martedì 10 giugno 2008

Vietata l'infibulazione in Egitto!

La lotta per la libertà della donna, in alcuni stati, è ancora lunga, ma questo è un buon inizio...


Il Parlamento: si rischiano fino a due anni di carcere Un'eccezione: la pratica resta consentitta "Per necessità medica"

"Mai più donne mutilate" l'Egitto vieta l'infibulazione

di FRANCESCA CAFERRI

ROMA - Le mutilazioni genitali femminili in Egitto sono reato: lo stabilisce una legge approvata sabato dal Parlamento, allargando il provvedimento dello scorso anno che già vietava la pratica negli ospedali e nelle cliniche private del paese.

La nuova legge è parte di un pacchetto di provvedimenti per l'infanzia che fra l'altro innalza l'età minima per contrarre matrimonio da 16 a 18 anni e consente alle madri di registrare i figli sotto il proprio nome. Arriva dopo una lunga battaglia che in Parlamento ha visto i rappresentanti dei Fratelli musulmani - che sono il maggiore gruppo di opposizione ma risultano registrati come indipendenti - battersi contro il governo: secondo il partito islamico le nuove norme "minano i fondamenti della famiglia egiziana".

In base alla nuova normativa l'escissione (l'ablazione parziale o totale degli organi genitali esterni femminili) è punibile con una pena da tre mesi a due anni di reclusione o con una multa compresa fra 1.000 e 5.000 lire egiziane (fra 118 e 590 euro). La nuova legge tuttavia non può essere considerata una vittoria totale da chi si batte contro le mutilazioni. Lascia infatti aperta una finestra, stabilendo che l'escissione può essere praticata in caso di "necessità medica": un cavillo che può essere facilmente usato per continuare la vecchia pratica.

Già lo scorso anno, una prima legge - approvata sull'onda delle polemiche generate dalla morte di un'undicenne - aveva provato a bandire le mutilazioni proibendole negli ospedali e nelle cliniche, ma di fatto gli interventi erano continuati. La morte di una seconda ragazzina poche settimane dopo l'entrata in vigore della norma aveva spinto il Parlamento a tornare sui suoi passi e a studiare una legge più dura: quella attuale appunto.

Ma la strada che ha portato al risultato di sabato è molto più lunga: è dalla fine degli anni '90 che la pratica delle mutilazioni è in discussione in Egitto, grazie alla pressioni fatte dalle associazioni non governative europee (Non c'è Pace senza Giustizia e Aidos, solo per citarne due), al lavoro dell'ex ministro Emma Bonino e della moglie del presidente egiziano Mubarak, Suzanne. L'azione delle due donne aveva portato negli anni scorsi alla condanna delle mutilazioni sia da parte del patriarca copto che delle autorità di Al Azhar, l'università del Cairo considerata il cuore dell'Islam sunnita.

Benché sia diffusa l'idea che la mutilazione sia prevista dai testi sacri come "purificazione" per le donne, di questa pratica non si trova traccia né nel Corano né nella Bibbia. In Egitto il 96% delle donne, musulmane o cristiane, subiscono mutilazioni sessuali, secondo uno studio condotto dall'ufficio governativo demografico nel 2005 su donne fra i 15 e i 49 anni.

Le mutilazioni consistono nel taglio delle labbra della vagina e nella chiusura dell'organo genitale femminile: solo un piccolo foro viene lasciato per far fuoriuscire l'urina. Una volta infibulate le donne non provano piacere sessuale, hanno difficoltà a partorire e sono ad altissimo rischio di contrarre infezioni. (10 Giugno 2008)

-fonte Repubblica.it -

domenica 8 giugno 2008

Io odio il calcio!

Premetto che sono una persona tollerante, per cui chi ama il calcio e mi legge, non si senta offeso da quello che scrivo.
Tanto se mi conoscete di persona, e siete tifosi, il mio pensiero già lo sapete, e se non mi conoscete di persona, beh adesso ne verrete a conoscenza. La mia è un’opinione personale, e se adorate il calcio buona salute vi faccia.
Dunque, io odio il calcio, e si presentano tempi duri per me ora, con sta storia degli Europei.
Odio il calcio per diversi motivi, mica è un odio epidermico così nato dal nulla.
Per prima cosa detesto i miliardi che ci girano intorno.
Detesto che per altri sport, altrettanto faticosi, s’investa molto meno.
I calciatori hanno stipendi ( si chiamano così?) pazzeschi, al contrario di altri atleti che si allenano almeno quanto loro, ma poiché fanno uno sport meno seguito, prendono molto, ma molto meno.
Ecco, a me, queste disparità già mi fanno nascere una antipatia verso questo sport, a prescindere dalla sua bellezza, o dal fatto che unisca la gente.
Parlare poi della violenza di alcuni ultras, sarebbe generalizzare, e dare delle colpe ad uno sport che non ne ha in quanto tale. Il calcio è semplicemente uno sport nazional popolare e, come tale, diviene una valvola di sfogo per chi cerca solo un pretesto per “sfogare” le proprie frustrazioni. Insomma, si sente parlare e si vede la violenza negli stadi perché è uno sport che richiama tanta gente, e di tutte l’ estrazioni sociali, il discorso si potrebbe fare anche per il tennis, penso, se avesse un tale richiamo popolare.
Il mio odio, radicato, verso il calcio, nasce però dall’esperienza diretta.
Perché, benché lo trovi uno sport noioso, correre dietro un pallone non è il massimo della vita per me, sarà che sono pigra, ma nel mio tempo libero preferisco fare altro, c’ ho provato anche io a seguirlo.
Purtroppo per me, molti miei amici sono tifosi, quindi capita che organizzino partite amatoriali.
Capita che si facciano errori di gioventù, e presi dall’ entusiasmo di stare insieme si decida di andare a vederle queste partite.
Così mi sono trovata alcune volte a fare il tifo dalla panchina.
Dopo i primi venti minuti che fai il tifo, durante i quali ti diverti anche a sfottere chi gioca, stare seduti per almeno altri quaranta, settanta minuti è una noia mortale. L’umidità si fa sentire nelle ossa, i capelli s’arricciano, e d’estate le zanzare ti danno il tormento!
Preghi che la partita finisca al più presto per andartene via ad ubriacarti e dimenticare il tempo perso in quel modo, ma devi aspettare che i giocatori si facciano la doccia, si facciano i gavettoni e tutti i loro riti goliardici, e maledici il momento in cui hai detto ingenuamente: “Ok, stasera vengo a fare il tifo anche io…”.
Ma il tifo non mi bastava.
La scelta masochista successiva è quella di prendere parte ad una partita amichevole, uomini e donne, mischiati nelle squadre.
Dopo il rituale della scelta dei componenti delle squadre, che ti fa ritornare indietro alle elementari , quando si mettevano due bambini (quasi sempre odiosi) a dire “prendo Gigi” ed “io prendo Giovanna”, “io prendo Carla” ed “io prendo Pierugo”, in attesa che arrivi il tuo turno, che in genere avviene per esclusione, perché tanto lo sanno che NON sai giocare e che puoi fare solo numero, arriva il momento del gioco.
A questo punto, ti rendi conto che tenere una palla tra i piedi, e non perderla due secondi dopo, non è per nulla cosa facile!
Allora decidi di tenerla il meno possibile tra i piedi, e di correre avanti ed indietro per il campo, giusto per fare presenza, ed un po’ di movimento ( che ogni tanto ci vuole anche).
Mentre mantieni questa tattica, cercando di dare il meno nell’occhio possibile (non sia mai si ricordano di te e te la passano, quella stramaledettissima palla), potrebbe capitare di sentire come una mandria di buoi venirti dietro.
Giuro, m’è capitato.
Ero nel campo, a farmi i fatti miei, fingendo di dirigermi volontariamente nell’area della squadra con cui ci sfidavamo, e sento alla mie spalle questi buoi impazziti. Mi giro per vedere che stava succedendo, e vedo un numero ENORME di persone che mi correva dietro. Davanti a me era capitata, casualmente, la palla e secondo i componenti della mia squadra avrei dovuto fare un’azione in porta… ILLUSI!
Ma il mio addio al calcio è stato per un altro motivo.
Sempre in questa partita decisamente fantozziana, decido di prendere l’iniziativa e non so perché mi trovo a driblare con un altro amico della squadra avversaria. Tra sgambetti, gomitate, spintoni ( roba da calcio duro eh, perché se m’impegno le cose le faccio seriamente anche io!), mi trovo improvvisamente spalmata a terra, una fantastica scivolata con tanto di testata a terra, che ancora ricordo il rumore…bang!
Mentre ero ancora stesa ed intontita, a contare gli uccellini in circolo sulla testa, s’avvicina uno degli avversari e mi dice: “Ma mò vuliss’ pure ‘o fall’?!”.
Ecco, quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha fatto ammettere senza remore: “IO ODIO IL CALCIO!”
Ora, purtroppo per me, ci sono gli Europei; ciò significa che, se anche le partite non le segui, indirettamente ne sarai condizionata.
I tuoi amici, in alcuni giorni della settimana usciranno solo dopo determinati orari, o organizzeranno “simpatiche serate” per vedere la partita tutti insieme!
E se pure non esci di casa, sentirai gli imbecilli che suonano le trombe e sparano i tric tac, ad ogni gol o presunto gol, con buona pace del cane PIGRO che non farà altro che abbaiare ad ogni minimo rumore molesto, diventando lui stesso, un rumore molesto.
Insomma per me si presentano tempi duri.
Che già lo spirito di Patria non è proprio nei miei geni, unito al calcio poi è lontano anni luce.
L’unica cosa che forse riuscirà a strapparmi un sorriso in questi Europei saranno loro… SANTI SUBITO!



giovedì 5 giugno 2008

il Problema che frutta

Chissà come mai non si risolve il problema dei rifiuti in campania, anche quando si potrebbe, forse perchè conviene troppo mangiarci sopra?!
Questo video racconta quello che non ci dicono:


mercoledì 4 giugno 2008

Uno stupro = molti voti



La campagna elettorale di questo governo è stata incentrata soprattutto sul discorso “Maggiore sicurezza”.
Come funghi, spuntavano al tg casi di violenza sulle donne, stupri, aggressioni.
La destra era in prima linea a promettere, una volta eletta, il pugno duro, contro i trasgressori delle leggi e maggiore sicurezza per tutti!
Alemanno è stato eletto a sindaco di Roma, anche per aver “cavalcato” la storia vera ,o presunta (visto i retroscena usciti in seguito), della studentessa straniera ferita e violentata alla Storta, a fine aprile.
Bene questo favoloso governo ha iniziato a mantenere le sue promesse, tagliando i fondi per la lotta alla violenza sulle donne.

“C'erano 20 milioni di euro destinati al Piano nazionale contro la violenza alle donne. Quei soldi servivano ad attivare numeri verdi, istituire un osservatorio per il monitoraggio delle soprusi subiti, dare vita a campagna per il rispetto delle donne e un sostenere case anti-violenza e associazioni territoriali. Ora quei soldi non ci sono più: Alitalia e Ici se li sono mangiati.
Secondo l'ultima indagine targata Eures in tutta Italia il 31,9% delle donne tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza fisica o sessuale (in totale 6.743mila vittime). Le più colpite sono le separate o divorziate (69,3%), le dirigenti, imprenditrici e libere professioniste (50,5%). E sono sempre più numerose le vittime di omicidi: il 70% è donna, soprattutto casalinghe uccisa per motivi passionali. Hanno diversa estrazione sociale, economica, culturale. Sono accomunate però da un dato sconvolgente: difficilmente l'omicida è, come leggiamo nei titoli a caratteri cubitali dei giornali, uno sconosciuto, un delinquente, un clandestino, un extracomunitario senza lavoro. L'assassino è il più delle volte il marito, il convivente, il fidanzato. L'Istat rivela che nel 2007 le vittime di violenza sono state 1 milione e 150mila (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica, mentre 74mila ha subito stupri o tentativi di stupro. Quasi la totalità non denunciati.
Ora molte case di anti-violenza, che accolgono le vittime e i loro figli, rischiano la chiusura.” (fonte web)

Come al solito, in queste manovre finanziarie si fa il gioco “della coperta troppo corta”, tiri da una parte ed escono i piedi, e viceversa. Il problema è che ad uscire fuori dalla coperta, questa volta, è un problema SERIO, un problema di tutela, di prevenzione, d’accoglienza delle vittime e del loro supporto psicologico, un problema di cui il governo attuale s’era fatto anche portavoce per essere eletto (maggiore sicurezza, dicevano, forse per le strade però, non tra le mura domestiche!).
Ma tanto chi se ne frega…
Meglio che i panni sporchi si lavino in casa, fin quando resterà il detersivo per lavarli!

E' Belusconi che avimm' caccià!

Ci sono ricordi che, nonostante il passare degli anni, resteranno indelebili nella mia memoria; uno di questi è di ieri.
Un pranzo/cena (visto la durata) fatto per festeggiare il compleanno di un mio amico.
E’ bellissima la sensazione di non voler essere in nessun altro posto, se non in quello dove ti trovi esattamente in quel momento.
Ed io là ci volevo essere fortemente, perché c’era tutto quello che amo di più.
L’Amicizia (con la A maiuscola!), le risate, la complicità, il vino e soprattutto la Musica suonata dai tuoi amici.
Chitarra e Tammorra, la musica popolare, quella che nasce dal cuore, che parla di lotta, che parla di passione, di libertà!
Tra le varie canzoni suonate c’era questa QUA, che ogni volta che la sento e la canto, non può non farmi venire i brividi.
La nostra versione era un po’ revisionata però.
Non nel ritmo, ma nelle parole, quando è arrivata la strofa “ …E’ ‘o Piemuntese che avimm’ caccià…”, la NOSTRA versione diceva : “…E’ BERLUSCONI che avimm’ caccià…!”, che cantata in casa di uno (il padre della fidanzata del festeggiato) che è decisamente fascista, al punto da avere in salotto il busto di Mussolini, è davvero una GRANDE liberazione!
Se non sono ricordi indelebili questi…

sabato 31 maggio 2008

Luce Luce

Io odio creare video, non so se è perchè ho un programma per farli che è una mezza schifezza, o se perchè detesto i tempi di attesa che ci vogliono per crearli.
Comunque, poiché sto sito di blog non permette di caricare mp3, ogni tanto creo dei video per far ascoltare canzoni che ho, ma non trovo su youtube.
Bene, il video è creato, ma al momento mi dice che non è visibile,dice di riprovare dopo...
Per ora lo metto qua, e vediamo se, prima o poi, farà "la grazia" di comparire anche a voi.
La canzone che volevo far ascoltare è Luce Luce, dei Cantodiscanto.
Provo un po' di dolce malinconia, ad ascoltarla, ci sono un sacco di ricordi collegati.
Un'estate di un paio d'anni fa, la voglia di abbandonare i dubbi e fare una follia, ed una conzone (questa) spesso in sottofondo.




Bocca di rosa

Una versione di Bocca di rosa, del grande De André, cantata e reinterpretata folcroristicamente dal grande Peppe Barra.
Divertentissima!

Buon ascolto e ...buona danza!