venerdì 13 febbraio 2009

il Carnevale di Montemarano

Come vi avevo già accennato in un altro post, mi sto interessando alle tradizioni popolari campane, in periodo di carnevale, dunque, non si può non trattare il Carnevale di Montemarano.

Montemarano è un comune in provincia di Avellino, a poco più di 800 m sul mare, con circa 3000 anime.

Nei tre giorni prima delle ceneri è usanza secolare che gli abitanti festeggino il carnevale con carri allegorici e danzando la tipica tarantella montemaranese.

Per le strade sfilano le persone seguendo, nel ballo, i “Caporabballo” (Pulcinella montemaranesi) che indicano i passi da eseguire durante la tarantella.

Durante il ritmo irrefrenabile di questa danza, infatti, i passi sono molteplici, ci sono figure di coppia, oppure figure da fare in cerchio e poiché è una danza che va ballata tutti insieme, esistono queste figure che hanno potere decisionale sui passi da eseguire.

Essere un Caporabballo è un ruolo di gran prestigio durante la festa.








I festeggiamenti si concludono, poi, la domenica successiva alle ceneri, con la morte del carnevale.

In quest’occasione si fa il funerale al carnevale, con tanto di bara che sfila per le strade, danze sfrenate e rottura della Pignata a chiusura della festa.

I montemaranesi sono dei “puristi” della loro tarantella.

Ho letto moltissime discussioni in rete, su come in altre parti d’Italia ed all’estero hanno stravolto la LORO tarantella.

Addirittura, sempre su mailing list, alcuni erano anche contrari ai corsi di ballo popolari che trattavano questa tarantella.

Sono anche molto affezionati all’originalità della musica, detestando la versione cantata della tarantella e diventando molto selettivi su quelle strumentali.

In pratica, per alcuni montemaranesi, la tarantella montemaranese si può ascoltare ed imparare a ballare SOLO a Montemarano, durante il carnevale.

Dunque, vi invito ad andarci!


Quest’anno le date saranno:

Domenica 22 - Lunedì 23 - Martedì 24 Febbraio

Domenica 1 Marzo per Carnevale morto


Io, però, una versione della Tarantella Montemaranese ve la faccio sentire lo stesso, così avete un’idea di quant’è bella!


Per altre informazioni, molto interessanti, sulle origini del Carnevale di Montemarano e della loro tarantella, eccovi il link del Comune di Montemarano.

giovedì 5 febbraio 2009

PREMIO DARDOS


Questo premio è destinato a chi, con il suo blog, "ha dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali".

Il regolamento del premio è il seguente:

- accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
- linkare i blog che ti hanno premiato
- premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.

Ricevo da Alex questo premio e la cosa mi fa arrossire, perché lo stimo tanto come scrittore e come persona.
Con piacere lo giro ad alcuni bloggers ( non saranno, però, quindici...) che stimo e seguo.

Assegno il premio Dardos a:

Vittorio Arrigoni per il suo impegno umanitario a Gaza, per tenerci sempre informati sulla verità che spesso i media non vogliono far sapere.
Luna, che anche se non scrive da un po' sul suo blog, tante volte, leggendola, l'ho sentita emotivamente vicina.
Per lo stesso motivo, assegno il premio anche ad altre due donne fantastiche: Yucatan e Zefirina.
Per far conoscere la musica popolare italiana, in tutto il mondo, assegno questo premio al blog
Italian folk music.
Per la musica jazz e per la sua musica, lo assegno anche a Quoyle.
Infine, per il suo umorismo e perché anche grazie a lui ho conosciuto tanti bei blog, assegno il Dardos anche a o'taggatore Dalianera.

Per gli altri amici bloggers, perdonatemi se non v'ho messo "nella lista 'ra salute", sarà per la prossima volta...

martedì 3 febbraio 2009

La Candelora e le altre feste popolari


Da qualche mese ho iniziato un corso di Tammorra, per questo motivo mi sono appassionata, e sto cercando di andare, a tutte le feste popolari che si tengono in Campania.
La prima a cui ho partecipato è stata quella per Sant’Antonio Abate, a Cicciano.
Sant’Antonio è il protettore degli animali domestici e del fuoco, le iconografie lo rappresentano con un maiale ed il fuoco.
Il maiale ed il fuoco, rappresentano il demonio che lui ha domato.
Nei paesi campani si accendono i “cippi ‘e sant’Antuon” e si balla, si beve, si mangia intorno al fuoco.
Un tempo veniva scelto un maiale che veniva lasciato libero per il paese, nutrito dalla gente locale, e poi ammazzato il giorno di Sant’Antonio Abate ( 17 Gennaio ) ed il grasso veniva utilizzato per alimentare il falò dedicato al Santo.
Questa ricorrenza è sentita in tutti i paesi campani, ma Cicciano è quello più conosciuto e per questo anche quello più incasinato per la festa.
Ieri invece c’è stata la festa della Candelora.
La festa della Candelora cade il 2 Febbraio, ed è dedicata alla Madonna di Montevergine.
Apre e chiude il ciclo delle sette madonne e per questo motivo la sua festa si ripete anche il 12 Settembre, a chiudere il ciclo.
La leggenda narra che c’erano sette sorelle, sei belle ed una brutta.
Quella brutta si rifugiò a Montevergine.
La Madonna di Montevergine è anche chiamata Mamma Schiavona, perché è la protettrice di tutti gli schiavi, sia schiavi di un padrone e sia schiavi della terra, dura da lavorare.
E’ anche la protettrice dei femminielli.
Si narra, infatti, che due femminielli vennero torturati, denudati e legati in una grotta a morire per il freddo.
La mattina successiva furono trovati ancora vivi e vestiti.
Raccontarono che gli era apparsa una donna che li aveva soccorsi…Mamma Schiavona.
Il santuario si trova in cima a Montevergine, appunto, ed è bellissimo!
In esso è conservato il dipinto della Madonna di Montevergine, che appare nera ed è, quindi, anche chiamata la Madonna Nera. Essa è la prima copia occidentale della Madonna Odigitria ( la prima icona bizantina della Madonna ).
Altre notizie sul bellissimo dipinto le trovate qua.
I pellegrini si riuniscono la sera prima ad Ospedaletto ed iniziano la Iuta alla muntagna all'alba.
La salita è lunghissima e d'inverno ostacolata spesso dalla neve.
Giunti al santuario, salgono dall’ingresso posteriore dove si trova la scalinata con i 23 gradini che rappresenta la montagna. Ad ogni gradino si fermano, un solista intona il canto e gli altri lo seguono, sino ad entrare in Chiesa.
Quello era, infatti, l’ingresso alla cappella dove era disposto il dipinto della Madonna nera, prima che venisse spostato nella Chiesa principale, dopo la ristrutturazione.
Durante la cerimonia c’è la benedizione delle candele, perché la Candelora è la festa del ritorno alla Luce.
I musicanti si riuniscono poi nel cortile e partono le tammurriate!
Si ritorna in Chiesa, per chiudere la cerimonia.
I pellegrini si riuniscono davanti all’altare, intonano un canto alla Madonna, accompagnato dal suono della Tammorra, e retrocedono, senza MAI dare le spalle alla Madonna, sino all’uscita.
Vedere tutto questo, o quasi tutto,perché per arrivare sopra a Montevergine è davvero un’impresa, sia a piedi che con la macchina, è un’esperienza bellissima ed unica!
Il clima che si respirava era quello della festa, c’erano “femminielli”, associazioni omosessuali, tammorre, castagnette, anziani, giovani, bambini, insomma una grande “ammuina”, ma c’era anche qualcosa di toccante che permeava l’aria, la fede, la speranza, la richiesta di una Grazia, la richiesta della Luce.
Dunque: "Chi vo' grazia 'a Mamma Schiavona, ca sagliesse lu Muntagnone!"
Ascoltate anche questo...