Quando ho iniziato a fare il corso di vino, tra le prime lezioni c’era quella dell’esame olfattivo. Bisognava dare un nome ai profumi che sentivamo. Annusando il vino, si sentivano odori floreali, fruttati, o di spezie, a seconda della sua composizione. Ad alcuni sapevo dare un nome, c’era la ciliegia, c’era l’amarena, i frutti di bosco, altri li riconoscevo come familiari, ma non riuscivo a dargli un nome; questo accade perché, da brava cittadina, ho perso (ed in alcuni casi non ho mai conosciuto) il ricordo dei profumi dei fiori e dei frutti. Così, stanotte che non ho sonno, mi sono messa a pensare agli odori, a quanto siano fondamentali nella nostra vita ed a quanto siano abbinati ai ricordi. L’odore del talco, per esempio, mi rasserena, mi ricorda la pelle da bambina dopo il bagno. L’odore della cioccolata che si squaglia nella pentola sul fuoco, mi ricorda torte fatte, feste, amici, buon umore, candeline che vengono spente. L’odore della salsedine, mi ricorda di giorno, mattinate passate sulla spiaggia, e di notte, trasportato da un vento carezzevole, mi fa ripensare a falò, a chitarre, ad abbracci sotto un sacco a pelo. L’odore dell’interno di una macchina, spesso mi ricorda i viaggi fatti, le soste agli autogrill mangiando panini e bevendo bibite, le canzoni cantate e gridate, lo stare tutti stretti in macchina, ma felici perché si faceva qualcosa insieme. L’odore della terra bagnata dalla pioggia, mi ricorda l’infanzia passata a fantasticare sulle fate dei boschi, con mia sorella, oppure le vacanze in Trentino dove tutto era pieno di profumi e di colori. L’odore della legna bruciata, anche se passo davanti ad una pizzeria con il forno a legna, mi fa subito pensare all’Abruzzo, alle viuzze strette dei suoi paesi, ed al fumo che esce dai camini. E poi c’è l’odore delle persone che ami. Non saprei dare una definizione a quegli odori, ma li riconoscerei ovunque, ne sono sicura; ed è bellissimo, quando t’infili sotto le coperte e senti ancora il “suo” odore addosso, che ti accompagna nei sogni, come una tenera invisibile presenza. Poi ci sono degli odori che senti per caso, perché più penetranti di altri, durante un’atmosfera particolare, una serata, un concerto, un momento bello, ed ogni volta che sentirai quell’odore, ti ricorderai di quell’emozione. Ci sono giorni in cui sento la mancanza di alcuni odori, come un dolore fisico, vorrei sentirli per rivivere, per ricordare, ma non sempre è possibile. Sono piccoli miracoli che accadono, quando meno te l’aspetti, e forse per questo ancora più magici. Stanotte però non sono alla ricerca di odori conosciuti per ricordare, stanotte mi domando quale sarà il prossimo odore che mi emozionerà, provo ad immaginarlo, ad intuirlo, e nel frattempo mi godo l’elettrizzante attesa della scoperta che arriverà.
martedì 18 marzo 2008
Odori
Quando ho iniziato a fare il corso di vino, tra le prime lezioni c’era quella dell’esame olfattivo. Bisognava dare un nome ai profumi che sentivamo. Annusando il vino, si sentivano odori floreali, fruttati, o di spezie, a seconda della sua composizione. Ad alcuni sapevo dare un nome, c’era la ciliegia, c’era l’amarena, i frutti di bosco, altri li riconoscevo come familiari, ma non riuscivo a dargli un nome; questo accade perché, da brava cittadina, ho perso (ed in alcuni casi non ho mai conosciuto) il ricordo dei profumi dei fiori e dei frutti. Così, stanotte che non ho sonno, mi sono messa a pensare agli odori, a quanto siano fondamentali nella nostra vita ed a quanto siano abbinati ai ricordi. L’odore del talco, per esempio, mi rasserena, mi ricorda la pelle da bambina dopo il bagno. L’odore della cioccolata che si squaglia nella pentola sul fuoco, mi ricorda torte fatte, feste, amici, buon umore, candeline che vengono spente. L’odore della salsedine, mi ricorda di giorno, mattinate passate sulla spiaggia, e di notte, trasportato da un vento carezzevole, mi fa ripensare a falò, a chitarre, ad abbracci sotto un sacco a pelo. L’odore dell’interno di una macchina, spesso mi ricorda i viaggi fatti, le soste agli autogrill mangiando panini e bevendo bibite, le canzoni cantate e gridate, lo stare tutti stretti in macchina, ma felici perché si faceva qualcosa insieme. L’odore della terra bagnata dalla pioggia, mi ricorda l’infanzia passata a fantasticare sulle fate dei boschi, con mia sorella, oppure le vacanze in Trentino dove tutto era pieno di profumi e di colori. L’odore della legna bruciata, anche se passo davanti ad una pizzeria con il forno a legna, mi fa subito pensare all’Abruzzo, alle viuzze strette dei suoi paesi, ed al fumo che esce dai camini. E poi c’è l’odore delle persone che ami. Non saprei dare una definizione a quegli odori, ma li riconoscerei ovunque, ne sono sicura; ed è bellissimo, quando t’infili sotto le coperte e senti ancora il “suo” odore addosso, che ti accompagna nei sogni, come una tenera invisibile presenza. Poi ci sono degli odori che senti per caso, perché più penetranti di altri, durante un’atmosfera particolare, una serata, un concerto, un momento bello, ed ogni volta che sentirai quell’odore, ti ricorderai di quell’emozione. Ci sono giorni in cui sento la mancanza di alcuni odori, come un dolore fisico, vorrei sentirli per rivivere, per ricordare, ma non sempre è possibile. Sono piccoli miracoli che accadono, quando meno te l’aspetti, e forse per questo ancora più magici. Stanotte però non sono alla ricerca di odori conosciuti per ricordare, stanotte mi domando quale sarà il prossimo odore che mi emozionerà, provo ad immaginarlo, ad intuirlo, e nel frattempo mi godo l’elettrizzante attesa della scoperta che arriverà.
mercoledì 12 marzo 2008
Un corso "allappante"
Ultimamente è nata una discussione con le mie amiche su come sia difficile allargare il giro di amicizie, e soprattutto per le persone single, di venire a contatto con ambienti in cui ci sia anche la possibilità di fare “incontri interessanti”. Quali sono per esempio i luoghi migliori per socializzare? Da ragazzina qual erano per me? Io frequentavo centri sociali, le discoteche mi sono sempre state sulle scatole, là (nei centri sociali) era facile conoscere sempre gente nuova, si aveva interessi in comune, un’ideologia da condividere, ma al momento non condivido più quel tipo d’ideologia, e soprattutto l’età media dei frequentatori dei centri sociali s’è abbassata (per non dire che è la mia ad essersi alzata!). Andare in una palestra? Certo mi farebbe bene, ma come si fa a socializzare tra uno step ed un attrezzo? Già m’immagino a bestemmiare per la fatica, il sudore, l’attrezzo che mi si rivolta contro, e l’affanno che mi impedisce anche di mugugnare un cordiale saluto… no, la palestra non è, almeno per me, un logo per socializzare. Allora cosa resta? Iscriversi ad un corso. Ora l’iscrizione ad un corso è una scelta non facile. Devi trovare un corso che per prima cosa ti piaccia fare e che abbia una funzione anche socializzante, perché se per esempio fai un corso di meditazione, sei là per meditare, mica per fare conversazione! In più, bisogna trovare un corso che sia (per quanto mi riguarda) economicamente accessibile e di breve durate, perché i corsi troppo lunghi, dopo un po’ mi stressano! Così tra i vari corsi che ho preso in esame, quello che rispecchiava più le mie esigenze è stato quello di Degustazione del Vino. Per prima cosa potevo imparare qualcosa che m’interessa molto conoscere, appunto il vino. Seconda cosa, quale situazione migliore per socializzare se non una tavolata con qualche bottiglia di vino aperta? Si sa che il vino porta alla socializzazione, ti predispone bene alla chiacchiera, amplia i tuoi sensi, insomma una situazione ideale per conoscere persone nuove, che condividono con te il gusto per le cose buone, per i piaceri del palato e perché no, della vita; inoltre era di sei lezioni, una alla settimana, ad un prezzo decisamente accessibile. Così, insieme ad altre due amiche che ho coinvolto, abbiamo partecipato per un mese e mezzo a questo breve corso di degustazione. Il corso c’è piaciuto molto, abbiamo incominciato a conoscere un po’ meglio il vino, la sua produzione, i vari vigneti, il modo giusto per assaporarlo, la diversità di sentori e dei sapori, le differenze visive. Adesso quando berrò vino con gli amici, potrò iniziare a fare la “figa” valutando il vino e la sua P.A.I. ( non vi spiego cos’è, che c’ho messo sei lezioni per capirlo!!!) per fare un buon abbinamento con i cibi (sempre che prima, i miei amici, non mi mandino giustamente a quel paese!). Dunque lo scopo d’iniziare a conoscere meglio il vino, ed ad avvicinarsi a lui con maggior rispetto è pienamente riuscito. Tutto sommato anche la socializzazione con le altre persone del corso è ben riuscita, ci siamo divertiti tanto, ma mi rendo sempre più conto che per le zitelle rampanti come me la vita è dura! E si, perché ci vuole anche culo a trovare i compagni giusti, o meglio, quelli che vorresti come compagni! Alla prima lezione, io e le mie amiche, quando abbiamo visto chi erano i nostri compagni di corso ci stavamo mettendo a ridere per non piangere! Infatti, oltre a noi tre, gli altri partecipanti in ordine erano: una famiglia intera (definita da me la famiglia Brambilla), composta da padre, madre e dalle due figlie più o meno adolescenti (e considerando che una delle mie amiche fa per lavoro la psicologa e si occupa di dinamiche familiari, le ho consigliato di dargli il biglietto da visita, che magari almeno ha trovato nuovi pazienti!),e da due uomini, di cui uno sposato con prole, in libera uscita dalla famigliola, ed un altro (il Pierino della classe) che, invece, fino all’ultima lezione non siamo ben riuscite a capire quante ex mogli, e compagne attuali, figli suoi ed acquisiti abbia in realtà. Dunque un bel quadretto di scoppiati, pronti per una bella terapia di gruppo (compresa io e le mie amiche, sia chiaro), visto che in vino veritas! Sinceramente, pensavo che ad un corso di degustazione di vino partecipasse un targhet diverso di persone, la famiglia Brambilla mi ha decisamente spiazzato, occupare quattro posti così…ah, che spreco! Allora, stando così le cose, ho deciso che il prossimo corso che farò, se avrò voglia di cercare una conoscenza maschile nuova, sarà uno di “Taglio e Cucito”, magari vi parteciperà anche qualche scapolo o uno separato dalla moglie, che vorrà imparare a rammendarsi i calzini da solo!
domenica 2 marzo 2008
Persepolis di Marjane Satrapi
Alcuni anni fa andai a vedere, al Castel dell’Ovo, una mostra di un fumetto, il primo iraniano: Persepolis di Marjane Satrapi. L’autrice aveva scritto e disegnato, in quattro volumi, la storia della sua vita in Iran e dei mutamenti durante la rivoluzione Islamica, avvenuti nel suo paese. Per saperne di più sul fumetto leggete qua. Ne rimasi subito entusiasta, e lessi il fumetto.
Da quanche giorno è uscito nelle sale cinematografiche il film tratto dall'omonimo fumetto, ed avendolo visto oggi, ve lo consiglio vivamente!
Un film d’animazione intelligente, ironico, toccante, inteso, da non perdere!
L’autrice Marjane Satrapi è anche regista del film insieme a Vincent Paronnaud, e questo garantisce la qualità dei disegni del film.
Un inno alla libertà di espressione.
Un fumetto ed un film per i diritti civili e per la condizione della donna nei paesi mediorientali (ed aggiungerei anche occidentali). Altre notizie le trovate qua.
E questo è il trailer.
sabato 1 marzo 2008
Vota Antonio, Vota Antonio,Vota Antonio La Trippa!
Tranquilli, non ho intenzione di candidarmi alle prossime elezioni, lascio che si ammazzino da soli.
Vi invito invece a votare per un concorso a cui ho partecipato.
Il caro Baol, ha indetto un concorso, ha chiesto di inviargli una foto inedita e di darle un titolo.
Foto e titolo serviranno come ispirazione per un suo prossimo post.
Io ho inviato la foto di un dipinto, che ho fatto anni fa.
La coda di una Balena che esce dal mare, e come frase: "A volte basta un nonnulla...per danzare in mare."
Ecco, se avete voglia di partecipare come votanti (tranquilli, non mi offenderò se non votate la mia foto ;-) ce ne sono molte di interessanti secondo me, e comunque ne potrete votare tre...! ) eccovi il link: A volte basta un nonnulla...
Bene che dirvi... Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio La Trippa!!!
venerdì 29 febbraio 2008
Dimmi come mangi
Gironzolando nei blog che ogni tanto leggo, ho trovato in quello di Zefirina un test: Dimmi come mangi e ti dirò come sei a letto... Beh che ero una buon gustaia lo sapevo già... Ecco il mio risultato:
DAL TUO RAPPORTO CON IL CIBO SI DIREBBE PROPRIO CHE A LETTO SEI...
INTELLIGENTE, SENSUALE.. TRA I POCHI VERI BUONGUSTAI
Sei un tipo intelligente, raffinato, dotato di stile e equilibrio, questo ti rende, tra le lenzuola, uno degli amanti più stimolanti! Dal tuo modo di porti a tavola si deduce una grande passionalità e appetito per i piaceri della vita, uniti ad un buon gusto, che ti rendono irresistibile e degno/a di lode.
Il tuo amore per la buona tavola, il non rinunciare ai piaceri ti porta ad essere lussurioso/a anche a letto, come in tavola, un buon antipasto, un primo, un secondo, il dolce infondo.. sono simbologie che si ritrovano anche nella tua sessualità dove ogni cosa ha la sua importanza e tutto contribuisce al piacere.
Sei raffinato/a nella cura dei particolari, senza sfociare nel feticismo ami una bella biancheria intima, un partner che si sappia muovere, che ti faccia impazzire, allo stesso tu in prima persona sai prendere in mano le redini del gioco e offrire notti da urlo al tuo compagno o alla tua compagna. Che dire di più? Hai gusto, esperienza, delle buone conoscenze teoriche, che non sono da deprecare, ma anzi aiutano a sperimentare nuove situazioni senza cadere nel becero, ami l’eleganza anche nel portamento ma non disdegni neanche la sveltina se il luogo, particolarmente eccitante o a rischio, lo richiede. In poche parole ti sai adattare riuscendo ad ottenere il meglio dalle situazioni, come a tavola ti piace avere i tuoi tempi, senza fretta, per poter gustare più che ingozzarti.
L’unica cosa da evitare è questo edonismo si trasformi in egoismo o eccessiva puntigliosità, il che degraderebbe la tua tipologia da buongustaio/a a goloso/a e non è la stessa cosa! Evitando questo non si può che dire, continua a vivere il sesso come un piacere e come una cosa gioiosa, senza investirlo di significati che non ha, detto questo... fortunato chi ti prende!!
PER LUI: Essere brillante, avere stile, sono gli ingredienti migliori per risultare vincente in un rapporto, anche sessuale. Hai tutte le carte in regola per far provare piaceri inimmaginabili.. non cullarti sugli allori, non sei affatto il migliore, c’è sempre da migliorare e sempre da imparare, ma uno come te lo sa! Ovai ‘Sex Machine’!
PER LEI: Una donna come te, elegante, sensuale e intelligente è il top, sei anche così ben predisposta a goderti la vita che dovrebbe essere un piacere starti accanto! Non essere snob e non accontentarti neanche del primo venuto, puoi conquistare l’uomo dei tuoi sogni, hai tutte le carte in regola, basta che te lo porti a letto e non te ne liberi più! Per conquistarlo? Fatti invitare a cena! (magari facendogli credere che è stato lui a conquistarti)
IL TUO PROFILO ASCENDENTE,ovvero la sfumatura più nascosta del tuo carattere, E':
UN TIPINO CURIOSO, STIMOLANTE, CON LA VOGLIA DI SPERIMENTARE.. PROVARE..
E voi come siete? ;-)
mercoledì 27 febbraio 2008
Le vie infinite dei rifiuti - nuova edizione
Ne avevo già parlato in precedenza qua, ma adesso è il caso di rifarlo, perchè questo autore, per il suo impegno ed il suo lavoro di "giornalismo denuncia", merita di essere ricordato. E' uscita finalmente la nuova edizione, disponibile questa volta in tutte le librerie e non solo su internet, di Le vie infinite dei rifiuti, ed oggi sarà presentata a Roma. Nell'attesa che ci sia una presentazione anche a Napoli, incominciate a vedere questi due video amatoriali fatti a Napoli, durante l'iniziativa "Il giorno del rifiuto" tenutasi il 23 Febbraio in Piazza Dante, dove Alessandro Iacuelli, l'autore del libro, parla (in maniera sempre molto chiara e senza remore) del vero problema dei rifiuti in Campania.
domenica 24 febbraio 2008
In una città civile
Bene, caro parcheggiatore abusivo, spero che non te la sia presa quando facendo la curva con la mia Pride, tornando dalla ricerca del “posto chiù annanz’” fantasma, per poco non ti ho fatto la ceretta al sedere, lo sai anche tu che il tuo è un mestiere pericoloso, stare in mezzo a macchine che fanno manovra ha i suoi rischi.
Mica l’ho fatto perché m’hai fatto incazzare come una janara, visto che TU non hai nessun diritto di chiedermi dei soldi per un suolo che non ti appartiene (sempre che non lo consideriamo come “Suolo appartenente alla Camorra”), ma se prendevo il puntiglio stasera o finivamo a mazzate, o mi trovavo le ruote scassate della mia povera Pride, no, è solo che non ti avevo visto con tutto quel buio e poi ero stanca e stressata, sai dopo una giornata intera di lavoro, perdere mezz’ ora per trovare un parcheggio e poi doverlo lasciare perché “non sei pagante” un po’ ti brucia il mazzo, ed allora magari un po’ è bruciato pure a te, quando ho fatto la curva, ma solo un po’.
E magari ti brucerà ancora un po’ di più, quando stanotte ti verrà una bella cagarella di quelle forti eh… ma poi passa, non ti preoccupare.
