E’ da un bel po’ che non scrivo, è solo che sono in una fase di rielaborazione della mia vita. Questo Agosto sta finendo, la mia città si sta ripopolando, purtroppo. Il silenzio che regnava per le strade in questi giorni era quello che cercavo. Riuscivo a sentire meglio i miei pensieri. L’assenza, dei tenutari di questa casa, ha facilitato il mio ritrovarmi e capire cosa voglio da me e dalla mia vita. Era un anno che m’ero persa. Sarebbe facile accusare fatti contingenti, in realtà sono stati solo l’alibi per perdermi, ma non la vera causa. La causa era un’altra e la sapevo bene, ma non volevo vederla, perché siamo bravissimi a prenderci per il culo, quando vogliamo. Il silenzio surreale della città, la libertà nella mia casa, hanno permesso che trovassi quell’equilibrio nel caos emotivo che sto vivendo, per ritrovarmi. I passi che dovrò affrontare non saranno facili e provo una sensazione mista tra eccitazione e paura. L’eccitazione è data dal sapere che è tutto ancora da scrivere, che ho foglio e penna per farlo, e che sono LIBERA di scegliere il cammino che voglio percorrere, perché ci sono mille strade e possibilità ancora da scoprire, tutto sta ad iniziare a scrivere. La paura è data dal fatto che ad avere tutta questa libertà di scelta, un po’ ci si sente persi. Da dove cominciare? E se si commettono errori? Saprò cadere e rialzarmi? Ma la sfida è questa, là dove la paura mi frenerà, sarà il momento d’insistere e di andare avanti. Perché non c’è niente di più soddisfacente di affrontare una paura. Magari si perderà, ma non c’è nulla di più angosciante per un essere umano che il rimanere fermi nel punto dove si è. I piedi servono a camminare, non ad ancorarci come radici nella terra. E’ una gioia guardarmi allo specchio e dirmi: “Ben tornata”. Sarà una gioia dirmi, guardandomi allo specchio: “Mi piace quello che sei diventata”.
lunedì 25 agosto 2008
Fogli bianchi
E’ da un bel po’ che non scrivo, è solo che sono in una fase di rielaborazione della mia vita. Questo Agosto sta finendo, la mia città si sta ripopolando, purtroppo. Il silenzio che regnava per le strade in questi giorni era quello che cercavo. Riuscivo a sentire meglio i miei pensieri. L’assenza, dei tenutari di questa casa, ha facilitato il mio ritrovarmi e capire cosa voglio da me e dalla mia vita. Era un anno che m’ero persa. Sarebbe facile accusare fatti contingenti, in realtà sono stati solo l’alibi per perdermi, ma non la vera causa. La causa era un’altra e la sapevo bene, ma non volevo vederla, perché siamo bravissimi a prenderci per il culo, quando vogliamo. Il silenzio surreale della città, la libertà nella mia casa, hanno permesso che trovassi quell’equilibrio nel caos emotivo che sto vivendo, per ritrovarmi. I passi che dovrò affrontare non saranno facili e provo una sensazione mista tra eccitazione e paura. L’eccitazione è data dal sapere che è tutto ancora da scrivere, che ho foglio e penna per farlo, e che sono LIBERA di scegliere il cammino che voglio percorrere, perché ci sono mille strade e possibilità ancora da scoprire, tutto sta ad iniziare a scrivere. La paura è data dal fatto che ad avere tutta questa libertà di scelta, un po’ ci si sente persi. Da dove cominciare? E se si commettono errori? Saprò cadere e rialzarmi? Ma la sfida è questa, là dove la paura mi frenerà, sarà il momento d’insistere e di andare avanti. Perché non c’è niente di più soddisfacente di affrontare una paura. Magari si perderà, ma non c’è nulla di più angosciante per un essere umano che il rimanere fermi nel punto dove si è. I piedi servono a camminare, non ad ancorarci come radici nella terra. E’ una gioia guardarmi allo specchio e dirmi: “Ben tornata”. Sarà una gioia dirmi, guardandomi allo specchio: “Mi piace quello che sei diventata”.
venerdì 15 agosto 2008
Vagina Trainer
Esistono degli esercizi che le donne posso fare per migliorare la muscolatura vaginale.
Servono anche per aumentare il piacere sessuale durante il coito.
Se non ricordo male ci fu un episodio di Sex and the city in cui ne parlavano.
Nel telefilm era Samantah, che mentre pranzava con le amiche, esercitava i suoi muscoli vaginali e già allora la cosa mi fece molto ridere, ma vedere questo video qua, che spiega come fare, è davvero esilarante!!!
Servono anche per aumentare il piacere sessuale durante il coito.
Se non ricordo male ci fu un episodio di Sex and the city in cui ne parlavano.
Nel telefilm era Samantah, che mentre pranzava con le amiche, esercitava i suoi muscoli vaginali e già allora la cosa mi fece molto ridere, ma vedere questo video qua, che spiega come fare, è davvero esilarante!!!
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domenica 10 agosto 2008
Hermoso
Hermoso è una parola spagnola, che tradotta in italiano è delizioso. Me l’ha detto una mia amica che vive da anni in Spagna, questo termine qua, quando ha ascoltato la mia teoria sulle “Palle di vetro”. Ci stavamo confrontando su alcuni dubbi esistenziali, su cosa sia giusto fare, su cosa sentiamo, su alcune scelte fatte e sui risultati ottenuti. Chiacchierando le ho raccontato di una mia scelta, che ha portato ad un bel ricordo, che se pur con un po’ di nostalgia per quello che è stato ed ora finito, rifarei uguale, senza rimpianti. Lei mi diceva che magari qualcosa, di quel ricordo, si può ancora recuperare, che magari si può riprendere un filo, ma io le ho risposto “No, non è possibile, sarà la mia seconda palla di vetro.”
“Palla di vetro?” mi chiede lei.
“Si, Palla di vetro.”
“Spiegami.”
E così le ho spiegato la mia teoria sulle Palle di vetro:
“Ricordi quando vivevamo al Miranda? Ricordi quanto ero innamorata di Sandro? Negli ultimi tempi, quando la storia si era ormai esaurita, lui era cambiato, non era più lo stesso, non era la persona di cui mi ero innamorata. Aveva preso una deriva autolesionista, ed io non lo stimavo più, non lo riconoscevo. Quando decisi di andare via dal Miranda, mi era quasi impossibile allontanarmi da Lui e da quel posto, che tanto avevo amato. L’unico modo per andare via, per essere libera, era di accettare che quell’amore restasse dentro di me, per sempre. Così, decisi che i ricordi belli li avrei conservati in una Palla di vetro, dimenticando gli ultimi brutti. Sarebbero restati là, racchiusi e visibili, ma impossibili da toccare. La mia Palla di vetro. L’unico modo per far sì che una cosa che abbiamo tanto amato, ci permetta di lasciarla.”
Stasera ho aggiunto un’altra Palla di vetro, ed adesso sono due. Quando “feci” la mia prima Palla di vetro, pensavo fosse l’unica. Non avevo contemplato l’ipotesi che nel corso della vita avrei avuto il bisogno di farne altre, anche perché ricordi che valgano la pena, davvero, di essere messi in una Palla di vetro sono pochi.
Eppure sono stata fortunata, ne ho avuto un altro.
E se ci penso, ce n’è ancora un altro, che prima o poi metterò in una Palla di vetro, ma per quello c’è ancora del tempo, ancora non è arrivato il momento.
Così, l’immagine di una vita fatta di Palle di vetro mi rassicura. E' Hermosa una vita fatta così.
Le vedo là, poggiate su una mensola, l’una di fianco all’altra ed io che guardandole sorrido.
venerdì 1 agosto 2008
Memento
"Quando perdiamo il diritto ad essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi."
Charles Evans Hughes
Charles Evans Hughes
lunedì 28 luglio 2008
Una notte più lunga
Da bambina non volevo mai andare a dormire.
Anche se crollavo dal sonno, trovavo mille scuse per restare sveglia.
Andare a dormire mi metteva tristezza, un giorno si concludeva ed io non ne avevo voglia.
Come tutti i bambini non avevo la percezione del domani.
Il “domani” era sempre un qualcosa di lontanissimo.
Avevo la percezione solo di un “adesso”. Tutto quello che esulava da “ora”, per me era lontano e forse irrealizzabile.
Anche da adulta ci sono notti, come questa, in cui non ho voglia di andare a dormire.
Non ho voglia che una giornata, rassicurante, si concluda.
Una notte, questa cosa qua, la dissi ad un ragazzo e parlammo per parecchie ore, sino a quando non ci arrendemmo, abbracciati, alla stanchezza ed al sonno, fu una bella notte.
Quella notte, non volevo dormire perché non mi andava che finisse una cosa bella.
Questa notte, non ho voglia di andare a dormire perché ho paura di domani e di dopo domani e di un futuro a breve.
Ogni giorno che passa, sento più vicino il momento di un distacco doloroso, inevitabile, come lo è il ciclo di una vita che si conclude, ma non per questo più facile da accettare.
Gusto i momenti belli di ogni giorno e per questo vorrei che le giornate durassero di più.
Cerco ogni giorno di essere razionale, di essere serena e pronta, ma porco Dio, non lo sono per nulla, non di notte, non quando sta finendo un giorno e mi attende un altro…
-per questo post, commenti disabilitati-
Anche se crollavo dal sonno, trovavo mille scuse per restare sveglia.
Andare a dormire mi metteva tristezza, un giorno si concludeva ed io non ne avevo voglia.
Come tutti i bambini non avevo la percezione del domani.
Il “domani” era sempre un qualcosa di lontanissimo.
Avevo la percezione solo di un “adesso”. Tutto quello che esulava da “ora”, per me era lontano e forse irrealizzabile.
Anche da adulta ci sono notti, come questa, in cui non ho voglia di andare a dormire.
Non ho voglia che una giornata, rassicurante, si concluda.
Una notte, questa cosa qua, la dissi ad un ragazzo e parlammo per parecchie ore, sino a quando non ci arrendemmo, abbracciati, alla stanchezza ed al sonno, fu una bella notte.
Quella notte, non volevo dormire perché non mi andava che finisse una cosa bella.
Questa notte, non ho voglia di andare a dormire perché ho paura di domani e di dopo domani e di un futuro a breve.
Ogni giorno che passa, sento più vicino il momento di un distacco doloroso, inevitabile, come lo è il ciclo di una vita che si conclude, ma non per questo più facile da accettare.
Gusto i momenti belli di ogni giorno e per questo vorrei che le giornate durassero di più.
Cerco ogni giorno di essere razionale, di essere serena e pronta, ma porco Dio, non lo sono per nulla, non di notte, non quando sta finendo un giorno e mi attende un altro…
-per questo post, commenti disabilitati-
mercoledì 23 luglio 2008
In un paese di DEFICIENTI
Capita anche questo, nel nostro paese:
La sedia elettrica a un euro
attrazione choc al luna park
Il giostraio: "La gente ne va matta, ho già recuperato l'investimento"
Il gestore di un luna park che ha investito denaro per comprare un gioco del genere, la gente che paga per vedere lo spettacolo, genitori che lo mostrano ai figlioletti, scherzandoci sopra, non sono persone “solo” insensibili, dato che tutt’oggi c’è gente che ancora ci muore sulla sedia elettrica (l’ultima esecuzione, in USA, risale al 20 Giugno 2008… un mese fa! L’uomo si chiamava James Earl Reed), per me sono proprio DEFICIENTI.
Non riesco a spiegarmi, razionalmente, un altro motivo per spendere un euro e vedere una cosa del genere.
Non riesco proprio a spiegarmi, emotivamente, le risate che si sentono in questo video.
Sarà anche solo una simulazione, ma nel vederla mi è venuto un senso di angoscia. Come è possibile che la gente lo prenda per un gioco?
Abito in un paese di DEFICIENTI, non c’è altra spiegazione, ne prendo tristemente atto.
La sedia elettrica a un euro
attrazione choc al luna park
Il giostraio: "La gente ne va matta, ho già recuperato l'investimento"
Il gestore di un luna park che ha investito denaro per comprare un gioco del genere, la gente che paga per vedere lo spettacolo, genitori che lo mostrano ai figlioletti, scherzandoci sopra, non sono persone “solo” insensibili, dato che tutt’oggi c’è gente che ancora ci muore sulla sedia elettrica (l’ultima esecuzione, in USA, risale al 20 Giugno 2008… un mese fa! L’uomo si chiamava James Earl Reed), per me sono proprio DEFICIENTI.
Non riesco a spiegarmi, razionalmente, un altro motivo per spendere un euro e vedere una cosa del genere.
Non riesco proprio a spiegarmi, emotivamente, le risate che si sentono in questo video.
Sarà anche solo una simulazione, ma nel vederla mi è venuto un senso di angoscia. Come è possibile che la gente lo prenda per un gioco?
Abito in un paese di DEFICIENTI, non c’è altra spiegazione, ne prendo tristemente atto.
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un popolo senza dignità
domenica 20 luglio 2008
Campania, linda e pinta?
«Napoli in 58 giorni è tornata in Occidente», queste le parole del presidente del consiglio Silvio Berlusconi al termine del secondo Consiglio dei ministri tenuto a Napoli per annunciare la fine dell'emergenza rifiuti e il mantenimento dell'impegno assunto in campagna elettorale. La domanda che molti si sono posti in queste ore è se queste affermazioni rispondono al vero, se effettivamente è riuscito a sconfiggere un'emergenza che dura da 14 anni e mezzo o se non si tratti invece di una grande operazione di immagine.
Per poter rispondere a questa domanda bisogna intendersi su che cosa è l'emergenza. Se intendiamo solo i rifiuti per le strade, allora possiamo dire che la città di Napoli e gran parte della Regione Campania in queste ore sono liberate dagli indecenti cumuli di immondizia. Ci sono ancora molti comuni della provincia di Napoli e Caserta che presentano delle criticità, ma sono ben lontani dalla situazione di qualche settimana fa. Resta invece del tutto irrisolta l'emergenza legata al deficit strutturale di impiantistica, di pianificazione di interventi tendenti alla riduzione delle quantità di rifiuti. Le misure previste dal governo sono del tutto inadeguate e preoccupanti.
Ma dove sono finiti i rifiuti? I rifiuti giacenti per le strade (circa 30000 tonnellate) sono stati trasferiti in molti siti di stoccaggio temporaneo (probabilmente anche in aree militari) in Germania e in alcune regioni del nord che con il cambio del governo hanno dato la solidarietà negata al precedente esecutivo. Un'altra parte è finita nelle discariche previste nel decreto del maggio 2007 dal governo Prodi e realizzate dal prefetto De Gennaro: Savignano Irpino, S.Arcangelo Trimonte, Serre e Ferrandelle. I rifiuti prodotti quotidianamente (7200 tonnellate) prendono la strada degli impianti di CdR, quelli che dovrebbero dare un combustile per gli inceneritori ma che in realtà continuano a produrre le famose "ecoballe" - depositate in aree di stoccaggio rappresentano un fattore di inquinamento delle terre campane (vale la pena ricordare che attualmente sono stoccate oltre 6 milioni di tonnellate di ecoballe).
Dalla prima grande emergenza del 2001, si sono alternati periodi in cui tutto sembrava "normale" a periodi con città invase dai rifiuti. Ad ogni emergenza si sono susseguite scelte quasi sempre dolorose per le comunità locali e che hanno favorito interessi particolari o delle organizzazioni criminali. Qualche esempio. Emergenza 2001: si fa un gran favore alla Fibe-Impregilo che viene autorizzata a stoccare le "ecoballe" in Campania, con aggravi ambientali e di costi per la collettività, mentre le avrebbe dovute smaltire a proprie spese. Emergenza 2004: termina "miracolosamente" con l'apertura del cantiere dell'inceneritore di Acerra, viene usata la forza. Emergenza 2007: viene aperta la discarica di Serre e viene ampliata la Taverna del Re a Giugliano. Questa volta non è andata meglio: l'emergenza si chiude con il rilancio della politica degli inceneritori, la previsione di discariche in aree protette (Terzigno all'interno del Parco del Vesuvio), l'uso dei militari a presidio degli aree interessate e il bavaglio alla magistratura con l'istituzione della superprocura.
Dal punto di vista strettamente tecnico non c'è nulla di nuovo rispetto al passato. Si continua con la stessa logica che ha ispirato il vecchio piano. Quel piano ha fallito: si basava su due inceneritori, 7 impianti di CdR e le discariche di supporto
Il problema è politico. E c'è da essere molto preoccupati per le conseguenze che le scelte di Berlusconi avranno nei prossimi anni, non solo in Campania, ma in tutto il Paese rispetto alle questioni ambientali. Il modello Campania fatto di violazione sistematica delle normative nazionali ed europee in tema di partecipazione democratica e di salvaguardia ambientale, la risposta esclusivamente industrialista al tema dei rifiuti e quindi inceneritori ovunque (ben 4 in Campania) è un modello da esportare in tutte le altri Regioni, reinserendo il contributo Cip6 (previsto per le fonti rinnovabili) a tutti gli inceneritori.
La preoccupazione nasce dalla constatazione che su questa linea c'è un'ampia convergenza in Parlamento con il Pd, mentre non è ancora matura una opposizione di merito nel Paese. Ma quello che desta maggiore imbarazzo è l'assoluta condivisione delle scelte del governo da parte delle istituzioni locali. Il presidente Bassolino, pur di sopravvivere, plaude all'iniziativa del governo riconoscendogli una maggiore capacità di dialogo rispetto a Prodi (dimenticando che dal 2001 a 2006 avevano già governato insieme contribuendo notevolmente al disastro), si compiace della scomparsa della sinistra dal Parlamento e ritiene indispensabile l'uso della forza per imporre le decisioni.
In questo contesto di grande consociativismo è indispensabile una corretta campagna di informazione e controinformazione per tentare di aprire uno squarcio nella coltre fittissima che si è creata attorno alle iniziative del governo. L'esasperazione dei napoletani ha prodotto l'effetto di accettare qualsiasi cosa pur di non avere più i rifiuti per strada. Ma è proprio da qui che si deve ripartire per recuperare quel rapporto di fiducia con i cittadini che si è completamente lacerato. Si deve ripartire dall'informazione, quell'informazione che viene negata. Dovremmo andare oltre le apparenze, le città pulite, e seguire i rifiuti. Vedere e raccontare dove sono stati stoccati, come vengono trattati, quali imprese lavorano. Un inchiesta che potrebbe aiutare a ricostruire la verità storica di uno dei più grandi scandali nazionali.
di Tommaso Sodano
(fonte Liberazione.it)
Ecco, appunto, è proprio questa convergenza della Destra e del PD ad essere preoccupante.
E' un Bassolino che plaude l'iniziativa del governo, rimanendo incollato alla sua poltrona, che mi fa SCHIFO.
Siamo troppo abituati, noi napoletani, a vedere le emergenze rifiuti che vanno e vengono, a vedere il marciume, momenaneamente, nascosto sotto il "tappeto di casa".
Attendiamo ancora risoluzioni SERIE e DURATURE.
Per poter rispondere a questa domanda bisogna intendersi su che cosa è l'emergenza. Se intendiamo solo i rifiuti per le strade, allora possiamo dire che la città di Napoli e gran parte della Regione Campania in queste ore sono liberate dagli indecenti cumuli di immondizia. Ci sono ancora molti comuni della provincia di Napoli e Caserta che presentano delle criticità, ma sono ben lontani dalla situazione di qualche settimana fa. Resta invece del tutto irrisolta l'emergenza legata al deficit strutturale di impiantistica, di pianificazione di interventi tendenti alla riduzione delle quantità di rifiuti. Le misure previste dal governo sono del tutto inadeguate e preoccupanti.
Ma dove sono finiti i rifiuti? I rifiuti giacenti per le strade (circa 30000 tonnellate) sono stati trasferiti in molti siti di stoccaggio temporaneo (probabilmente anche in aree militari) in Germania e in alcune regioni del nord che con il cambio del governo hanno dato la solidarietà negata al precedente esecutivo. Un'altra parte è finita nelle discariche previste nel decreto del maggio 2007 dal governo Prodi e realizzate dal prefetto De Gennaro: Savignano Irpino, S.Arcangelo Trimonte, Serre e Ferrandelle. I rifiuti prodotti quotidianamente (7200 tonnellate) prendono la strada degli impianti di CdR, quelli che dovrebbero dare un combustile per gli inceneritori ma che in realtà continuano a produrre le famose "ecoballe" - depositate in aree di stoccaggio rappresentano un fattore di inquinamento delle terre campane (vale la pena ricordare che attualmente sono stoccate oltre 6 milioni di tonnellate di ecoballe).
Dalla prima grande emergenza del 2001, si sono alternati periodi in cui tutto sembrava "normale" a periodi con città invase dai rifiuti. Ad ogni emergenza si sono susseguite scelte quasi sempre dolorose per le comunità locali e che hanno favorito interessi particolari o delle organizzazioni criminali. Qualche esempio. Emergenza 2001: si fa un gran favore alla Fibe-Impregilo che viene autorizzata a stoccare le "ecoballe" in Campania, con aggravi ambientali e di costi per la collettività, mentre le avrebbe dovute smaltire a proprie spese. Emergenza 2004: termina "miracolosamente" con l'apertura del cantiere dell'inceneritore di Acerra, viene usata la forza. Emergenza 2007: viene aperta la discarica di Serre e viene ampliata la Taverna del Re a Giugliano. Questa volta non è andata meglio: l'emergenza si chiude con il rilancio della politica degli inceneritori, la previsione di discariche in aree protette (Terzigno all'interno del Parco del Vesuvio), l'uso dei militari a presidio degli aree interessate e il bavaglio alla magistratura con l'istituzione della superprocura.
Dal punto di vista strettamente tecnico non c'è nulla di nuovo rispetto al passato. Si continua con la stessa logica che ha ispirato il vecchio piano. Quel piano ha fallito: si basava su due inceneritori, 7 impianti di CdR e le discariche di supporto
Il problema è politico. E c'è da essere molto preoccupati per le conseguenze che le scelte di Berlusconi avranno nei prossimi anni, non solo in Campania, ma in tutto il Paese rispetto alle questioni ambientali. Il modello Campania fatto di violazione sistematica delle normative nazionali ed europee in tema di partecipazione democratica e di salvaguardia ambientale, la risposta esclusivamente industrialista al tema dei rifiuti e quindi inceneritori ovunque (ben 4 in Campania) è un modello da esportare in tutte le altri Regioni, reinserendo il contributo Cip6 (previsto per le fonti rinnovabili) a tutti gli inceneritori.
La preoccupazione nasce dalla constatazione che su questa linea c'è un'ampia convergenza in Parlamento con il Pd, mentre non è ancora matura una opposizione di merito nel Paese. Ma quello che desta maggiore imbarazzo è l'assoluta condivisione delle scelte del governo da parte delle istituzioni locali. Il presidente Bassolino, pur di sopravvivere, plaude all'iniziativa del governo riconoscendogli una maggiore capacità di dialogo rispetto a Prodi (dimenticando che dal 2001 a 2006 avevano già governato insieme contribuendo notevolmente al disastro), si compiace della scomparsa della sinistra dal Parlamento e ritiene indispensabile l'uso della forza per imporre le decisioni.
In questo contesto di grande consociativismo è indispensabile una corretta campagna di informazione e controinformazione per tentare di aprire uno squarcio nella coltre fittissima che si è creata attorno alle iniziative del governo. L'esasperazione dei napoletani ha prodotto l'effetto di accettare qualsiasi cosa pur di non avere più i rifiuti per strada. Ma è proprio da qui che si deve ripartire per recuperare quel rapporto di fiducia con i cittadini che si è completamente lacerato. Si deve ripartire dall'informazione, quell'informazione che viene negata. Dovremmo andare oltre le apparenze, le città pulite, e seguire i rifiuti. Vedere e raccontare dove sono stati stoccati, come vengono trattati, quali imprese lavorano. Un inchiesta che potrebbe aiutare a ricostruire la verità storica di uno dei più grandi scandali nazionali.
di Tommaso Sodano
(fonte Liberazione.it)
Ecco, appunto, è proprio questa convergenza della Destra e del PD ad essere preoccupante.
E' un Bassolino che plaude l'iniziativa del governo, rimanendo incollato alla sua poltrona, che mi fa SCHIFO.
Siamo troppo abituati, noi napoletani, a vedere le emergenze rifiuti che vanno e vengono, a vedere il marciume, momenaneamente, nascosto sotto il "tappeto di casa".
Attendiamo ancora risoluzioni SERIE e DURATURE.
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