mercoledì 23 giugno 2010

Il mio Puzzle

Rimettere in ordine i tasselli del proprio puzzle non è facile.

Ma piano piano tutto sta prendendo forma, con fatica e volontà.

Non importano i risultati, quelli prima o poi arriveranno, l'importante è provarci.

L'importante è essere in movimento per costruire qualcosa.

Quando ho preso la scatola del puzzle,mesi fa, non ricordavo più qual era l'immagine che dovevo comporre.

C'erano pezzi montati, altri sparsi.

Adesso piano piano, tutto prende forma.

A volte mi confondo, provo ad inserire un pezzo, ma non è quello il suo posto.

Allora tiro un lungo sospiro ed aspetto, mi dedico ad un'altra parte del puzzle, e poi quel pezzo che prima non andava, riesco a collocarlo al posto giusto.

Ci vuole pazienza e combattività.

Tirare le unghie fuori, per se stessi, per comporre il proprio puzzle.

“Buona notte Amore” … un altro pezzo del puzzle che perfettamente e meravigliosamente s'incastra con gli altri.


sabato 8 maggio 2010

La sabotatrice di me stessa


Chi lo dice che amare è semplice? Chi è quel grande genio che dice che nasce tutto naturale? Indicatemelo, che gli sommergo la casa di baci perugina!

Amare è la cosa più difficile di questo mondo. Amare è accettare l' interezza con pregi e difetti. Amare è dare libertà, fiducia e rispetto.

Amare è mostrarsi nudi con l'anima piena di mediocrità e con qualche brandello di luce.

Amare è mostrarsi con le proprie paure, con le proprie insicurezze.

Amare è mostrare due mani che racchiudono una vita piena di fallimenti, con qualche vittoria e dire: ecco, questa sono io.

Beate le persone a cui Amare è venuto facile, saranno persone semplici, io semplice non lo sono mai stata.

Eppure, semplicemente, vorrei amarmi.

Vorrei smettere di essere la sabotatrice di me stessa.

sabato 24 aprile 2010

E' bene far proprie certe frasi



"Un Amore Autentico nasce dall'incontro di due unità e non di due metà"

domenica 31 gennaio 2010

La Smilza ammor' mio.


Quando morì il cane pigro, fu come se il mio cuore si lacerasse. Ebbi proprio la netta impressione che una mano invisibile mi penetrasse il petto e mi strappasse una parte del cuore. Si, non tutto, per il semplice fatto che io continuavo a vivere e respirare, quindi qualche brandello ancora ce l'avevo dentro. All'epoca pochissime persone capirono il mio dolore, solo chi c'era passato, solo chi aveva convissuto con un animale per la maggior parte delle ore che lui era stato su questa terra, per gli altri ero esagerata, un cane resta pur sempre un cane. Oggi vivo con La Smilza, e mi sono ricordata (non perché l'avessi dimenticato, ma semplicemente l'avevo accantonato come ricordo, per sopravvivere ad una perdita) di cosa ti può trasmettere un cane. Non c'è essere che riesce a trasmettere amore incondizionato e costante come un cane. Un Cane non ha mai momenti di nervosismo, non ha mai momenti in cui è troppo impegnato per te, non ha mai momenti in cui si vergogna di dimostrati quanto ti ama. Un cane ti asciuga le lacrime slinguazzandoti il viso e ti fa tornare il buon umore e questo lo sa anche Saramago,infatti nel libro Cecità, tra suoi personaggi più intensi c'è “il cane che asciuga le lacrime”. Un cane quando torni a casa ti fa le feste come se non ti vedesse da giorni e se esce lui, non con te, quando torna, te le fa uguali, come se non ti vedesse da secoli. E' felice di vederti e basta, DEVE dimostrartelo. Un cane attira la tua attenzione in ogni modo, non ci sono mezzi termini, non ci sono atteggiamenti ambigui... lui te lo fa capire subito! Ti porta un gioco, ti mette una zampa sulla spalla, ti mangiucchia la penna con cui stai scrivendo... è il suo momento e tu DEVI dargli retta, perché ti vuole mostrare la sua gioia di stare con te, ti vuole dimostrare il suo affetto e vuole che anche tu, stupido umano, ti renda conto che è venuto il momento di farlo, di dare attenzione agli affetti, perché la vita è sfuggevole e non ti riscalderanno, domani, i rimpianti ed i se. Un cane è il mio memento per non perdermi nulla di quello che la vita mi regala.

sabato 26 dicembre 2009

Buon Natale

Perché quella GRAN CULO DI CENERENTOLA esiste, sapevatelo!

mercoledì 23 dicembre 2009

Tremare

No, non è il freddo di questi giorni quello che mi fa tremare.

Sono una serie di sensazioni che mi esplodono dentro.

Sento una stretta allo stomaco e qualcosa che ho tappato per anni spinge per venir fuori e lo fa con i tremori.

Emozioni celate per anni, sogni, desideri mai confessati nemmeno a se stessi urlano per venire fuori.

Sono i tremori che gli danno voce, perché le parole ancora non escono, fanno fatica, hanno paura che quello che accade non sia vero, che ci si possa svegliare una mattina ed accorgersi che era solo un sogno.

Ma sogno non è, ed è tutto incredibilmente bello e reale... è un perfect day.


sabato 31 ottobre 2009

La musicalità delle parole



E' da un po' che non ho voglia di raccontare le sensazioni a caldo di una serata, ma quelle di stasera meritano di essere raccontate.
Ho partecipato ad una serata di scrittura creativa.
Sono stata invitata da un amico a prendervi parte.
All'inizio ero un po' titubante sulla cosa, l'idea mi piaceva: ognuno scriveva un incipit, una frase, i foglietti venivano raccolti e poi una volta estratto a caso uno di essi, chi l'aveva preso elaborava un testo, in base all'incipit capitatogli.
Le mie perplessità, dunque, non erano sull'idea in sé per sé , ma sul fatto di riuscire ad esternare i miei pensieri, le mie sensazioni, a degli estranei.
Quando scrivo, lo faccio per me, è un modo di buttare fuori quello che sento.
Possono nascere delle riflessioni generali o personali, può uscire fuori la mia rabbia per un evento, il mio dolore per qualche cosa che m'è accaduto, la mia felicità nel aver visto o ascoltato qualcosa che mi ha colpito, ma tutto resta a me.
Spesso lo pubblico sul blog, ma non vedo la faccia di chi lo legge, non ho un riscontro diretto delle emozioni che suscito.
Alcune volte ho ricevuto dei complimenti, altre volte quello che scrivo passa sotto silenzio, ma va bene anche questo.
Il leggere qualcosa ad alta voce, già m'imbarazza molto, il leggere qualcosa che ho scritto m'imbarazza ancora di più... eppure l'ho fatto.
E non solo l'ho fatto, ma ho anche ascoltato tanto e quello che è uscito da questa serata è stato un continuo fluire d'emozioni.
Ognuno a suo modo ha portato fuori una parte di sé unica e bella nel suo genere.
Menti che si sfiorano, s'incrociano, si toccano e s'attraversano.
Alcune volte strappando una risata, altre volte dando un pugno allo stomaco perché pensi: “sì, è così, questa cosa è vera, la sento anche io, la sento mia”.
Ascolti in una sera la musicalità delle parole, dei pensieri e ti rendi conto che non sei sola, che in questo mondo frenetico e di disincanto c'è ancora gente che ha voglia di crearsi una piccola oasi nella quale raccontare/si , ascoltare e crescere emotivamente...insieme.
Dopo una serata, come questa, ti ritrovi a pensare ed a sussurare un'unica immensa parola: grazie.