Ieri sera sono andata a Teatro, ed ho visto Luoghi Comuni, tratto dall'omonimo libro di Pino Corrias.
Lo spettacolo analizza tre fatti storici italiani (in realtà sarebbero quattro, ma non è stato messo ieri in scena quello interpretato da Lello Serao, riguardante mani pulite e Di Pietro).
Scenografia minimalista, un semicerchio con diverse sedie alzate, e solo tre posizionate per potersi sedere.
Su una delle tre, vi è seduto Pietro Valpreda, l’anarchico accusato (ingiustamente) all’inizio della strage di Piazza Fontana, interpretato da Renato Carpentieri, anche regista dello spettacolo.
Siede accanto a lui un giornalista, interpretato da Enzo Salomone, che racconta come sono andati i fatti in quel tragico 12 Dicembre 1969.
Si susseguono voci di notiziari dell’epoca, testimonianze, ricostruzione dei fatti e vari depistaggi, fatti all’epoca per coprire i veri autori dell’attentato che ha destabilizzato la politica di un paese, allora in cambiamento.
Erano anni di fermenti ideologici, che minavano un potere che voleva rimanere immobile, e che ha fatto di tutto per rimanere tale.
La televisione, i giornali, allora come oggi, ebbero il loro ruolo fondamentale per fare da cassa di risonanza a notizie false che dovevano passare, per mascherare la realtà dei fatti.
La seconda sedia è occupata dalla bravissima Anna Ferruzzo, è lei a narrarci il primo grande fenomeno mediatico, quello che racconta il salvataggio, fallito, del piccolo Alfredino, il bambino restato incastrato nel pozzo a Vermicino.
Per la prima volta la tv entra nelle case degli italiani con occhio indiscreto sulla tragedia, in una diretta durata quasi tre giorni.
Narra della disorganizzazione dei soccorsi, narra di come tutti, in quel dramma che si stava consumando, cercassero il loro momento di gloria, compreso l’allora capo dello Stato, Sandro Pertini, che con aria compassionevole si recò sul posto, e volle anche parlare con il bambino.
Tutti pronti ad essere in primo piano nella storia, protagonisti di quell’episodio, ma tutti incapaci di muoversi con cognizione di causa, perché in Italia non esisteva ancora un ente preposto alla salvaguardia dei cittadini. Solo dopo la tragica morte del bambino, la madre riuscirà ad ottenere che in Italia si formi La Protezione Civile.
L’ultima sedia, spetta a Federico Fellini, interpretato da Massimo Wettmuller.
Si rappresenta l’Italia di Cinecittà, quella dei sogni e delle speranze, quella dei grandi film, quella delle stravaganze dei grandi attori dell’epoca e di un uomo, Fellini, che ci ha fatto conoscere anche all’estero in un periodo d’oro del cinema italiano.
Dunque, uno spettacolo che dimostra, ricostruendo fasi della nostra storia, quanto la televisione abbia influenzato il modo di vedere e di vivere quelle vicende, come cita il commento dello locandina: “ Fino all’attuale, assurdo parossismo secondo il quale qualcosa è reale solo se ne apprendiamo l’esistenza attraverso la televisione.”
Uno spettacolo, questo, che fa riflettere, mettendoci in discussione come individui, come società, e soprattutto come …teledipendenti.
In un circuito, come quello campano, è bellissimo che ci siano attori e registi del genere, unica cosa negativa è che queste cose sono poco pubblicizzate.
Per questo motivo invito i campani a tenere d’occhio la programmazione del Teatro Area Nord, situato a Piscinola, perchè è importante la riqualificazione delle zone del hinterland napoletano, e di tenere d'occhio la programmazione degli spettacoli della Compagnia di Libera Scena Ensemble di Renato Carpentieri e Lello Serao, perchè sono davvero bravi!
Le notizie le trovate QUA.
lunedì 10 dicembre 2007
un nuovo piccolissimo sentiero
Ieri ero in preda alla malinconia, correva l’anniversario di una cosa che l’anno scorso mi aveva fatto molto soffrire, ed a distanza di un anno, mi ritrovavo nella medesima situazione.
Cambiavano i nomi, ma la situazione era la stessa.
Mi sono incazzata con la vita, con il karma e con tutto ciò con cui potevo prendermela, compresa me stessa.
Oggi, poi, sono andata a vedere Renato Carpentieri in Luoghi comuni, al Teatro Area Nord, e dopo con gli amici siamo andati a bere sangria (ottima) in un locale che hanno aperto vicino casa mia, e sarà l’alcol, ma la vita mi sembra diversa!
Ho ripensato a come gestivo questa medesima situazione l’anno scorso, ed a come la gestisco adesso.
Non è vero che la mia situazione è identica ad un anno fa, per il semplice fatto che io sono cambiata, e che l’affronto in maniera diversa… e la malinconia è passata.
Certe volte ci sembra di percorrere strade che già conosciamo, che abbiamo già solcato, ed invece non è così.
Perché magari questa volta ci accorgiamo che c’è una piccola viuzza che non avevamo visto, un sentiero stretto, forse poco battuto, ma che può portarci lontano dalla strada già ripercorsa, nel labirinto della nostra vita.
Forse ritorneremo nuovamente là, sulla strada maestra, e ci sembrerà uguale, ma ci accorgeremo sempre che esiste una nuova svolta, forse poco illuminata, da prendere, e magari ci porterà verso uno slargo pieno di sole, o verso una salita, o una discesa, ma comunque sempre in un luogo nuovo, che non conoscevamo.
Perché, benché le strade sembrino uguali, non lo sono mai perfettamente, c’è sempre la possibilità della variante che non avevamo ancora considerato, ma che è salvifica.
La recensione sullo spettacolo teatrale, è rimandata a momenti più sobri di questo… ma la farò, perché la regia di Carpentieri, merita decisamente un commento per quanto riesce ad emozionare lo spettatore!
Ma non ora… adesso devo godermi la mia testa sopra le nuvole…
Cambiavano i nomi, ma la situazione era la stessa.
Mi sono incazzata con la vita, con il karma e con tutto ciò con cui potevo prendermela, compresa me stessa.
Oggi, poi, sono andata a vedere Renato Carpentieri in Luoghi comuni, al Teatro Area Nord, e dopo con gli amici siamo andati a bere sangria (ottima) in un locale che hanno aperto vicino casa mia, e sarà l’alcol, ma la vita mi sembra diversa!
Ho ripensato a come gestivo questa medesima situazione l’anno scorso, ed a come la gestisco adesso.
Non è vero che la mia situazione è identica ad un anno fa, per il semplice fatto che io sono cambiata, e che l’affronto in maniera diversa… e la malinconia è passata.
Certe volte ci sembra di percorrere strade che già conosciamo, che abbiamo già solcato, ed invece non è così.
Perché magari questa volta ci accorgiamo che c’è una piccola viuzza che non avevamo visto, un sentiero stretto, forse poco battuto, ma che può portarci lontano dalla strada già ripercorsa, nel labirinto della nostra vita.
Forse ritorneremo nuovamente là, sulla strada maestra, e ci sembrerà uguale, ma ci accorgeremo sempre che esiste una nuova svolta, forse poco illuminata, da prendere, e magari ci porterà verso uno slargo pieno di sole, o verso una salita, o una discesa, ma comunque sempre in un luogo nuovo, che non conoscevamo.
Perché, benché le strade sembrino uguali, non lo sono mai perfettamente, c’è sempre la possibilità della variante che non avevamo ancora considerato, ma che è salvifica.
La recensione sullo spettacolo teatrale, è rimandata a momenti più sobri di questo… ma la farò, perché la regia di Carpentieri, merita decisamente un commento per quanto riesce ad emozionare lo spettatore!
Ma non ora… adesso devo godermi la mia testa sopra le nuvole…
giovedì 29 novembre 2007
Siamo un popolo senza dignità... ha ragione.
Il 24 Novembre a Torino,si è tenuta la presentazione del documentario Beaùtiful Cauntri.
Le immagini parlano da sole.
Siamo davvero un popolo senza dignità.
Le immagini parlano da sole.
Siamo davvero un popolo senza dignità.
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domenica 25 novembre 2007
Processo a Dio
Anche oggi Teatro ( scritto ed inteso con la T maiuscola!), anche oggi uno spettacolo stupendo! Intenso, commovente, disarmante.
Processo a Dio, di Stefano Massini, regia di Sergio Fantoni.
Ultimo giorno in un campo di concentramento.
Elga Firsch, interpretata da una straordinaria Ottavia Piccolo, decide di processare Dio, con tanto di accusa (la sua), di difesa e di giuria, per il male fatto agli ebrei. Dio è interpretato, simbolicamente da un ufficiale delle SS, che un giorno, durante la prigionia, ha urlato ad Elga, puntandole un fucile contro, di poter fare della sua vita ciò che più desiderava, essendo in quel momento, lui, come Dio!
Parte quindi, dalla cattura di questo ufficiale delle SS, un processo intensissimo in cui la domanda finale sarà: Dio è colpevole oppure no dello sterminio del suo popolo?
Se Dio fosse colpevole, allora i tedeschi non avrebbero alcuna colpa e dovrebbero essere lasciati andare, senza nessuna punizione, poiché semplici strumenti di un Dio crudele; ma se Dio fosse invece innocente, e la colpa fosse invece di coloro che hanno voluto far credere a tanti ebrei che Dio era cattivo ed ingiusto perché si era dimenticato di loro, allora i tedeschi, colpevoli di tale nefandezza dovrebbero essere a loro volta giustiziati!
Così, la sorte di questo ufficiale delle SS dipenderà dal risultato di questo processo… E da Dio.
“Perché in fondo la parola chiave di questo testo non è il dolore per l’Olocausto, bensì il suo non-senso.
Se l’uomo è un burattino, chi lo muove? E quale logica muove il teatrino del mondo? Elga Firsch accusa Dio con la voce, in fondo, dell’umanità intera: l’umanità di ogni epoca e bandiera!”
Solito consiglio: Riceratelo nelle vostre città ed andatelo a vedere!
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Un Sole a mezzanotte
Ci sono persone che compaiono nella nostra vita ed hanno la durata di una meteora che passa nel nostro cielo.
Certe volte ci hanno fatto soffrire, altre volte ci hanno portato un sorriso, altre volte ancora ci hanno lasciato un ricordo, un’esperienza.
Voglio ringraziare le meteore della mia vita, che mi hanno fatto conoscere mondi, cose che non conoscevo, che mi hanno fatto fare cose che non pensavo di fare, che mi hanno trasmesso un pensiero dolce, che mi hanno fatto conoscere profumi e sapori nuovi.
Ognuna di loro, ora fa parte di me, e questo è bellissimo… ed è forse questo che cercavo, perché la mia sete d’esperienze non è mai sazia.
Grazie,a chi mi ha fatto conoscere un libro, a chi mi ha fatto conoscere un suono, a chi mi ha fatto conoscere un sapore, a chi mi ha fatto vedere uno squarcio di mondo, a chi mi ha accompagnato nei miei pellegrinaggi emozionali.
Ho bisogno di far pace col mio passato, di ringraziare anche chi è stato meteora, perché meteora non lo è mai stata, perché fanno parte di me… per sempre, anche nella semplice consapevolezza di ciò che non mi piace e non voglio più… appunto, meteore, ma un unico grande sole a mezzanotte…
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una canzone per ogni occasione
sabato 24 novembre 2007
Una famiglia da pubblicità
Oggi mi toccava il Sabato in ambulatorio.
Tra i vari clienti venuti, una famiglia merita una menzione particolare, composta da madre, padre, figlio adolescente e pastore tedesco (il paziente).
A guardarli mettevano una serenità, si scambiavano sorrisi, seguivano attentamente quello che il veterinario (il mio capo) gli diceva, il ragazzino era educatissimo, ed il cane uno spettacolo, docilissimo, bello e bravo!
Mentre li osservavo pensavo, ma guardali sembra proprio una pubblicità, fossero tutti i clienti così... mi sembrava quasi di essere stata proiettata in un quadretto "della famiglia cuore", oppure ancora meglio "del mulino bianco"; quando ad un certo punto squilla il cellulare al padre, e la suoneria era ESATTAMENTE questa musica:
Ecco, avevo sbagliato pubblicità... quella famiglia era una "Famiglia Barilla"!!!
Tra i vari clienti venuti, una famiglia merita una menzione particolare, composta da madre, padre, figlio adolescente e pastore tedesco (il paziente).
A guardarli mettevano una serenità, si scambiavano sorrisi, seguivano attentamente quello che il veterinario (il mio capo) gli diceva, il ragazzino era educatissimo, ed il cane uno spettacolo, docilissimo, bello e bravo!
Mentre li osservavo pensavo, ma guardali sembra proprio una pubblicità, fossero tutti i clienti così... mi sembrava quasi di essere stata proiettata in un quadretto "della famiglia cuore", oppure ancora meglio "del mulino bianco"; quando ad un certo punto squilla il cellulare al padre, e la suoneria era ESATTAMENTE questa musica:
Ecco, avevo sbagliato pubblicità... quella famiglia era una "Famiglia Barilla"!!!
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