Caro Berlusconi, mi rivolgo a lei in qualità di premier, a proposito della vostra ultima misura di sicurezza, cioè quella di prendere le impronte digitali ai bambini rom.
Effettivamente, valutandola, mi rendo conto di quanto possa risultare utile per la loro sicurezza e di quanti bambini rom, in questa maniera, verranno salvati dallo sfruttamento.
Troppe volte ho visto quei bei faccini chiedere soldi agli angoli delle strade, o cuocersi al sole, vicino ad un semaforo.
Certamente, la Vostra schedatura, risolverà questo problema.
Non riesco proprio a capire chi grida allo scandalo, all’incostituzionalità di tale provvedimento, alla deriva razzista che il nostro paese continua a prendere, alla carenza di memoria storica, riportando l’esempio dei bambini ebrei, anche loro schedati durante la seconda guerra mondiale.
Secondo me, a mettere queste notizie in giro, false e tendenziose, saranno quei cattivacci dei comunisti (per fortuna, nel nostro paese, sono diventati esemplari in via d’estinzione), che temono che con la vostra schedatura sarà più difficile per loro, che notoriamente lo fanno, mangiarsi quei deliziosi bambini. Figurarsi, s’è scomodato anche l’ Unicef, per dire che la cosa è contraria alla tutela dell’infanzia. Ma dico, sono matti??? Certamente i tentacoli dei comunisti sono giunti anche a loro, probabilmente gli passeranno una somma per ogni bambino che gli procurano da mangiare! Io, però, evito di dare ascolto a queste voci fasulle sul Suo conto e sul Suo governo, per tale motivo le vorrei chiedere una cosa.
Caro Silvio, mi permetta di chiamarla per nome, perché è un po’ come un Padre per noi tutti italiani, vorrei, se fosse possibile, far schedare anche i miei nipoti.
Sono quattro adorabili ragazzini, di cui uno è anche sulla sedia a rotelle, ecco, temo per la loro incolumità.
Se venissero rapiti, come li si ritroverebbe, e se venissero sfruttati dai genitori?
Sa, caro Silvio, non è che mi fidi molto di mia sorella e del marito, magari, un domani, potrebbero voler comprarsi la villa al mare e per racimolare i soldi, utilizzare il figlio disabile, che fa un po’ pena, per chiedere soldi ai semafori!
Lo so, lo so, che in questo momento, la sua attenzione è rivolta solo all’emergenza criminalità.
E lo so benissimo, che l’emergenza criminalità è causata soltanto dagli extracomunitari, ma mi consenta, anche i bambini italiani hanno bisogno di essere tutelati.
Dunque, se glieli porto, i miei nipoti ovviamente, me li schederebbe per favore?
Ci terrei assaje, che venissero messi sotto la Sua ala, affettuosa e protettrice.
Cordiali saluti,
Una Sua non elettrice, ormai pentita perché folgorata ( nel senso che tra un po’ ci resta sotto) dal Suo brillante governo.
PS: per voi, SPORCHI COMUNISTI, che i bambini ve li mangiate, la notizia la trovate qua.
venerdì 27 giugno 2008
martedì 24 giugno 2008
Bimbo rom salva un italiano, ma gli italiani non salvano i rom.
L’Italia si avvia sempre di più verso lo sfacelo, oggi più che mai con l’approvazione al Senato del decreto “Salva Berlusconi”.
Scusate se vi rimando ad un link di Forza Italia, turatevi il naso e leggete qua, se volete, per capire quanto fortemente RAZZISTA è diventato questo nostro paese.
Dunque, ancora una volta tutti contro gli immigrati, i clandestini, dimenticandosi che sono forza lavoro, che sono vittime delle associazioni malavitose e che sono, spesso, persone con un gran cuore e coraggio, come questo bambino:
PAVIA / IN PISCINA
Bimbo rom salva un ragazzino dall'annegamento
Il bimbo, di soli 9 anni, si è accorto che il 12enne si è improvvisamente trovato in difficoltà: era già con la testa sott'acqua, annaspava e non riusciva a risalire. Ha trovato il coraggio di tuffarsi e di riportarlo in superficie
Gente in piscina Pavia, 23 giugno 2008 - Un bambino rom di 9 anni ha salvato un dodicenne, che stava per annegare in una piscina di Pavia.Il fatto e' successo sabato mattina, alla piscina del Chiozzo, alla periferia di Pavia, ma se ne e' avuta notizia solo questa sera.
Per cause ancora da accertare, il ragazzino, che stava nuotando, si e' improvvisamente trovato in difficolta': era gia' con la testa sott'acqua, annaspava e non riusciva a risalire, quando il bambino di 9 anni, che aveva visto la scena, ha trovato il coraggio di tuffarsi e di riportarlo in superficie, salvandolo. (fonte Quotidiano Net)
Peccato che le notizie belle, se riguardano gli immigrati, passano in sordina.
Scusate se vi rimando ad un link di Forza Italia, turatevi il naso e leggete qua, se volete, per capire quanto fortemente RAZZISTA è diventato questo nostro paese.
Dunque, ancora una volta tutti contro gli immigrati, i clandestini, dimenticandosi che sono forza lavoro, che sono vittime delle associazioni malavitose e che sono, spesso, persone con un gran cuore e coraggio, come questo bambino:
PAVIA / IN PISCINA
Bimbo rom salva un ragazzino dall'annegamento
Il bimbo, di soli 9 anni, si è accorto che il 12enne si è improvvisamente trovato in difficoltà: era già con la testa sott'acqua, annaspava e non riusciva a risalire. Ha trovato il coraggio di tuffarsi e di riportarlo in superficie
Gente in piscina Pavia, 23 giugno 2008 - Un bambino rom di 9 anni ha salvato un dodicenne, che stava per annegare in una piscina di Pavia.Il fatto e' successo sabato mattina, alla piscina del Chiozzo, alla periferia di Pavia, ma se ne e' avuta notizia solo questa sera.
Per cause ancora da accertare, il ragazzino, che stava nuotando, si e' improvvisamente trovato in difficolta': era gia' con la testa sott'acqua, annaspava e non riusciva a risalire, quando il bambino di 9 anni, che aveva visto la scena, ha trovato il coraggio di tuffarsi e di riportarlo in superficie, salvandolo. (fonte Quotidiano Net)
Peccato che le notizie belle, se riguardano gli immigrati, passano in sordina.
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domenica 22 giugno 2008
Tempi duri per la Dog Sitter - parte seconda
Anche questo pomeriggio, l'arzilla vecchietta mi ha fatto un paio d'agguati.
All'arrivo mi ha fatto prendere un colpo mentre uscivo dall'ascensore: aveva messo il guinzaglio al cane (di quelli che si allungano per un tot metri) per cui, appena aperta la porta dell’ascensore, mi sono trovata Nemo tra i piedi e lei che urlava “Oddio…non so fermarlo questo coso!!!”.
“Signora! Mi ha fatto venire uno spavento!” le dico io, in piena tachicardia.
Mi avvicino, per prendere il guinzaglio, mantenendo la porta dell’ascensore aperta, visto che Nemo s’era piazzato dentro e non aveva nessuna intenzione di uscire di lì , e lei mi dice: “Aspetta, volevo dirti una cosa, ma non mi ricordo cosa..”
“Facciamo così, signora, me la dice quando ritorno eh!” Riuscendo a sfuggirle, almeno per il momento, infatti chiudendo l’ascensore, la sento dire:
“Va bene, nel frattempo ti preparo il caffè.”
“Merda”, penso, “un altro caffè no, il mio fegato chiede pietà!”
Dunque, di ritorno dalla passeggiata con Nemo, il caffè non sono riuscita ad evitarlo.
Ci sediamo in cucina, dove erano già preparate le due tazzine, mi guardo intorno e vedo che la macchinetta è già pronta su un fornello, ma con la fiamma spenta. Mi assale allora un dubbio, il caffè era già pronto per essere versato, oppure ancora doveva essere fatto?
La signora nel frattempo, però, parlava e parlava e parlava… E del caffè dopo dieci minuti, nessuna traccia.
Se io non mi prendevo sto cavolo di caffè, non mi avrebbe mollato!
Come ricordarle di darmi il caffè senza essere scortese? Ecco, allora, m’è venuta in mente una GENIALATA:
“Signora, sento un leggero odore di gas, e vedo che il fuoco sotto la macchinetta è spento. Non l’ha ancora acceso, oppure s’è spento da solo?”
“Huuuu, che sbadata! Me n’ero dimenticata!”
Ecco, brava, ricordatene, se no facciamo ora di cena per prenderci sto caffè…miiii che stress!!!
Insomma… L’incubo continua:
All'arrivo mi ha fatto prendere un colpo mentre uscivo dall'ascensore: aveva messo il guinzaglio al cane (di quelli che si allungano per un tot metri) per cui, appena aperta la porta dell’ascensore, mi sono trovata Nemo tra i piedi e lei che urlava “Oddio…non so fermarlo questo coso!!!”.
“Signora! Mi ha fatto venire uno spavento!” le dico io, in piena tachicardia.
Mi avvicino, per prendere il guinzaglio, mantenendo la porta dell’ascensore aperta, visto che Nemo s’era piazzato dentro e non aveva nessuna intenzione di uscire di lì , e lei mi dice: “Aspetta, volevo dirti una cosa, ma non mi ricordo cosa..”
“Facciamo così, signora, me la dice quando ritorno eh!” Riuscendo a sfuggirle, almeno per il momento, infatti chiudendo l’ascensore, la sento dire:
“Va bene, nel frattempo ti preparo il caffè.”
“Merda”, penso, “un altro caffè no, il mio fegato chiede pietà!”
Dunque, di ritorno dalla passeggiata con Nemo, il caffè non sono riuscita ad evitarlo.
Ci sediamo in cucina, dove erano già preparate le due tazzine, mi guardo intorno e vedo che la macchinetta è già pronta su un fornello, ma con la fiamma spenta. Mi assale allora un dubbio, il caffè era già pronto per essere versato, oppure ancora doveva essere fatto?
La signora nel frattempo, però, parlava e parlava e parlava… E del caffè dopo dieci minuti, nessuna traccia.
Se io non mi prendevo sto cavolo di caffè, non mi avrebbe mollato!
Come ricordarle di darmi il caffè senza essere scortese? Ecco, allora, m’è venuta in mente una GENIALATA:
“Signora, sento un leggero odore di gas, e vedo che il fuoco sotto la macchinetta è spento. Non l’ha ancora acceso, oppure s’è spento da solo?”
“Huuuu, che sbadata! Me n’ero dimenticata!”
Ecco, brava, ricordatene, se no facciamo ora di cena per prenderci sto caffè…miiii che stress!!!
Insomma… L’incubo continua:
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c'a pozz' fà,
che s'addà fa pè campà,
dog sitter,
sò cos' e pazz',
una vita precaria
Tempi duri per la Dog Sitter
La vita della dog sitter è dura eh…
Certe volte ti capitano clienti assurdi, ovviamente parlo dei proprietari dei cani!
Ieri mi ha richiamato uno da cui ero andata l’anno scorso di questi tempi.
Lui va in vacanza con i figli, e lascia il cane a casa della mamma.
L’anziana signora non porta a spasso il cane, quindi chiama me, per la felicità delle mie tasche, che si riempiono in breve tempo e con il minimo sforzo.
Il cane in questione è un simpatico Jack Russel, dal nome buffo: Nemo.
Il problema non è il cane, che infondo è simpatico e buono, anche se tira come un alano!
Il vero problema di questa situazione è la madre del proprietario del cane, che non riesco a gestire molto bene.
E’ una signora giovanile, nonostante i suoi settantaquattro anni, molto gentile…fin troppo.
Ogni volta che vado là, mi tiene bloccata mezz’ora all’arrivo, e mezz’ora, prima che vado via, con le sue chiacchiere.
Non c’è nulla da fare per scollarmela di dosso.
L’anno scorso c’ho provato in tutti i modi.
Quando non riusciva a bloccarmi per un caffè, per una fetta di torta, o per chiedermi consigli medici sulla salute del cane (che sta benissimo!), mi faceva gli agguati dietro alla porta, attendendomi al rientro per mostrarmi foto del marito defunto, oppure un quadro che non avevo notato, disquisendo per tantissimo tempo sul significato recondito del dipinto.
Altre volte mi ha raccontato della sua giovinezza, e del sesso sfrenato che faceva prima di sposarsi.
Una volta mi disse anche: “Sai che mio figlio mi ha chiamato per sapere se sei bona!” ed al mio arrossire, perché una cosa così non me l’aspettavo, mi risponde ridendo: “E che arrossisci a fare, mio figlio è proprio uno Stronzo!”.
Ogni volta mi chiedeva cosa doveva mangiare il cane, ed ovviamente non seguiva mai i consigli che le davo, visto che poi magari trovavo la ciotola a terra piena di pasta e fagioli!
Portare a termine quella settimana, l’anno scorso, fu un’impresa ardua per il mio sistema nervoso, che anche nei prossimi giorni sarà messo a dura prova.
Ha già incominciato oggi, incastrandomi con caffè e biscotti, un’ora di conversazione mentre Nemo ci “provava” con le mie gambe (avrà preso dal padrone).
A nulla sono valsi i miei tentativi di fuga. Ogni volta fingeva di non ascoltare i miei saluti, ed attaccava con un altro discorso.
Mi sa che mi devo rassegnare a fare, in questi giorni, la dama di compagnia, invece che la dog sitter, perché ho a che fare con un tipo di donna come questa qua:
Tempi duri, per riuscire a portare la pagnotta a casa!
Certe volte ti capitano clienti assurdi, ovviamente parlo dei proprietari dei cani!
Ieri mi ha richiamato uno da cui ero andata l’anno scorso di questi tempi.
Lui va in vacanza con i figli, e lascia il cane a casa della mamma.
L’anziana signora non porta a spasso il cane, quindi chiama me, per la felicità delle mie tasche, che si riempiono in breve tempo e con il minimo sforzo.
Il cane in questione è un simpatico Jack Russel, dal nome buffo: Nemo.
Il problema non è il cane, che infondo è simpatico e buono, anche se tira come un alano!
Il vero problema di questa situazione è la madre del proprietario del cane, che non riesco a gestire molto bene.
E’ una signora giovanile, nonostante i suoi settantaquattro anni, molto gentile…fin troppo.
Ogni volta che vado là, mi tiene bloccata mezz’ora all’arrivo, e mezz’ora, prima che vado via, con le sue chiacchiere.
Non c’è nulla da fare per scollarmela di dosso.
L’anno scorso c’ho provato in tutti i modi.
Quando non riusciva a bloccarmi per un caffè, per una fetta di torta, o per chiedermi consigli medici sulla salute del cane (che sta benissimo!), mi faceva gli agguati dietro alla porta, attendendomi al rientro per mostrarmi foto del marito defunto, oppure un quadro che non avevo notato, disquisendo per tantissimo tempo sul significato recondito del dipinto.
Altre volte mi ha raccontato della sua giovinezza, e del sesso sfrenato che faceva prima di sposarsi.
Una volta mi disse anche: “Sai che mio figlio mi ha chiamato per sapere se sei bona!” ed al mio arrossire, perché una cosa così non me l’aspettavo, mi risponde ridendo: “E che arrossisci a fare, mio figlio è proprio uno Stronzo!”.
Ogni volta mi chiedeva cosa doveva mangiare il cane, ed ovviamente non seguiva mai i consigli che le davo, visto che poi magari trovavo la ciotola a terra piena di pasta e fagioli!
Portare a termine quella settimana, l’anno scorso, fu un’impresa ardua per il mio sistema nervoso, che anche nei prossimi giorni sarà messo a dura prova.
Ha già incominciato oggi, incastrandomi con caffè e biscotti, un’ora di conversazione mentre Nemo ci “provava” con le mie gambe (avrà preso dal padrone).
A nulla sono valsi i miei tentativi di fuga. Ogni volta fingeva di non ascoltare i miei saluti, ed attaccava con un altro discorso.
Mi sa che mi devo rassegnare a fare, in questi giorni, la dama di compagnia, invece che la dog sitter, perché ho a che fare con un tipo di donna come questa qua:
Tempi duri, per riuscire a portare la pagnotta a casa!
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dog sitter,
sò cos' e pazz',
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una vita precaria
venerdì 20 giugno 2008
Lo Stupro è un'arma di guerra
Ricordo perfettamente la guerra in Bosnia, e ricordo perfettamente l’orrore che provai quando seppi degli stupri etnici.
Ricordo che non riuscivo a capire come un essere umano potesse fare questo ad un altro essere umano.
Un piano studiato a tavolino. Annientare un nemico da un punto di vista psicologico oltre che fisico.
Ricordo la pena che provai per i figli, frutto di quell’orrore, e per le donne.
Mi sembrava essere ripiombata ai tempi dello sterminio degli ebrei, vista la crudeltà di certe azioni, e pensai avvilita e disgustata: “L’uomo non cambierà mai.”
Inoltre le donne bosniache oltre a subire la violenza fisica, e psicologica, vennero ripudiate anche dalla loro stessa gente. Insomma un dolore senza fine, come potete leggere qua.
Ma questo è uno dei ricordi che ho io, ma ce ne sono stati tanti altre di situazioni simili, in Ruanda, per esempio.
Ecco un saggio interessante sull’argomento:"IL RISARCIMENTO DEL DANNO ALLE VITTIME DI STUPRI COMMESSI IN OCCASIONE DI CONFLITTI ARMATI"
Bene, oggi succede questo e secondo me, questa cosa è davvero importante.
«Lo stupro è un'arma di guerra»
Una risoluzione Onu chiede la fine delle violenze sessuali contro civili, pratica assai diffusa nelle zone di guerra
NEW YORK - Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la risoluzione 1820, sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l'Italia, che classifica lo stupro come un’arma di guerra. Con questa decisione il Consiglio chiede la fine delle violenze sessuali contro i civili, una pratica molto diffusa nelle zone di guerra.
«TATTICA DI GUERRA» - Il documento dei Quindici, che raccoglie la proposta degli Stati Uniti, definisce lo stupro come una tattica di guerra e una minaccia alla sicurezza internazionale. Il testo, minacciando indirettamente di portare i colpevoli di fronte alla Corte penale internazionale de L'Aja (Cpi), chiede «a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato». La risoluzione, definita «un atto storico» dalla organizzazioni in difesa dei diritti dell’uomo, considera la violenza sessuale come una tattica di guerra «per umiliare, dominare, instillare paura, cacciare e/o obbligare a cambiare casa i membri di una comunità o di un gruppo etnico» e chiede inoltre al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di preparare un rapporto (che verrà pubblicato entro dodici mesi dall'approvazione) per individuare «i conflitti armati dove la violenza sessuale è stata usata ampiamente o sistematicamente contro i civili». Lo stesso segretario generale delle Nazioni unite ha denunciato come la violenza contro le donne abbia ormai raggiunto «proporzioni inaudite» in alcune società. Durante il dibattito al Consiglio - scrive la Bbc - Ban Ki Moon ha dichiarato: «Per rispondere alla guerra silenziosa contro le donne e le ragazze è necessaria una leadership a livello nazionale». Per il segretario generale le Nazioni Unite sono chiamate ad aiutare gli stati a «costruire questa capacità» e a «sostenere la società civile». (Corriere della sera)
Ricordo che non riuscivo a capire come un essere umano potesse fare questo ad un altro essere umano.
Un piano studiato a tavolino. Annientare un nemico da un punto di vista psicologico oltre che fisico.
Ricordo la pena che provai per i figli, frutto di quell’orrore, e per le donne.
Mi sembrava essere ripiombata ai tempi dello sterminio degli ebrei, vista la crudeltà di certe azioni, e pensai avvilita e disgustata: “L’uomo non cambierà mai.”
Inoltre le donne bosniache oltre a subire la violenza fisica, e psicologica, vennero ripudiate anche dalla loro stessa gente. Insomma un dolore senza fine, come potete leggere qua.
Ma questo è uno dei ricordi che ho io, ma ce ne sono stati tanti altre di situazioni simili, in Ruanda, per esempio.
Ecco un saggio interessante sull’argomento:"IL RISARCIMENTO DEL DANNO ALLE VITTIME DI STUPRI COMMESSI IN OCCASIONE DI CONFLITTI ARMATI"
Bene, oggi succede questo e secondo me, questa cosa è davvero importante.
«Lo stupro è un'arma di guerra»
Una risoluzione Onu chiede la fine delle violenze sessuali contro civili, pratica assai diffusa nelle zone di guerra
NEW YORK - Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la risoluzione 1820, sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l'Italia, che classifica lo stupro come un’arma di guerra. Con questa decisione il Consiglio chiede la fine delle violenze sessuali contro i civili, una pratica molto diffusa nelle zone di guerra.
«TATTICA DI GUERRA» - Il documento dei Quindici, che raccoglie la proposta degli Stati Uniti, definisce lo stupro come una tattica di guerra e una minaccia alla sicurezza internazionale. Il testo, minacciando indirettamente di portare i colpevoli di fronte alla Corte penale internazionale de L'Aja (Cpi), chiede «a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato». La risoluzione, definita «un atto storico» dalla organizzazioni in difesa dei diritti dell’uomo, considera la violenza sessuale come una tattica di guerra «per umiliare, dominare, instillare paura, cacciare e/o obbligare a cambiare casa i membri di una comunità o di un gruppo etnico» e chiede inoltre al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di preparare un rapporto (che verrà pubblicato entro dodici mesi dall'approvazione) per individuare «i conflitti armati dove la violenza sessuale è stata usata ampiamente o sistematicamente contro i civili». Lo stesso segretario generale delle Nazioni unite ha denunciato come la violenza contro le donne abbia ormai raggiunto «proporzioni inaudite» in alcune società. Durante il dibattito al Consiglio - scrive la Bbc - Ban Ki Moon ha dichiarato: «Per rispondere alla guerra silenziosa contro le donne e le ragazze è necessaria una leadership a livello nazionale». Per il segretario generale le Nazioni Unite sono chiamate ad aiutare gli stati a «costruire questa capacità» e a «sostenere la società civile». (Corriere della sera)
lunedì 16 giugno 2008
Emergenza criminalità in Italia, via libera al primo Criminale.
Sarò un’ingenua, ma io continuo a non riuscire a capacitarmi del fatto che la maggior parte degli italiani, certe cose, non le noti, o ancora peggio se ne freghi.
Facciamo un passo indietro.
Poco prima delle ultime elezioni, inizia l’allarme criminalità.
In realtà l’allarme criminalità in Italia c’è sempre stato, ma l’onda viene cavalcata dai mezzi d’informazione, e dai politici in campagna elettorale.
Si fa una sorta di lavaggio del cervello alla gente che vede “il lupo cattivo” ovunque, come se prima, invece, avessero vissuto in una gabbia dorata.
Berlusconi sale al governo, la destra sfonda alle comunali di molte città.
Si crea un governo composto da gente assurda, che a guardarli in faccia ci si domanda da dove siano usciti.
Tra i personaggi di Berlusconandia c’è, come ministro della Difesa, La Russa(che fosse per me, manco il portiere del mio palazzo gli farei fare).
Bene, questo buffo personaggio propone di portare l’esercito in città, sempre cavalcando l’onda dell’emergenza criminalità.
Infatti La russa giustifica questa cosa dicendo:
"Questa proposta di impiego dell'esercito l'abbiamo fatta come An prima di arrivare al governo e l'abbiamo fatta in alternativa alle ronde verdi, tricolori, padane, siciliane o di ogni altro colore". Lo afferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa in un'intervista a "Repubblica". "Il nostro messaggio e' chiaro: in Italia le ronde le fa solo lo stato, e se i cittadini eccezionalmente iniziano a discutere della possibilita' di passeggiare di notte nella loro citta' per contrastare la criminalita', lo stato ha il dovere di dire 'voi rimanete a casa, e' lo stato che si occupa della sicurezza e di controllare le citta''". A chi, come Chiamparino e di Pietro, gli rimprovera di scambiare l'Italia con la Colombia il ministro replica:" Chi parla di Colombia non gira per l'Italia, non sa cosa chiede la gente". Secondo La Russa, "c'e' una percezione di insicurezza maggiore nei quartieri di alcune citta'". "La mia proposta non e' la panacea per i mali della sicurezza degli italiani: e' una risposta immediata, la vedo come una soluzione tampone, che pero' non dobbiamo aver vergogna di utilizzare e che non va contrastata con toni ideologici da tragedia della democrazia". (fonte La Repubblica)
Agghiacciante la frase: LE RONDE LE FA SOLO LO STATO.
Bonaiuti gli fa eco dicendo:
"L'impiego dell'esercito risponde ad esigenze oggettive di sicurezza nelle strade e nelle piazze delle nostre citta'. La gente chiede piu' sicurezza e subito, il governo cerca di venire incontro a queste richieste". Cosi', intervistato dal Tg1, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha motivato l'intenzione del governo di utilizzare 2.500 soldati per garantire la sicurezza nelle citta'.” (fonte La Repubblica)
Peccato che il numero dei militari sarà irrisorio, rispetto al territorio, quindi irrilevante ai fini apparentemente preposti, e magari servirà solo a far abituare il cittadino alla loro presenza sotto casa, per non stupirsi quando poi li vedranno impiegati in altre azioni repressive (magari durante una manifestazione di protesta al governo).
Dunque, per la destra l’emergenza criminalità (montata a tavolino, perché ripeto, non è cosa nuova, e di certo non si risolverà così!), è un punto fermo.
Mi sono domandata però in questi giorni perché lo fosse così tanto.
Insomma, sicuramente per essere eletti è stata utilissima, ma adesso al governo ci sono, eppure continuano con questo polverone, con questo ruolo da padri protettivi.
Sfogliando il giornale, ho letto questo, ed ho sorriso (amaramente, perché è storia vecchia, per noi italiani):
"Sospendere i processi non necessari". Teso anche il Csm
Una norma può bloccare la sentenza sul caso Mills
Al via la norma salva-premier
preoccupazione al Quirinale
Mancino boccia i provvedimenti: "È necessaria una legge costituzionale"
di LIANA MILELLA
Al via la norma salva-premier preoccupazione al Quirinale
ROMA - Il Quirinale è preoccupato. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino altrettanto. Berlusconi lo sa, ma va avanti lo stesso.L'obiettivo è bloccare la sentenza del processo Mills dov'è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l'unico contenitore disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che "non destino grave allarme sociale" per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole una legge costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale".
Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia, da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme sociale".
Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi.
Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno? Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare "la corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro". Stop. Poi un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm e i giudici nelle terre di frontiera.
Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri 12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano lo preoccupa.
Venerdì è saltata una trasferta a Lugano perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un certificato medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi serve come il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo Schifani. (fonte La Repubblica)
Ecco, adesso si spiegano molte cose…
Il solito governo Berlusconi, mi mancava.
Da un lato si grida all’emergenza criminalità, dall’altra si attacca o ostacola la magistratura, ed il tutto per salvare il culo sempre a lui. Berlusconi. L’uomo più traffichino del mondo, l’uomo che è entrato in politica per salvare se stesso ed i suoi affari.
E l’Italia dormirà sonni beati, perché la mentalità di molti è: “Chi se ne frega se è un corrotto, magna lui, ma fa magnare anche gli altri”.
Ed allora tenetevelo uno così, perché ve lo meritate.
Io, in un paese così, MI VERGOGNO di viverci.
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pensée,
Silviuzzo Beddu,
un popolo senza dignità
domenica 15 giugno 2008
Polaroid for ever
Stasera, con la mia amica che abita a Barcellona, parlavamo dei “bei vecchi tempi al Miranda”, il posto occupato dove abitammo per un anno, tanti e tanti anni fa.
Lei mi raccontava della sua voglia di ritornarci, per fare delle foto, una sorta di chiusura di un cerchio dei ricordi.
Di tornarci, e vederlo murato, abbandonato, io non ne ho proprio voglia. Il mio “cerchio” lo chiusi l’ultima volta che uscìì da quel posto meraviglioso, per noi.
“E poi, alcune foto le dovrei avere da qualche parte”, le ho detto, “se le trovo, te le faccio avere”.
Così, finita la conversazione con lei, mi sono messa a cercare nella cassapanca, dove conservo i miei ricordi più cari, convinta però di non trovarle.
Già qualche tempo fa le cercavo, e non le trovai.
Invece pare che certe cose, tu le debba trovare quando meno te l’aspetti, e così è stato.
Le foto erano, in una scatola per scarpe, insieme ad altre foto che non ricordavo di avere.
Erano impolverate, un po' sgualcite, ma c'erano.
Ho rivisto il mio Amore di allora, gli animali che avevamo, e noi due, io ed Elena_alf, in versione da fricchettona!
Mi sono rivista bambina, poi ai miei diciotto anni (che manco mi ricordavo di aver fatto una festa!), mi sono vista con i compagni del liceo, alla gita del quinto anno, oppure in pizzeria, ed anche ad una scampagnata che facemmo fuori porta, la prima, visto che da poco alcuni di loro avevano preso la patente.
Ho visto le foto della mia prima nipotina, appena nata, che adorabile ranocchio che era!
Le foto delle vacanze all’estero, con i genitori, quando ero ragazzina.
Ho visto l’evoluzione dei capelli di mio cognato, questo qua, nel corso degli anni, ed ho pensato a come sono strani genetica ed i bulbi piliferi!
Ho visto il cane PIGRO quando era magro, ed ancora si faceva accarezzare da mia nipote (cosa sconvolgente, a conoscerlo ora!).
Ho visto le foto degli animali che avevo, dal canarino con i capelli, al coniglio nano (adorata Felix), ai pappagallini, tra cui Killer, quello regalatomi dalla mia migliore amica per i diciotto anni, (il nome era già un programma, perché era proprio un bastardo, quel pappagallino là! Quanti brandelli di polpastrello, cor’ e mamma, c’ho rimesso con lui!).
Ho visto la progenie del cane PIGRO, perché non ci sembra, ma è stato anche papà.
Ho visto il ragazzo con cui stavo allora, padrone della cagnetta, Utopia, con cui s’accoppiò il cane PIGRO (la definirei un’unione familiare, quella).
E poi le foto della Sardegna, una vacanza divertentissima, in campeggio, con una banda di gente assurda, divertentissima, che non rivedo da anni, ma di cui ho un ricordo stupendo.
Persino una foto della “vacanza Millepini” c’era (ebbene si, abbiamo avuto anche il coraggio d’immortalarla quella vacanza là!).
Mi sono vista in tutte le fasi della mia vita, da bambina bellissima (modestia a parte), a ragazzina oscena (terribili le acconciature degli anni ottanta), a ragazza fricchettona e innamorata, con i capelli lunghi, sino a donna…
Di quest’ ultima fase, però, molte le ho in digitale e questo mi dispiace tanto.
Le foto su stampa sono tutta un’altra cosa!
Le sfogli e le senti tra le mani, ne senti l’odore, ne senti l’emozione.
La digitale è comoda, per carità, ma quanta poesia s’è persa.
Puoi, volendo, ingrandirle sino all’inverosimile, ed un po’ violi i loro piccoli segreti, quelli che ad un occhio poco attento sfuggono, ma che ci sono e li riesci a vedere, magari dopo anni, risfogliandole e guardandole con maggiore attenzione, con malinconia ed affetto per quello che è stato ed eri.
Certo, anche con la digitale puoi farle stampare le foto, ma non è la stessa cosa.
Sarà il mio lato masochista di complicarmi la vita, ma era così bello incasinarsi per inserire il rullino fotografico, caricare la macchina prima di scattare, a stare attenta per la messa a fuoco, perché lo zoom automatico non esisteva, e poi la cautela con cui toglievi il rullino una volta finito, perché se l’esponevi al sole eri fregata!
Insomma, la tecnologia è una bella cosa, ed è utilissima, ma certe volte si perdono tante emozioni.
Ridatemi la Polaroid!!!
Lei mi raccontava della sua voglia di ritornarci, per fare delle foto, una sorta di chiusura di un cerchio dei ricordi.
Di tornarci, e vederlo murato, abbandonato, io non ne ho proprio voglia. Il mio “cerchio” lo chiusi l’ultima volta che uscìì da quel posto meraviglioso, per noi.
“E poi, alcune foto le dovrei avere da qualche parte”, le ho detto, “se le trovo, te le faccio avere”.
Così, finita la conversazione con lei, mi sono messa a cercare nella cassapanca, dove conservo i miei ricordi più cari, convinta però di non trovarle.
Già qualche tempo fa le cercavo, e non le trovai.
Invece pare che certe cose, tu le debba trovare quando meno te l’aspetti, e così è stato.
Le foto erano, in una scatola per scarpe, insieme ad altre foto che non ricordavo di avere.
Erano impolverate, un po' sgualcite, ma c'erano.
Ho rivisto il mio Amore di allora, gli animali che avevamo, e noi due, io ed Elena_alf, in versione da fricchettona!
Mi sono rivista bambina, poi ai miei diciotto anni (che manco mi ricordavo di aver fatto una festa!), mi sono vista con i compagni del liceo, alla gita del quinto anno, oppure in pizzeria, ed anche ad una scampagnata che facemmo fuori porta, la prima, visto che da poco alcuni di loro avevano preso la patente.
Ho visto le foto della mia prima nipotina, appena nata, che adorabile ranocchio che era!
Le foto delle vacanze all’estero, con i genitori, quando ero ragazzina.
Ho visto l’evoluzione dei capelli di mio cognato, questo qua, nel corso degli anni, ed ho pensato a come sono strani genetica ed i bulbi piliferi!
Ho visto il cane PIGRO quando era magro, ed ancora si faceva accarezzare da mia nipote (cosa sconvolgente, a conoscerlo ora!).
Ho visto le foto degli animali che avevo, dal canarino con i capelli, al coniglio nano (adorata Felix), ai pappagallini, tra cui Killer, quello regalatomi dalla mia migliore amica per i diciotto anni, (il nome era già un programma, perché era proprio un bastardo, quel pappagallino là! Quanti brandelli di polpastrello, cor’ e mamma, c’ho rimesso con lui!).
Ho visto la progenie del cane PIGRO, perché non ci sembra, ma è stato anche papà.
Ho visto il ragazzo con cui stavo allora, padrone della cagnetta, Utopia, con cui s’accoppiò il cane PIGRO (la definirei un’unione familiare, quella).
E poi le foto della Sardegna, una vacanza divertentissima, in campeggio, con una banda di gente assurda, divertentissima, che non rivedo da anni, ma di cui ho un ricordo stupendo.
Persino una foto della “vacanza Millepini” c’era (ebbene si, abbiamo avuto anche il coraggio d’immortalarla quella vacanza là!).
Mi sono vista in tutte le fasi della mia vita, da bambina bellissima (modestia a parte), a ragazzina oscena (terribili le acconciature degli anni ottanta), a ragazza fricchettona e innamorata, con i capelli lunghi, sino a donna…
Di quest’ ultima fase, però, molte le ho in digitale e questo mi dispiace tanto.
Le foto su stampa sono tutta un’altra cosa!
Le sfogli e le senti tra le mani, ne senti l’odore, ne senti l’emozione.
La digitale è comoda, per carità, ma quanta poesia s’è persa.
Puoi, volendo, ingrandirle sino all’inverosimile, ed un po’ violi i loro piccoli segreti, quelli che ad un occhio poco attento sfuggono, ma che ci sono e li riesci a vedere, magari dopo anni, risfogliandole e guardandole con maggiore attenzione, con malinconia ed affetto per quello che è stato ed eri.
Certo, anche con la digitale puoi farle stampare le foto, ma non è la stessa cosa.
Sarà il mio lato masochista di complicarmi la vita, ma era così bello incasinarsi per inserire il rullino fotografico, caricare la macchina prima di scattare, a stare attenta per la messa a fuoco, perché lo zoom automatico non esisteva, e poi la cautela con cui toglievi il rullino una volta finito, perché se l’esponevi al sole eri fregata!
Insomma, la tecnologia è una bella cosa, ed è utilissima, ma certe volte si perdono tante emozioni.
Ridatemi la Polaroid!!!
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