mercoledì 21 maggio 2008

Che schifo!

Al tg 1 mandano un video di una retata di trans in un quartiere romano.
Dopo i Rom... I Trans...
Il modo, la durezza con cui è fatta questa retata, l'indifferenza del giornalista che la presenta, la "giustizia fai da te" di questi cittadini per bene ( si fa per dire!) ,il povero trans che giustamente grida "NON SONO UN ANIMALE", tutto mi fa venire in mente una sola parola:

CHE SCHIFO!


mercoledì 14 maggio 2008

La Ladra di Libri


Scrivo questa recensione sapendo di non riuscire, pienamente, a farvi capire le emozioni che ho provato leggendo questo libro, ma devo farlo, perché mi ha scombussolato l’anima e devo esternarle in qualche modo. Se lo farò male, pazienza, ma credetemi questo libro va letto, è uno dei più emozionanti che ho letto in questi anni.
Ci troviamo in Germania all’inizio della seconda guerra mondiale.
A narrarci questa storia è un personaggio onnipresente nei secoli, passati e futuri, un personaggio che a quei tempi, più che in altri è stata presente in tutto il mondo: la Morte.


“ In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che iniziano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.”

"Non è che una delle miriadi storie che porto con me, ognuna a suo modo straordinaria. Ciascuna di loro rappresenta un tentativo - un faticoso tentativo - di dimostrarmi che la vostra esistenza di uomini vale la pena di essere vissuta.
Eccola qui. Una tra tante.
La ladra di libri.
Se ti fa piacere, vieni con me. Ti racconterò questa storia.
Ti mostrerò qualcosa."

Ci conduce, dunque, per mano e con fare compassionevole, ironico, crudo, poetico, ci narra la storia di una bambina, la Ladra di libri, ragazzina che ama e odia le parole, perché la forza delle parole (di Hitler) ha portato la Germania in guerra, ma saranno stesso le parole che riporteranno un po’ di speranza e di umanità là dove tutto è disumano.
Insieme alla storia della Ladra di libri, ci viene raccontata la storia dei personaggi che ruotano intorno a lei in quegli anni:
Il padre adottivo, dagli occhi argentati che l’aiuta ad ambientarsi nella nuova casa, che fa promesse che mantiene, che suona la fisarmonica, che regala un tozzo di pane ad un vecchio ebreo deportato, rischiando la sua vita.
La madre adottiva, donna tozza, con fare burbero, ma con un cuore grande, come poche persone.
Il suo migliore amico, Rudy, compagno d’avventure e scorribande, amore della sua vita, bacio promesso.
Max, un pugile ebreo, dai capelli come piume d'uccello, nascosto nella loro cantina, che disegna “parole” per lei.
E tanti altri ancora, piccoli, poetici personaggi di un libro meraviglioso.
La Grande Guerra fa da sfondo, con tutti i suoi orrori, le deportazioni, la fame, la sofferenza, ma c’è anche un mondo di ragazzini che giocano, che cercano di cogliere dalla vita il meglio che gli possa dare in quel momento storico.
Viene mostrata un’altra Germania, non solo quella dei nazisti, ma quella delle persone perbene, quella di chi vorrebbe aiutare gli ebrei, di chi ha rifiutato la tessera pur perdendo il lavoro, di chi preferisce arrangiarsi dignitosamente piuttosto che essere complici di un abominio.
E’ un libro intenso, durante tutta la lettura, tra un sorriso e l’altro (perché è anche molto ironico) avevo un nodo alla gola, fino alle ultime pagine, in cui il nodo s’è sciolto in un pianto liberatorio.
Leggevo e piangevo, piangevo e leggevo, perché non riuscivo a staccarmi da quelle pagine, intense, profonde, tenere.
Quando non piangevo per il dolore di alcuni avvenimenti, piangevo per la commozione di altri più lieti, sino all’ultima pagina.
Altro non potrei dirvi su questo libro, se non di leggerlo.
Il titolo originale del libro è La Ladra dei libri, molto più azzeccato di quello affibbiato dai traduttori italiani che è, invece: La Bambina che salvava i libri, di Markus Zusak.

martedì 13 maggio 2008

Due Anime




Due anime s’incontrarono come lucciole nel tempo.
Una era stata sempre sola.
L’altra non lo era mai stata.
Due anime s’incontrarono come il tramonto e la notte.
Si guardarono,
si attraversarono
e solo in quel momento vissero.
Due anime s’incontrarono come le radici e la terra.
Da allora una cerca sempre, per ritrovare.
L’altra aspetta per non dimenticare.




Questa poesia l’ho scritta anni ed anni fa, ero ragazzina.
L’ho ritrovata, quasi per caso, giorni fa.
Ricordo che quando la scrissi non la sentivo mia, mi piaceva pensare però ad una storia d’amore così.
Le ragazzine romantiche adorano le storie d’amore struggenti, forse sono insite nel proprio dna, o forse a furia di vedere Lady Oscar, e Candy Candy, ci restano un po’ dentro.
Mai avrei pensato che, a distanza di anni, questa poesia sarebbe ritornata tra le mie mani, ed alla mia mente, in un periodo in cui mi sento come un palloncino che vorrebbe volare, ed invece è legato tramite una corda a dei sassi, che lo tengono ben piantato al terreno.
Un’anima, mai stata sola, che adesso aspetta per non dimenticare.

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E’ che a me 'sto tempo mette di cattivo umore!

sabato 10 maggio 2008

Candele



Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.


- Costantinos Kavafis -


venerdì 9 maggio 2008

Ciao Peppino




Giuseppe Impastato: nato a Cinisi il 5 Gennaio 1948, ucciso dalla MAFIA il 9 Maggio 1978.

mercoledì 7 maggio 2008

Peace & Love

Mentre osservavo i ministri del nuovo governo Berluska (Eccoli), domandandomi dove si nasconde L'Intelligente (alla Giallappa's), ho pensato che avevo bisogno di una grande dose di qualche stupefacente, per annebbiare la mia coscienza.
Mi sono detta: con che cosa mi drogo?
Maria?
Hashish?
Eroina?
Cocaina?
Ma no! Voglio la stessa droga che danno a chi, in Campania (Bertolaso ora, altri prima), decide i siti per le discariche.
Perché deve essere proprio forte e buona se uno, dopo averla presa, decide di voler fare una discarica praticamente in città, in un parco naturale, il secondo nostro polmone verde, e vicino ad uno dei più grandi centri ospedalieri del napoletano!


Peace & Love a tutti

martedì 6 maggio 2008