di BBENE ASSAJE, ma lei lo sa.
Oggi mi sono sentita tanto capita, nella mia follia, che lei conosce e sa che non è follia, ma che è… un sacco di altre cose, ma non follia. Solo con lei, riesco a ridere di me, in maniera così TOTALE. Perché ci conosciamo perfettamente, sappiamo il passato di ognuna, il presente e forse intuiamo il nostro futuro (in una clinica geriatrica, circondate da animali salvati, per lo più da lei, perché io in quel caso farei il ruolo del “poliziotto cattivo”: "NO, NO, e NO…. Anche lo scimpanzè dello zoo NON POSSIAMO TENERLO!!! Uff… e vabbè, fai come vuoi, ma io le banane non gliele sbuccio!")
Inosmma…
Ti voglio BENE… ManzI!!!
- Richard Bach -
Forse ha ragione chi pensa che le vere Amicizie, sono quelle che nascono tra i banchi di scuola.
Ti trovi, a quell’età, a condividere le prime esperienze della tua vita.
Le prime cotte, i primi timori per le interrogazioni, i primi dubbi dell’adolescenza, le prime ribellioni verso i genitori e verso la società.
Queste cose io le ho condivise tutte con la mia compagna di banco e di vita del liceo, che ora vive a Bologna.
Ricordo la prima canna fumata insieme, in un treno che ci portava alla nostra prima manifestazione nazionale.
Ricordo i compiti di matematica che le passavo di stramacchio, con il professore che non ci poteva passare sul fatto che lei, allo scritto aveva buoni voti, ma all’orale andava male… ed i suggerimenti che, invece lei, mi dava nelle ore di Filosofia per farmi prendere una sufficienza da quella bastarda della professoressa, che adorava lei, ed odiava me…
Ricordo i primi filoni, passati in biblioteca a studiare (eravamo persone morigerate… filone si, ma doveva essere costruttivo e non all’insegna del divertimento, che la nostra coscienza doveva essere un po’ risciacquata!)
Ricordo la prima vacanza fatta insieme al campeggio Mille Pini, di cui ho già parlato qua. Ricordo quando all’occupazione del Miranda, ci trovammo a dover fronteggiare un gruppo di Punk a Bestia, con i nomi più strani del mondo: Foca, Puffo, Palli Palli.
Ricordo i salvataggi di tanti cani per strada, e ricordo i pranzi a casa sua con sua mamma che la chiamava (e la chiama ancora) con un tono di voce che imitavo alla perfezione. Ricordo quando sua mamma le diceva: “Guarda la tua amica, com’è curata, gli orecchini intonati alla maglia, e tu invece sempre vestita da stracciona” e lei di rimando le faceva notare “Si, ma vedi bene che ne ha QUATTRO di orecchini per lato!!!” e la mamma inorridita rispondeva: “Ah”.
Oppure mio padre, che quando lei mi chiamava al telefono, invece di dire, “si un attimo che te la chiamo”, appendeva direttamente la cornetta, e lei aveva imparato a capire che era il suo modo “gentile ed educato” per dire “attendi in linea”…
Ricordo tutto, ma proprio tutto, e lo tengo stretto dentro di me.
Crescendo ho avuto tante altre amiche ed amici, persone che mi sono state molto vicine in momenti della mia vita, persone che stimo e a cui voglio molto bene, alcune delle quali frequento o sento ancora, altre le ho perse di vista, ma un’Amicizia come quella che ho provato per la mia Amica del liceo, negli anni non l’ho più provata.
Così a distanza di anni e di chilometri, io la sento vicina… sempre.
Non glielo dico spesso che le voglio un mare di BBENE ASSAJE, ma lei lo sa.
Oggi mi sono sentita tanto capita, nella mia follia, che lei conosce e sa che non è follia, ma che è… un sacco di altre cose, ma non follia. Solo con lei, riesco a ridere di me, in maniera così TOTALE. Perché ci conosciamo perfettamente, sappiamo il passato di ognuna, il presente e forse intuiamo il nostro futuro (in una clinica geriatrica, circondate da animali salvati, per lo più da lei, perché io in quel caso farei il ruolo del “poliziotto cattivo”: "NO, NO, e NO…. Anche lo scimpanzè dello zoo NON POSSIAMO TENERLO!!! Uff… e vabbè, fai come vuoi, ma io le banane non gliele sbuccio!")
Inosmma…
Ti voglio BENE… ManzI!!!
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giovedì 15 novembre 2007
Un pensiero tira l'altro
Sarà il freddo ed il mal tempo, ma in serate come questa, quando torno stanca dal lavoro, mi piace accoccolarmi in poltrona e leggere un libro.
A volte leggo un libro nuovo, altre volte quando ho voglia di immergermi nei mie pensieri, rileggo brani di libri già letti oppure poesie, che hanno toccato le corde della mia anima.
Stasera, sfogliando uno di questi libri del mio passato, ho ritrovato, tra le pagine, una cartolina con stampata sopra questa frase:
“Gli Uomini, sono donne che non ce l’hanno fatta.”
- Groucho Marx -
- Groucho Marx -
...Vabbè, magari non proprio tutti...
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