giovedì 10 gennaio 2008

Foto artistica (????)

Certe volte, con me, mio fratello ha slanci di generosità inattesi.
Capita che quando si compra qualcosa di nuovo, come un pc, oppure uno schermo monitor, o altre cose, quelle che non usa più, ma che comunque funzionano bene, a detta sua, le passa a me.
Così mi ritrovo con il suo vecchio pc, con il suo vecchio monitor ( che s’è ormai rotto), ed ora con la sua vecchia macchinetta digitale.
Sicuramente è un risparmio economico notevole per me, ma di certo non di salute mentale.
Si, perché nonostante dica che i suoi “lasciti” siano in perfette condizioni, e ben funzionanti, un motivo ci sarà perché se li toglie e li passa a me.
Riguardo al suo ultimo passaggio di proprietà, la macchinetta digitale, per esempio, in teoria era perfetta.
Carina, maneggevole, subacquea, di colore verde.. verde speranza… “ verde speramm’ che funzion’!”.
Ma, come ho detto, c’è sempre il trucco negli oggetti che mi passa mio fratello.
Per la macchina digitale aveva perso in ordine: Cavetto, Driver, Istruzioni.
Il cavetto è stato facile trovarlo in un negozio per pc.
Le istruzioni, mi posso anche arrangiare, ed usare il mio lato intuitivo.
Ma il driver… e no, quello mi serviva proprio.
Riesco a risalire tramite la marca, al driver da utilizzare, ma per averlo serviva il codice a barra che doveva essere sulla scatola d’imballaggio della fotocamera, e secondo voi, mio fratello l’aveva conservata? Ovviamente, no!
Che fare allora?
Semplice, rivolgersi al pusher panettiere, che un tempo, quando non avevo l’ads, mi procurava la musica introvabile ai più.
In pratica, dopo una breve consultazione, l’uomo, che sotto la panetteria, ha un vero e proprio laboratorio di pc, risalendo dalla marca della macchinetta, ha detto che era cinese, che la marca segnata sulla macchina era il nome d’importazione, e dunque il driver si poteva scaricare dall’altra marca, quella originale…cinese!
Beh comunque, alla fine, la fotocamera funge, riesco a scaricare le immagini sul pc.
Sicuramente, rispetto a quelle scattate con il cellulare, che usavo prima, è un salto di qualità notevole.
Giudicate voi la, qualità della macchina, con la mia prima foto artistica (?) dedicata al Quarzo dell’ Ammor’…
Le altre, oscene, del Natale in casa Super Fox, ho la decenza, ancora, di risparmiarvele!



mercoledì 9 gennaio 2008

Su la Testa!

Dedicato a chi si vergogna d' appartenere ad una città, sputtanata in tutto il mondo, violentata dalla Camorra, dal mal costume della gente e dai politici… TUTTI.
Dedicato a chi si sente avvilito, a chi pensa che le cose non cambieranno MAI.
Dedicato a chi … sta per accettare, a chi… sta per mollare…




... la Storia siamo NOI!

sabato 5 gennaio 2008

La Befana in casa Super Fox



La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il cappello alla romana
Viva Viva la Befana!!!


Stanotte volerà per i cieli del mondo la vecchietta sulla scopa.
Io da bambina adoravo questa festa, soprattutto la notte del 5 Gennaio, e forse più che di Babbo Natale, mi è dispiaciuto di perdere, da bambina, la figura della Befana.
Ogni 5 notte, ricordo che facevo tardi a dormire, non riuscivo a prendere sonno.
Ero terrorizzata da questa vecchia, che immaginavo brutta e cattiva, che entrava in casa nostra.
Il mio terrore, nasceva dai racconti dell’orrore che mi faceva mio fratello.
Mi diceva: “Se ti trova sveglia ti porta via!!!”
“Ti lascia solo carbone, se non vai a dormire!!!”
E più mi diceva questo, e più io avevo paura di andare a dormire da sola nel mio lettino, così finivo sempre nel lettone dei genitori, e per me era una festa!
“Ti viene a tirare le dita dei piedi durante la notte, per vedere se dormi davvero!”
Una volta, ricordo ancora, che mio fratello si nascose sotto al letto, e cacciò una mano per afferrarmi una caviglia di sorpresa, tipo film horror, con conseguente urla isteriche mie, e ciabattate da parte di mia madre… ad entrambi!
A tarda sera, prima di andare a dormire, si preparava la cena per la Befana, perché la vecchietta, se rifocillata per bene, era più generosa.
Allora, mettevo la tovaglia, il piatto con il pezzo di pane, il formaggio, un frutto, l’acqua, una tazzina di caffè perché la notte era lunga, e doveva far visita a tanti altri bambini, meglio restare sveglia, che a volare su una scopa rischiava l’osso del collo e… una sigaretta, perché se era fumatrice, era meglio accontentarla anche in questo!
Mi ricordo, che dormivo sonni agitati, sognando questa vecchietta che s’aggirava per casa.
Ad ogni rumore strano sobbalzavo, con quel mix di paura ed eccitazione che mi faceva pensare:
- Oddioddioddio è LEI! E’ arrivata!!! Devo fingere di dormire se no mi porta via! Chissà se ha già lasciato i regali…-
Guardavo il calzettone di mio padre appeso al letto, per l’occasione, perché i suoi erano GRANDI e c’entrava più roba rispetto ai miei, che erano piccini, ed era vuoto!
Allora, no… non era ancora passata, c’era il rischio di vederla comparire da un momento all’altro davanti al letto, per tirarmi le dita dei piedi!!!
Richiudevo gli occhi, e riprovavo a prendere sonno, fin quando sempre tra veglia e sonno, vedendo le prime luci del giorno, riguardavo quel calzino e lo trovavo pieno!
Era arrivata!!!
- E’ Arrivaaaataaaaa!!! – gridavo balzando in piedi sul letto!
- SVEGLIAAAAAA!!! E’ ARRIVATAAA!!!-
Saltando sul lettone dei miei genitori.
- SVEGLIAAAAAA!!!! E’ ARRIVATAAA!!!-
Gridavo correndo per tutte le stanze, per svegliare anche le mie sorelle e mio fratello, anche se era mattina presto, perché TUTTI insieme dovevamo aprire i regali.
- ALZATEVI PRESTOOOO!!! E’ ARRIVATA!!!-
Mandavo avanti una delle mie sorelle a vedere se nella stanza dove stava l’albero di Natale, ci fosse ancora la vecchietta, di mio fratello non mi fidavo!
Quando mi dicevano che la strada era libera, allora correvo a vedere i regali, ma il più delle volte non li trovavo!
Eh, si, perché la Befana era generosa, ma dispettosa, me li nascondeva per tutta la casa!!!
Controllavo però che avesse mangiato TUTTO, ed effettivamente era tutto consumato, persino il caffè e la sigaretta s’era fumata (viziosa!), poi, come una forsennata, aprivo una porta, poi un’altra e finalmente una volta trovato il cumulo di pacchetti, eccitatissima gridavo:
-Eccoliiii, SONO QUI!!! Li ha nascosti QUA!!!-
Ancora sorrido, pensandomi da bambina, secondo me dovevo essere un incubo!
Penso ai mie fratelli, tutti adolescenti, che venivano svegliati dalla sorellina rompiballe, all’alba per aprire tutti insieme i regali, regali che sapevano esattamente dove stavano e chi li aveva fatti, ma io NO, e dovevano fingere per me, curiosità e stupore!
A ripensarci, penso a quante notti ha passato mio padre, a montare giochi, biciclette, forse anche con la complicità di mio fratello (sicuramente più pratico di lui), e a nascondere regali.
Li andavano a comprare la notte del 5, perché prima li avrei trovati per casa, li vedevo uscire sempre in serata insieme, ma non mi dicevano mai dove andavano… ora lo so.
Da bambina lo adoravo a mio padre, ero la sua ombra, e fin quando non ho avuto l’età per iniziare a contraddirlo, anche lui mi adorava.
Adesso, da adulta (?) lo so che le uniche persone con cui va d’accordo sono i bambini e i cani, cioè coloro che nonostante le follie che fa e dice, lo assecondano, e con loro è generoso d’affetto, ma questa è un’altra storia, che non fa parte dei miei ricordi legati alla Befana, ma dei mie fantasmi passati e presenti.
I miei ricordi legati alla Befana sono altri, sono l’eccitazione dell’attesa, l’amore e la paura verso questa vecchietta lunatica. Sono le giornate del 6 Gennaio passate a giocare con i giochi nuovi. Sono l’unione familiare, sono la scorpacciata di cioccolata che facevo fino a star male con la pancia.
Sono ricordi che adesso da adulta mi mancano da morire.
Quando compresi che la Befana non esisteva, ci rimasi malissimo.
Fu brutto scoprire che il cibo, che lasciavo, erano i miei genitori a farlo scomparire, che le calze, di notte, me le riempivano loro, che potevo dormire tranquilla, perché nessuno sarebbe arrivato in quella notte.
Non ricordo quando accadde, penso intorno ai 6 anni, ma ricordo perfettamente la sensazione di perdita che provai.
Andò così, tra cugini, coetanei, un anno capimmo che Babbo Natale non esisteva, e la conseguenza logica fu che nemmeno la Befana esisteva e per me fu quella la vera perdita.
Quell’anno, apparecchiai ancora la tavola per la Befana, con il cibo per ristorarsi, fingendo di non sapere, ma al mio risveglio, il cibo era là, mancava solo il caffè e la sigaretta.
La mattina del 6, ancora adesso, mia mamma, qualche volta, mi fa trovare la calza sul letto, dopo che mi sono alzata (di certo non più all’alba) per fare colazione.
A modo suo, è ancora una piccola magia che la Befana compie, e questa cosa, continuo, e continuerò, a tenerla stretta al cuore.

PS: Si accettano libere interpretazioni sul significato “il cappello alla Romana”, perché non ho trovato, da nessuna parte, come sia sto cappello!!!

BUONA BEFANA a tutti gli eterni bambini…

domenica 30 dicembre 2007

Canto di Natale

Questi giorni, per me, sono un po’ così…
Equilibri, che già normalmente sono instabili, rischiano di diventarlo ancora di più.
Sembra che “le cose” accadano quando più tu hai bisogno di pace e tranquillità, perché stai rimettendo in sesto te stessa, ed invece non hai tempo per farlo, devi agire.
E se ti muovi nelle sabbie mobili, più fai, e più rischi di cadere giù.
Per questo motivo avevo bisogno di un po’ di calore, di qualcuno che si prendesse cura di me e mi coccolasse un po’.
Così, per caso, sono giunta nel luogo dove il mio spirito ha trovato per qualche ora il suo conforto.
Ad accogliermi c’erano luci soffuse, un enorme albero di natale, una poltrona confortevole, un plaid per accoccolarmici dentro, cioccolata calda e dolcetti, per riscaldare i miei sensi, ed una persona, seduta con me, a raccontarmi una storia…

Canto di Natale di Dickens


Dal 14 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008
Napoli, Il Pozzo e il Pendolo Teatro

Da venerdì 14 dicembre 2007 alle ore 21.00 (repliche fino al 6 gennaio 2008), presso Il Pozzo e il Pendolo sarà in scena Canto di Natale, l’emozionante testo di Charles Dickens, prodotto e messo in scena dalla struttura stessa di Piazza San Domenico Maggiore a Napoli. L’allestimento si avvale dell’interpretazione di Paolo Cresta (voce narrante) e Carlo Lomanto (voce & electronics), nell’ideazione e la regia di Annamaria Russo e Ciro Sabatino.


Un racconto, due voci. Una fatta di parole, l’altra di suoni. Ed intorno, le luci, le immagini, gli odori, i sapori di un Natale che, nella memoria o nell’immaginazione, ognuno conserva. Ancora una volta le parole sono prese in prestito da un libro, per condividerne le emozioni, seguendo la traccia segnata, in un dicembre di molti anni fa, dallo stesso autore.

Intorno al 1840, infatti, Dickens si trovava a vivere un periodo di grandi ristrettezze economiche. Per far fronte all’emergenza decise di scrivere una storia che potesse essere raccontata, da lui stesso, nei salotti più in vista della nobiltà londinese.

La sua iniziativa riscosse tanto successo che, in pochi mesi, le sue finanze si ristabilirono.

Quando fu di nuovo un gentiluomo benestante, l’eco del suo racconto giunse fino alle stanze di Buckingham Palace.

La regina Vittoria decise di invitare il singolare “cantastorie” a corte, per poter godere, con pochi intimi, le suggestioni di quell’esperienza che in tanti magnificavano.

Dickens, però, declinò l’invito. “Se sua Maestà avesse voluto sentire la mia storia, avrebbe dovuto chiedermelo quando il destino si accaniva contro di me, quando la sua regale liberalità avrebbe potuto restituirmi quella dignità che sentivo fuggire inesorabilmente da me. Ora che il fato mi sorride, la mia storia la racconto solo per diletto”.

“L’idea è quella di restituire - spiegano i due registi - l’incredibile potere affabulatorio che le pagine di Dickens custodiscono, attraverso un lavoro nel quale la voce del narratore e quella del vocalist s’intrecciano, si accavallano, si separano. Un frammento di storia letteraria che ci piace leggere come un invito, da parte dell’autore, a dare ancora voce alla sua storia, scritta per essere raccontata”.

Il Pozzo e il Pendolo, per l’occasione, trasformerà i propri spazi, divenendo un salotto d’altri tempi, dove non mancherà proprio nulla: dalla poltrona da ‘sprofondo’ al plaid, per rendere più familiare la serata, fino alle piccole leccornie che rendono dolci le serate natalizie. Insieme intorno ad un ideale focolare, per un omaggio a chi ha saputo raccontare il Natale che tutti noi vorremmo.

Un coinvolgente ed emozionante “incontro”, per raccontare una notte di Natale che, a distanza di oltre un secolo, conserva l’inossidabile attualità di suggestioni preziose.

- Canto di Natale, di Annamaria Russo e Ciro Sabatino -

- Napoli, Il Pozzo e il Pendolo Teatro –


Tutta l’ambientazione era soft e confortevole, le pause teatrali, scandite da bevande calde e dolci natalizi.

Paolo Cresta, bravissimo come voce narrante, accompagnato da Carlo Lomanto nelle musiche e suoni “a cappella”.
Uno spettacolo da non perdere, se volete tornare bambini, se volete che qualcuno vi circondi con un caldo abbraccio, portandovi in un mondo magico, troppo spesso dimenticato.

venerdì 28 dicembre 2007

Un ultimo saluto a Giulia

Per me lo scrivere è terapeutico, i pensieri prendono forma, e restano sul foglio bianco. Si allontanano da me, e mi lasciano respirare. Ed allora io scrivo. Scrivo perché oggi è stata una di quelle giornate che vorresti ricominciare d’accapo, in maniera diversa. Vorresti, che come quel film, I giorni della marmotta (o un titolo simile), tutto ricominciasse d’accapo. Vai a dormire, e quando suona la sveglia il giorno dopo è lo stesso giorno, ma le cose che ti accadono benché uguali, sono diverse, perché tu l’affronti in maniera diversa. Così, se si ripetesse questa giornata, mia nonna non sarebbe stata portata al pronto soccorso con l’autoambulanza, per una caduta in casa, perdendo con il dolore e la paura, la dignità che ogni essere umano ha diritto di mantenere, sempre. E non starei in attesa di una telefonata che mi faccia sapere come sta, se può tornare a casa, se la tengono ricoverata, se si è fatta quello che tutti temiamo. Così, magari, non avrei singhiozzato a telefono, con la mia più cara amica, che ha perso l’altro ieri la sua Giulia, la nostra Giulia, una cagna di dieci anni. La morte del proprio cane è un dolore immenso, ed al primo che lo sottovaluta, giuro che lo prendo a calci nel sedere.
Ci si prende cura di loro, come fossero eterni bambini.
Dipendono da te per tutto, e ti ricambiano con immenso amore, senza chiederti nulla in cambio. Se stai male, loro ti guardano, ed il loro scodinzolio vuol dire “Sorridi, ‘a nuttata passerà!” . E quando quello scodinzolio non c’è più, è un pezzo di te che se ne va. Ma poiché il tempo non si ferma, né torna indietro, questa giornata c’è stata, ed ancora non è finita, perché attendo una telefonata, che almeno spero porti notizie non troppo cattive. Per Giulia, una canzone degli Ashram:


She was my silence
She was my love
She was my friend but now she’ gone

She knew the secret
She’s in my soul
She love my essence… she was my dog
My sweet dog



Ciao, Giulia....

mercoledì 26 dicembre 2007

La Cantata dei Pastori - Peppe Barra -

La sera di Natale, che si fa dopo essersi abbuffati per due giorni, ed avendo ancora un giorno di festa ancora da superare?
Si va a casa di amici per giocare a tombola e sette e mezzo? Ma io, i giochi da tavola, li sopporto solo se sono particolarmente brilla, e poiché il mio fegato già chiedeva pietà per i bagordi trascorsi, meglio evitare la classica tombolata.
Allora si va a cinema?
Ma dopo che sei stata a contatto con i tuoi parenti, che sono un numero indecifrabile di persone, avresti voglia di stare tranquilla, e non di buttarti nella folla urlante che va a guardare l’ultima scemenza di Natale al cinema.
Ed allora che fare?!
Semplice:
Andare a teatro a vedere La Cantata dei Pastori, di Peppe Barra con musiche del mio amore, Lino Cannavacciuolo!










19/12/2007 - 06/01/2008

Peppe Barra in
LA CANTATA DEI PASTORI
di Peppe Barra e Paolo Memoli regia Peppe Barra

Note: Con la partecipazione straordinaria di Umberto Bellissimo. Musiche originali di Lino Cannavacciuolo
Genere:
Cast: Patrizio Trampetti, Maria Letizia Gorga, Giacinto Palmarini,

Trama:
Il Natale è tradizione, e niente è più tradizionale de “LA CANTATA DEI PASTORI” . Non è possibile dire quante versioni diverse abbia avuto questa opera sacra teatrale in versi, venuta alla luce verso la fine del ‘600, secolo del barocco. Il suo autore, Andrea Perrucci (1651-1706) la pubblicò, nel 1698, sotto lo pseudonimo di Ruggiero Casimiro Ugone e con il titolo “Il Vero Lume tra l’Ombre”. L’opera narra le vicissitudini di Maria e Giuseppe nel loro viaggio verso Betlemme, le insidie dei Diavoli che vogliono impedire la nascita del Messia, la loro sconfitta ad opera degli Angeli e l’adorazione di personaggi presepiali quali pastori, cacciatori e pescatori. Vi figura, inoltre, il personaggio comico di Razzullo, uno scrivano affetto da fame atavica e incapace di svolgere un lavoro stabile. Verso la fine del ‘700 venne introdotto, a furor di popolo, un altro personaggio comico, Sarchiapone, barbiere matto, in fuga per aver commesso due omicidi. Peppe Barra è come sempre uno strepitoso Razzullo, e la partecipazione straordinaria di Umberto Bellissimo nel ruolo di Sarchiapone dà luogo ad una coppia affiatata e comicissima, mentre il surreale Patrizio Trampetti è un diavolo-cuoco indimenticabile. Lo spettacolo, con la regia di Peppe Barra, è accompagnato da musiche di Lino Cannavacciuolo con una orchestra di nove elementi. La prima edizione con Peppe Barra vide nelle vesti di Sarchiapone l’indimenticabile Concetta, che nel finale, in un ricchissimo costume, eseguiva Quanno nascette Ninno trascinando gli spettatori a un diluvio di applausi.




Uno spettacolo STUPENDO!
Scenografie bellissime, musiche meravigliose (e che ve lo dico a fare… Cannavacciuolo resta sempre un maestro anche quando non suona lui!), cantanti bravissimi, diavoli circensi che sputano fuoco, danzano, camminano sui trampoli, risate esilaranti ad ogni scena del duo Razzullo (Peppe Barra) e Sarchiapone (
Umberto Bellissimo)!
Insomma, lo consiglio ad un pubblico sia di grandi che di bambini!
Come sempre, Peppe Barra resta una garanzia di qualità!!!