mercoledì 16 febbraio 2011
martedì 21 dicembre 2010
Oh oh oh oh.... Merry Christmas!!!

Questo e’ il primo Natale che passo lontano dalla famiglia. Ebbene si, alla mia veneranda eta’ non e’ mai capitato di allontanarmi il giorno di Natale, e la cosa mi fa un certo effetto.
Sara' il Peter Pan che e’ in me, ma non partecipare al cenone della vigilia insieme alla mia numerosa e rumorosa famiglia, non essere presente all’ assalto dei doni, alla classifica del regalo piu’ inutile, mi manchera’ non poco.
Eppero’ poi, quando mi rigiro in queste notti fredde nel lettone sotto al piumone e sento due forti braccia che mi avvolgono, oppure al risveglio la mattina quando vedo i suoi occhi verdi che mi sorridono, non posso fare a meno di sentire che l’unico luogo in cui vorrei essere e’ quello dove sono esattamente ora.
Vi faccio i miei piu’ calorosi auguri di un BUON NATALE, dalla Calabria con furore.
mercoledì 19 novembre 2008
Faccialibri
Ho iniziato anni fa con forum di discussioni di telefilm, poi sono passata al Book Crossing, poi è uscito Twitter ed, in ultimo, Anobii.
Insomma, dove si potevano scambiare idee e battute con amici, vicini e lontani, c’ero io.
Ultimamente ho ceduto anche io a Faccialibri.
Epperò sto sito ancora mi lascia perplessa.
Lo usano moltissime persone, per cui mi sono ritrovata ad avere tra i contatti gente che non vedevo da anni e, mentre accettavo la richiesta d’amicizia, pensavo: ” Uh Gesù, è ancora vivo/a questo/a e lotta insieme a noi…!”
Per non parlare degli amici che suggerisce.
Presuppone che se tu conosci Tizio, automaticamente sei amico anche dei suoi amici e ti propone di aggiungerli alla tua lista.
La cosa divertente è che con un paio di queste persone, che il sito mi propone, in passato c’ho avuto una storia, senza sapere che erano amici di Tizio o di Caio!
Ma non è finito qua.
Tutti sanno i fatti di tutti, ma soprattutto tutti commentano tutto.
A me oggi è capitata una cosa assurda.
Avevo deciso di eliminare, dalle notizie, la mia situazione sentimentale, non perché fosse cambiata, ma perché volevo un po’ di privacy.
Dunque dal mio profilo ho tolto Single.
Non l’avessi mai fatto!
Hanno iniziato ad intasarmi la bacheca con messaggi di CONGRATULAZIONI, con domande su chi fosse il fortunato, battute sul fatto che avessi fatto TUTTO DI NASCOSTO!
All’inizio sono stata al gioco, mi divertiva tutta questa curiosità sulla mia situazione sentimentale e, soprattutto, osservavo il fenomeno “sociologico” che stava avvenendo.
Le persone traevano delle conclusioni affrettate da una cosa NON DICHIARATA, perché sul sito c’è anche l’opzione “impegnata” o addirittura “fidanzata” ( poi spiegatemi la differenza, perché ancora non l’ho capita!), quindi se mi fossi messa con un uomo avrei potuto scegliere una di queste opzioni.
Io avevo semplicemente tolto un’informazione e loro davano per scontato che io avessi trovato un maschio stabile (più o meno).
Ad un certo punto ho anche pensato: “Oh, ma che è sto stupore? Tutti questi festeggiamenti solo perché ho trovato un maschio?!! Ho talmente la fama da single incallita che quando non lo sono più, addirittura TUTTI (anche gente che non vedo da anni!)stanno a commentare l’evento STRAORDINARIO?! E vabbè che come suoneria al cellulare ho Sex and the city, ma mica sono votata alla singletude a vita… Un maschio l’ho trovato anch’io… Ed allora???!!!”
Mi sono dunque accorta che stavo iniziando a delirare anche io, insieme agli altri. Ormai pensavo come una che aveva trovato un uomo, e che voleva tenerlo segreto!
Ho deciso, allora, di comunicare che ero ancora una zitella rampante, a chi mi contattava in privato per chiedere chiarimenti e news ( si, sono arrivati anche a questo!), ma NON MI HANNO CREDUTO!
Hanno pensato che facessi la riservata e che non volevo far sapere i fatti miei…
No, dico, se trovassi un uomo, ma come dico io eh, mica uno così, occasionale, andrei scalza dalla madonna di Pompei, metterei uno striscione al balcone, insomma, di certo non farei la RISERVATA.
Fatto sta, che c’ho rinunciato.
Li ho lasciati nella loro convinzione, anzi ho cambiato la mia situazione sentimentale in:
Coppia Aperta.
Ce vò pacienza…
mercoledì 29 ottobre 2008
W il GREMBIULINO... oh yeeeeeh!

Mentre la protesta contro la Gelmini imperversa nelle scuole e nelle piazze, al tg 2 va in onda un fantastico servizio sul GREMBIULINO nelle scuole…
I Bambini sono contenti di questo ritorno ed , ovviamente, lo sono anche le loro Mamme ( e via con immagini di grembiulini rosa, azzurri, a quadretti, con pupazzetti…)!
Poi c’è anche la divisa classica, stile college per i più grandicelli ( futuri berlusconiani): giacca, pantalone, cravatta.
Costi? Dai 150 ai 200 euro, ogni completo, ma garantiscono sulla qualità e sulla durata dei materiali.
Il servizio si conclude con una classe di bambini festanti che gridano: “ W Il grembiulinoooooo!!!”
.........
......
...
Ma nun c’a pozz’ mai fa', a campare in un paese così!!!
sabato 25 ottobre 2008
Ma quanto studiano questi bambini!

Ormai, manifesto il mio dissenso a questo governo con il sarcasmo.
Ieri in ambulatorio:
Madre e figlioletta portano a visita un gattino.
La bambina è tutta interessata a quel che facciamo al micio, fa domande, guarda foto di alcuni parassiti, etc.
La mamma: “ Lei da grande vuole fare la veterinaria”
Dottoressa che visita il gattino, rivolgendosi alla bimba: “Ah, che bello, ma lo sai che ci vuole tanto studio? Tu studi? Che classe fai?”
La mamma: “Eh, dottoressa, non me ne parlate, quello dello studio è un tasto dolente! Ogni volta che deve fare i compiti è una tragedia, non ne vuole sapere! E’ vero che frequenta le elementari e quindi è da poco che ha iniziato, però pure queste maestre, storia, geografia, italiano… tutti i giorni assegnano un sacco di compiti! Questi bambini mica ce la fanno a stare dietro a tutte queste cose da studiare, dovranno pure avere il tempo per giocare!!!”
Io: “ Non si preoccupi signora, presto avrà meno da studiare, vedrà che con la riforma Gelmini toglieranno un sacco di materie di mezzo, già per l’italiano hanno ridotto le ore…”
mercoledì 8 ottobre 2008
La Smilza e il KONG
Per tenerla buona ed occupata, almeno a casa, mi hanno consigliato di comprarle il KONG, giudicato il MIGLIOR gioco per cani, perché sviluppa anche la loro intelligenza, e non fa niente che costa un botto di soldi, per essere un giochino per cani, perché è indistruttibile, è di cauciù, durerà anni! Sto KONG è fatto in modo che si possono inserire crocchette, biscottini, così il cane giocando apprende anche il modo per fare uscire il cibo e mentre si scervella, si tiene un po’ impegnato ed evita di romperti le balle in casa.

La Smilza c’ha giocato due minuti, s’è magnata un paio di croccantini e poi l’ha ignorato. Ha preferito i vecchi, banali giochi del cane PIGRO, le mie scarpe, ed i salti sotto al mio letto. Ecco, vorrei dire, cari inventori del KONG, ma voi, su quale cane l’avete testato??? E pensare che i primi due giorni che l’ho presa, non s’è mossa da sotto il mio letto, ed io che m’ero pure preoccupata! Penso che, da oggi, abbandonerò le maniere dolci con la Smilza, del resto secondo la saggezza popolare: Mazz e panell’ fann’ i figl’ belli!
martedì 7 ottobre 2008
Tutto è mutevole
Oggi l'ascolto e, con tenerezza, mi domando di che colore saranno i prossimi occhi, che sorrideranno ai miei.
... tutto a suo tempo.
venerdì 15 agosto 2008
Vagina Trainer
Servono anche per aumentare il piacere sessuale durante il coito.
Se non ricordo male ci fu un episodio di Sex and the city in cui ne parlavano.
Nel telefilm era Samantah, che mentre pranzava con le amiche, esercitava i suoi muscoli vaginali e già allora la cosa mi fece molto ridere, ma vedere questo video qua, che spiega come fare, è davvero esilarante!!!
domenica 22 giugno 2008
Tempi duri per la Dog Sitter
Certe volte ti capitano clienti assurdi, ovviamente parlo dei proprietari dei cani!
Ieri mi ha richiamato uno da cui ero andata l’anno scorso di questi tempi.
Lui va in vacanza con i figli, e lascia il cane a casa della mamma.
L’anziana signora non porta a spasso il cane, quindi chiama me, per la felicità delle mie tasche, che si riempiono in breve tempo e con il minimo sforzo.
Il cane in questione è un simpatico Jack Russel, dal nome buffo: Nemo.
Il problema non è il cane, che infondo è simpatico e buono, anche se tira come un alano!
Il vero problema di questa situazione è la madre del proprietario del cane, che non riesco a gestire molto bene.
E’ una signora giovanile, nonostante i suoi settantaquattro anni, molto gentile…fin troppo.
Ogni volta che vado là, mi tiene bloccata mezz’ora all’arrivo, e mezz’ora, prima che vado via, con le sue chiacchiere.
Non c’è nulla da fare per scollarmela di dosso.
L’anno scorso c’ho provato in tutti i modi.
Quando non riusciva a bloccarmi per un caffè, per una fetta di torta, o per chiedermi consigli medici sulla salute del cane (che sta benissimo!), mi faceva gli agguati dietro alla porta, attendendomi al rientro per mostrarmi foto del marito defunto, oppure un quadro che non avevo notato, disquisendo per tantissimo tempo sul significato recondito del dipinto.
Altre volte mi ha raccontato della sua giovinezza, e del sesso sfrenato che faceva prima di sposarsi.
Una volta mi disse anche: “Sai che mio figlio mi ha chiamato per sapere se sei bona!” ed al mio arrossire, perché una cosa così non me l’aspettavo, mi risponde ridendo: “E che arrossisci a fare, mio figlio è proprio uno Stronzo!”.
Ogni volta mi chiedeva cosa doveva mangiare il cane, ed ovviamente non seguiva mai i consigli che le davo, visto che poi magari trovavo la ciotola a terra piena di pasta e fagioli!
Portare a termine quella settimana, l’anno scorso, fu un’impresa ardua per il mio sistema nervoso, che anche nei prossimi giorni sarà messo a dura prova.
Ha già incominciato oggi, incastrandomi con caffè e biscotti, un’ora di conversazione mentre Nemo ci “provava” con le mie gambe (avrà preso dal padrone).
A nulla sono valsi i miei tentativi di fuga. Ogni volta fingeva di non ascoltare i miei saluti, ed attaccava con un altro discorso.
Mi sa che mi devo rassegnare a fare, in questi giorni, la dama di compagnia, invece che la dog sitter, perché ho a che fare con un tipo di donna come questa qua:
Tempi duri, per riuscire a portare la pagnotta a casa!
domenica 15 giugno 2008
Polaroid for ever
Lei mi raccontava della sua voglia di ritornarci, per fare delle foto, una sorta di chiusura di un cerchio dei ricordi.
Di tornarci, e vederlo murato, abbandonato, io non ne ho proprio voglia. Il mio “cerchio” lo chiusi l’ultima volta che uscìì da quel posto meraviglioso, per noi.
“E poi, alcune foto le dovrei avere da qualche parte”, le ho detto, “se le trovo, te le faccio avere”.
Così, finita la conversazione con lei, mi sono messa a cercare nella cassapanca, dove conservo i miei ricordi più cari, convinta però di non trovarle.
Già qualche tempo fa le cercavo, e non le trovai.
Invece pare che certe cose, tu le debba trovare quando meno te l’aspetti, e così è stato.
Le foto erano, in una scatola per scarpe, insieme ad altre foto che non ricordavo di avere.
Erano impolverate, un po' sgualcite, ma c'erano.
Ho rivisto il mio Amore di allora, gli animali che avevamo, e noi due, io ed Elena_alf, in versione da fricchettona!
Mi sono rivista bambina, poi ai miei diciotto anni (che manco mi ricordavo di aver fatto una festa!), mi sono vista con i compagni del liceo, alla gita del quinto anno, oppure in pizzeria, ed anche ad una scampagnata che facemmo fuori porta, la prima, visto che da poco alcuni di loro avevano preso la patente.
Ho visto le foto della mia prima nipotina, appena nata, che adorabile ranocchio che era!
Le foto delle vacanze all’estero, con i genitori, quando ero ragazzina.
Ho visto l’evoluzione dei capelli di mio cognato, questo qua, nel corso degli anni, ed ho pensato a come sono strani genetica ed i bulbi piliferi!
Ho visto il cane PIGRO quando era magro, ed ancora si faceva accarezzare da mia nipote (cosa sconvolgente, a conoscerlo ora!).
Ho visto le foto degli animali che avevo, dal canarino con i capelli, al coniglio nano (adorata Felix), ai pappagallini, tra cui Killer, quello regalatomi dalla mia migliore amica per i diciotto anni, (il nome era già un programma, perché era proprio un bastardo, quel pappagallino là! Quanti brandelli di polpastrello, cor’ e mamma, c’ho rimesso con lui!).
Ho visto la progenie del cane PIGRO, perché non ci sembra, ma è stato anche papà.
Ho visto il ragazzo con cui stavo allora, padrone della cagnetta, Utopia, con cui s’accoppiò il cane PIGRO (la definirei un’unione familiare, quella).
E poi le foto della Sardegna, una vacanza divertentissima, in campeggio, con una banda di gente assurda, divertentissima, che non rivedo da anni, ma di cui ho un ricordo stupendo.
Persino una foto della “vacanza Millepini” c’era (ebbene si, abbiamo avuto anche il coraggio d’immortalarla quella vacanza là!).
Mi sono vista in tutte le fasi della mia vita, da bambina bellissima (modestia a parte), a ragazzina oscena (terribili le acconciature degli anni ottanta), a ragazza fricchettona e innamorata, con i capelli lunghi, sino a donna…
Di quest’ ultima fase, però, molte le ho in digitale e questo mi dispiace tanto.
Le foto su stampa sono tutta un’altra cosa!
Le sfogli e le senti tra le mani, ne senti l’odore, ne senti l’emozione.
La digitale è comoda, per carità, ma quanta poesia s’è persa.
Puoi, volendo, ingrandirle sino all’inverosimile, ed un po’ violi i loro piccoli segreti, quelli che ad un occhio poco attento sfuggono, ma che ci sono e li riesci a vedere, magari dopo anni, risfogliandole e guardandole con maggiore attenzione, con malinconia ed affetto per quello che è stato ed eri.
Certo, anche con la digitale puoi farle stampare le foto, ma non è la stessa cosa.
Sarà il mio lato masochista di complicarmi la vita, ma era così bello incasinarsi per inserire il rullino fotografico, caricare la macchina prima di scattare, a stare attenta per la messa a fuoco, perché lo zoom automatico non esisteva, e poi la cautela con cui toglievi il rullino una volta finito, perché se l’esponevi al sole eri fregata!
Insomma, la tecnologia è una bella cosa, ed è utilissima, ma certe volte si perdono tante emozioni.
Ridatemi la Polaroid!!!
sabato 31 maggio 2008
Bocca di rosa
Divertentissima!
Buon ascolto e ...buona danza!
martedì 27 maggio 2008
Funeral Party 2
Succede che si ricevono queste piccole perle d'ironia che sono il seguito perfetto per il post precedente...
My Girlfriend's dead - The Vandals
lunedì 21 aprile 2008
Avatar e Manga
Ecco il mio risultato:

Chiamatemi pure Rumiko Takahashi...
domenica 23 marzo 2008
Gli AUGURI non si negano a nessuno

Debbo dire che essendo mis(s)-credente, non sento molto il giorno di Pasqua. Per me è una festa consumistica come le altre, ed ovviamente si ricevono gli auguri più svariati, anche da persone che non senti da mesi. Siamo tutti più buoni, anche a Pasqua. Dunque oggi ho chiamato una mia amica, non per gli auguri, ma per salutarla e basta. Compongo il numero, e risponde una voce di bambino. Già in un altro post (qua), avevo parlato di come i bambini si appropriano del telefono, rendendoti la comunicazione con gli adulti davvero difficile. Bene, anche questa volta mi risponde un bambino, ma la cosa strana è che nella casa che avevo chiamato non dovevano esserci bambini. La mia amica, non ha figli. Sentendo la voce di bimbetto però penso che magari è un nipotino (alla lontana) che l’è andata a trovare, e quindi pongo comunque la mia domanda, convinta di aver fatto il numero giusto.
“Pronto?” Pigola il bambino
“Ciao, c’è Anna?”
“Mamma?”
“Hem… no, Anna…” ma il bambino è già schizzato via dal telefono, ed è corso a chiamare la mamma, infatti lo sento che dice: “Mamma, è per te… non lo so chi è, non me l’ha detto.”
Ci credo che non te l’ho detto, non me ne hai dato il tempo! E non t’avevo manco chiesto di MAMMA, ma di ANNA!
Attendo paziente che arrivi la donna al telefono, convinta ancora di aver fatto il numero giusto, magari il bimbo mi farà parlare con la mamma, che a sua volta mi passerà la mia amica ANNA! Arriva la mamma.
“Pronto chi è?” mi chiede la mamma del bimbetto sordo.
“Ciao sono Elise”
“Ah… ciao, come stai?” risponde la mamma, che cerca di capire chi sono, fingendosi contenta di sentirmi.
Decido, allora, che è il caso di uscirmene da questa conversazione surreale, tra madre e figlio ero ormai rassegnata al peggio!
“Bene, grazie, ma comunque penso ci sia un errore, penso di aver sbagliato numero, io cercavo casa Tal dei Tali, ho chiesto di ANNA non di MAMMA…!”
“Ahhhhhhh, allora no, hai sbagliato numero” risponde lei allegramente.
“Si, infatti, mi scusi.”
“Ma no figurati… Comunque BUONA PASQUA!”
“Grazie anche a lei e FAMIGLIA.”
Ecco, in questo giorno si ricevono gli auguri anche sbagliando numero, anche se uno non li ricerca, ed allora beccateveli anche da me….
BUONA PASQUA ANCHE A VOI!
PS: la foto è quanto di più chitc sono riuscita a trovare in rete...
mercoledì 12 marzo 2008
Un corso "allappante"

Ultimamente è nata una discussione con le mie amiche su come sia difficile allargare il giro di amicizie, e soprattutto per le persone single, di venire a contatto con ambienti in cui ci sia anche la possibilità di fare “incontri interessanti”. Quali sono per esempio i luoghi migliori per socializzare? Da ragazzina qual erano per me? Io frequentavo centri sociali, le discoteche mi sono sempre state sulle scatole, là (nei centri sociali) era facile conoscere sempre gente nuova, si aveva interessi in comune, un’ideologia da condividere, ma al momento non condivido più quel tipo d’ideologia, e soprattutto l’età media dei frequentatori dei centri sociali s’è abbassata (per non dire che è la mia ad essersi alzata!). Andare in una palestra? Certo mi farebbe bene, ma come si fa a socializzare tra uno step ed un attrezzo? Già m’immagino a bestemmiare per la fatica, il sudore, l’attrezzo che mi si rivolta contro, e l’affanno che mi impedisce anche di mugugnare un cordiale saluto… no, la palestra non è, almeno per me, un logo per socializzare. Allora cosa resta? Iscriversi ad un corso. Ora l’iscrizione ad un corso è una scelta non facile. Devi trovare un corso che per prima cosa ti piaccia fare e che abbia una funzione anche socializzante, perché se per esempio fai un corso di meditazione, sei là per meditare, mica per fare conversazione! In più, bisogna trovare un corso che sia (per quanto mi riguarda) economicamente accessibile e di breve durate, perché i corsi troppo lunghi, dopo un po’ mi stressano! Così tra i vari corsi che ho preso in esame, quello che rispecchiava più le mie esigenze è stato quello di Degustazione del Vino. Per prima cosa potevo imparare qualcosa che m’interessa molto conoscere, appunto il vino. Seconda cosa, quale situazione migliore per socializzare se non una tavolata con qualche bottiglia di vino aperta? Si sa che il vino porta alla socializzazione, ti predispone bene alla chiacchiera, amplia i tuoi sensi, insomma una situazione ideale per conoscere persone nuove, che condividono con te il gusto per le cose buone, per i piaceri del palato e perché no, della vita; inoltre era di sei lezioni, una alla settimana, ad un prezzo decisamente accessibile. Così, insieme ad altre due amiche che ho coinvolto, abbiamo partecipato per un mese e mezzo a questo breve corso di degustazione. Il corso c’è piaciuto molto, abbiamo incominciato a conoscere un po’ meglio il vino, la sua produzione, i vari vigneti, il modo giusto per assaporarlo, la diversità di sentori e dei sapori, le differenze visive. Adesso quando berrò vino con gli amici, potrò iniziare a fare la “figa” valutando il vino e la sua P.A.I. ( non vi spiego cos’è, che c’ho messo sei lezioni per capirlo!!!) per fare un buon abbinamento con i cibi (sempre che prima, i miei amici, non mi mandino giustamente a quel paese!). Dunque lo scopo d’iniziare a conoscere meglio il vino, ed ad avvicinarsi a lui con maggior rispetto è pienamente riuscito. Tutto sommato anche la socializzazione con le altre persone del corso è ben riuscita, ci siamo divertiti tanto, ma mi rendo sempre più conto che per le zitelle rampanti come me la vita è dura! E si, perché ci vuole anche culo a trovare i compagni giusti, o meglio, quelli che vorresti come compagni! Alla prima lezione, io e le mie amiche, quando abbiamo visto chi erano i nostri compagni di corso ci stavamo mettendo a ridere per non piangere! Infatti, oltre a noi tre, gli altri partecipanti in ordine erano: una famiglia intera (definita da me la famiglia Brambilla), composta da padre, madre e dalle due figlie più o meno adolescenti (e considerando che una delle mie amiche fa per lavoro la psicologa e si occupa di dinamiche familiari, le ho consigliato di dargli il biglietto da visita, che magari almeno ha trovato nuovi pazienti!),e da due uomini, di cui uno sposato con prole, in libera uscita dalla famigliola, ed un altro (il Pierino della classe) che, invece, fino all’ultima lezione non siamo ben riuscite a capire quante ex mogli, e compagne attuali, figli suoi ed acquisiti abbia in realtà. Dunque un bel quadretto di scoppiati, pronti per una bella terapia di gruppo (compresa io e le mie amiche, sia chiaro), visto che in vino veritas! Sinceramente, pensavo che ad un corso di degustazione di vino partecipasse un targhet diverso di persone, la famiglia Brambilla mi ha decisamente spiazzato, occupare quattro posti così…ah, che spreco! Allora, stando così le cose, ho deciso che il prossimo corso che farò, se avrò voglia di cercare una conoscenza maschile nuova, sarà uno di “Taglio e Cucito”, magari vi parteciperà anche qualche scapolo o uno separato dalla moglie, che vorrà imparare a rammendarsi i calzini da solo!
sabato 1 marzo 2008
Vota Antonio, Vota Antonio,Vota Antonio La Trippa!
Tranquilli, non ho intenzione di candidarmi alle prossime elezioni, lascio che si ammazzino da soli.
Vi invito invece a votare per un concorso a cui ho partecipato.
Il caro Baol, ha indetto un concorso, ha chiesto di inviargli una foto inedita e di darle un titolo.
Foto e titolo serviranno come ispirazione per un suo prossimo post.
Io ho inviato la foto di un dipinto, che ho fatto anni fa.
La coda di una Balena che esce dal mare, e come frase: "A volte basta un nonnulla...per danzare in mare."
Ecco, se avete voglia di partecipare come votanti (tranquilli, non mi offenderò se non votate la mia foto ;-) ce ne sono molte di interessanti secondo me, e comunque ne potrete votare tre...! ) eccovi il link: A volte basta un nonnulla...
Bene che dirvi... Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio La Trippa!!!
lunedì 28 gennaio 2008
Monnezza Game
Certe volte è meglio farsi 'na risata che chiagnere...
Provate a giocarci anche voi, che poi voglio sapere quanta monnezza avete fatto mangiare a Rosetta!!!
| http://www.tuttoscemo.com PS: utilizzate le frecce per muovervi e state attenti ai bidoni della monnezza, esattamente come quando camminate per strada a Napoli... Se poi fate mangiare un topino a Rosetta ( so che vorreste farglielo fare anche nella vita reale, esattamente quanto me!), sarete protetti quando incontrerete il cassonetto! |
mercoledì 16 gennaio 2008
Un animale notturno

Che fossi un animale notturno, l’avevo capito sin da bambina quando, fatto l’orario per andare a dormire, venivo assalita dall’angoscia.
Piangevo disperata, non ne volevo sapere di andare a letto.
A nulla servivano le rassicurazione di mia sorella, mia madre non ha mai avuto la pazienza di spiegarmi le cose, che mi diceva che non succedeva nulla, che bisognava andare a dormire perché la giornata era finita, che per fare le cose che mi piacevano, avremmo avuto tutto il giorno dopo a disposizione, a nulla serviva farmi vedere che era buio, e quando è buio fuori, i bambini, le persone grandi, dormono, io continuavo a piangere disperata.
Non sapevo nemmeno io spiegare perché, ma piangevo e non volevo andare a dormire.
Forse perché la sera per me era un po’ magica.
Mio padre era a casa, ed io mi stendevo su di lui in poltrona a guardare un film, le mie sorelle anche c’erano, ed erano meno impegnate con la scuola, e quindi mi dedicavano più tempo.
Persino fare a botte con mio fratello, mi divertiva di sera.
Da qualche parte, ho letto che i bambini non amano andare a dormire, perché non hanno la concezione del tempo, e quindi per loro ogni notte, quando chiudono gli occhi è un po’ morire.
Quel distacco dalla giornata trascorsa, non lo vivono come una pausa di riposo della loro vita, ma come una fine senza ritorno, ed è questo a spaventarli.
Non lo so, perché da bambina piangevo disperata ed angosciata al solo pensiero di andare a dormire, ma so di certo che anche adesso, da adulta (?), la notte è mia amica.
Continuo ad essere, con il passare degli anni, un animale notturno.
Mi piace la città buia e silenziosa, mi piace la casa con le luci spente, mi piace sentire il rumore dei miei pensieri, mi piace incontrare su internet, amici nottambuli come me.
Non mi prende più l’angoscia di notte, le mille paure del vivere, mi assalgono di giorno, di notte no, quasi mai.
Mi piace, a tarda notte, quando ormai tutto tace, infilarmi sotto le lenzuola, e continuare ancora un po’ ad assaporare quel silenzio, magari leggendo un libro. Mi piace la sensazione delle lenzuola fresche sul corpo, quando ancora le mie membra non sono abbastanza intorpidite, da non distinguerla più, quella sensazione.
Mi piace fare l’amore di notte, tutta la notte, quella sensazione di appisolarsi appena, tra un abbraccio ed una carezza, di sapere che lui è al tuo fianco, e dorme anche lui del tuo stesso sonno leggero.
Sarà per questo, che ogni mattina il risveglio per me è traumatico.
Una volta che mi sono abbandonata al sonno, non ne vorrei mai uscire fuori, è come una droga.
Il mio rapporto conflittuale con il sonno, giunge all’apoteosi quando devo sentire la sveglia.
Le ho provate tutte.
Ho provato la sveglia al quarzo, quella che fa il fastidiosissimo beep beep, continuato, sin quando non ti alzi.
Ho provato quella a cui si dà la carica, e quando suona fa il classico driiiin.
Ma tutte le sveglie hanno fatto la stessa fine, prima o poi, inconsciamente, le ho gettate lontane dal letto.
Certe volte me le sogno anche! Sogno di sentire una sveglia, di spegnerla, ma questa continua a suonare, nonostante tutti i miei tentativi. Nel sogno, la getto a terra, le tolgo le pile, ma la bastarda continua a suonare, sino a quando non mi accorgo che stavo solo sognando, che quello che sentivo nel sonno, era effettivamente la sveglia che suonava nella realtà e che non avevo mai provato a spegnere.
Ho provato anche con la radio sveglia, ma ad un volume normale, non fa altro che accompagnare il mio sonno, e magari mi sogno anche la canzone che la radio trasmette in quel momento, come colonna sonora ai mie sogni.
Allora devo metterla a tutto volume, per sentirla, sobbalzare dal letto con il batticuore, alzarmi per spegnerla, e se sono fortunata, resistere alla tentazione di rinfilarmi sotto il caldo piumone.
A volte è anche capitato, che nonostante il volume alto non la sentissi, allora mia madre esasperata dal frastuono che improvvisamente aveva riempito la casa, veniva nella mia stanza, maledicendomi, per spegnerla, mentre io infastidita dal casino che faceva lei (mia madre) riprendevo sonno.
Ho provato anche con il risveglio a tappe.
Mettendo un paio di sveglie ad orari diversi.
Certe volte, le ho messe a distanza ravvicinata, con mezz’ora di differenza.
Sapevo che suonata una, potevo dormire ancora per un’altra mezzora, prima che suonasse l’altra (sempre che sentivo l’una e l’altra).
Ma uno scarto di mezz’ora non mi bastava, per godere del tepore che si prova tra il sonno e la veglia. Allora, ho deciso che la differenza di orario doveva diventare di diverse ore; dovendomi svegliare alle otto, per esempio, mettevo una sveglia alle cinque del mattino, così che avessi ben tre ore, per continuare a dormire, prima di svegliarmi definitivamente, sempre che sentissi la seconda sveglia.
Al momento, la radio sveglia non ce l’ho più, e tutte le altre sveglie mi snervano troppo.
Adesso sto usando i cellulari… due, allo stesso orario.
Poiché, il loro orologio ha uno scarto di qualche minuto di differenza, suona prima uno, e dopo poco un altro, a ricordarmi di alzarmi.
Per ora funziona, ma lo so, che presto lancerò anche loro a terra, mi conosco.
Mi ritroverò, così, beatamente dormiente, senza nemmeno più il telefonino, che giacerà a terra sfracellato.
La cosa bella, di tutto questo mio incespicare al mattino con sveglia, radiosveglia, cellulari ed affini, è che il cane PIGRO ha il sonno più pesante del mio. Non si scompone di un millimetro, manco rizza un orecchio per capire che succede, che vuol dire tutto quel casino, lo sa che sono io che provo ad abbandonare il letto.
Certe volte penso che potrebbe cascarci in testa la casa, e non accorgercene.
Qualche anno fa, mi ricordo che andai a dormire con un cielo molto nuvoloso di notte.
Il giorno dopo mi svegliai, in tutta tranquillità, accompagnata nel sonno da un silenzio irreale, tra l’altro i miei erano fuori città, quindi la casa era già normalmente più tranquilla. Quando con calma alzai la persiana, vidi che la strada sotto casa mia era completamente deserta, c’era solo una macchina dei vigili urbani che bloccava il passaggio ai pedoni. Mi dissi che forse c’era stato un incidente, ma quel silenzio, quella calma, era del tutto immotivata anche per un grave incidente.
Mi affacciai, allora al balcone della cucina, e vidi il disastro.
Tutto il cortile interno era diventato una piscina, le macchine, il mio scooter, completamente sommersi dall’acqua.
Seppi che la sera precedente, c’era stato un nubifragio, che si era anche presentata l’ipotesi di evacuare il palazzo, ma io non avevo sentito nulla!
Non avevo sentito il temporale, né i soccorsi, né la gente che aveva provato a spostare le macchine, prima che avvenisse il peggio.
Niente di niente, io ed il cane PIGRO, avevamo continuato a dormire, beanti, a riprova che siamo una coppia perfetta.
Mi piango, il povero uomo, che un domani, dovrà condividere con me ed il cane PIGRO, il nostro risveglio… traumatico.
Lo so, certe volte, riesco ad esasperare anche me stessa, figuriamoci una persona che non è abituata a “certe mie abitudini”.
Ma poi mi rispondo che, se io un giorno riuscirò a sopportare una suocera, lui potrà sopportare benissimo le mie abitudini notturne e del risveglio.
martedì 25 dicembre 2007
La Calata dei Barbari (Vigilia a casa Super Fox)
Anche per questa vigilia, a casa mia c’è stata “La calata dei Barbari”.
La mia famiglia è numerosa, siamo quattro figli, tre sorelle ed un fratello.
Aggiungiamoci poi i quattro nipoti ( figli delle mie sorelle).
Aggiungiamoci la nuova compagna di mio fratello, che quest’anno ha avuto il battesimo del cenone, poveraccia.
Aggiungiamoci il fratello di mia madre con la moglie ed il figlio.
Aggiungiamoci la nonna novantenne.
Ed aggiungiamoci anche il cane Pigro, ed il cane di mio fratello, un nanetto rompiballe che abbaia alla tv ed a tutto ciò che gli sembra strano.
In pratica, a tavola, escluso quadrupedi, eravamo in 17!
L’usanza vuole che si faccia il cenone a base di pesce, e noi non ci facciamo mancare nulla. Dai classici spaghetti alle vongole, alla frittura, per finire con gli struffoli, ed il panettone.
Come ogni santissima vigilia, anche quest’anno, le cose sono andate così:
La prima ad arrivare a casa è mia nonna, che essendo anziana, giunge la mattina per non prendere il freddo della sera, e si trattiene poi da me sino al 26, quando poi ritorna a casa sua.
La sua frase di rito, appena mette piede in casa è: “Un altro natale, speramm’ che l’anno prossimo nun ce stong’!” che secondo me, è anche scaramantica come frase, perché me la ricordo da quand’ero bambina, e viva a dio ogni natale c’è sempre.
Si pranza la pizza, perché bisogna stare leggeri per l’abbuffata della sera, e poi la pizza ci piace assaje alla nonna, e quindi ogni santissima vigilia a pranzo c’è pizza ( che se poi vogliamo, tanto leggero come pranzo non è, ma mai contraddire la nonna novantenne!)
Nel primo pomeriggio, mentre mia madre è ai fornelli dalla mattina, si inizia a montare la tavolata.
Quest’anno non sono riuscita a svignarmela, e mi hanno incastrato per fare il trasloco di due tavole e 17 sedie!
Nel primo pomeriggio arriva mio zio, che porta i pacchetti dei suoi regali, ed io già tremo solo a guardare quelle carte colorate piene di fiocchetti e lustrini.
Mio zio è noto per il suo gusto, chitc.
Adora andare per mercatini, adora le cose estrose, insomma un anno fu capace di regalarmi una borsetta dorata… una roba inguardabile!
In prima serata giungono tutti quanti.
E la casa inizia a popolarsi di urla, di baci, di abbracci, di saluti, di minacce del tipo “Quest’anno ti ho preso un regalo…..” “ …e vedessi quello che t’ho preso io!”
Mio zio porta da casa sua, quello che io definisco “il pranzo alla Totò”: ricordate quel film in cui Totò invita De Filippo a pranzo e gli dice di portare qualcosa, e lui si presenta con un pacchetto di spaghetti ed una mela? Ecco, mio zio fa così, ogni anno porta un barattolo con un sughetto fatto con le vongole, che basta appena per lui, sua moglie e mio cugino, e quest’anno ha anche aggiunto un polipo all’insalata.
E se gli si dice di non portare nulla, s’offende, anche questa è un’usanza della vigilia in casa Super Fox.
Quest’anno a tavola, dunque, eravamo in 17.
Ovviamente non mi sono lasciata scappare l’occasione per fare battute sul numero dei posti a tavola, poiché mio cugino, s’era seduto, largo e comodo a capotavola, mentre io ero gomito a gomito tra altre due persone, impossibilitata anche a respirare, per il posto angusto, ho iniziato a dire:
“Ah, ma siamo in 17 a tavola…mmm… ma lo sapete cosa si dice di quello che succede a chi si siede a capotavola in una tavolata di 17 persone…..?”
E mentre mio cugino iniziava a fare scongiuri, mi sono resa conto che all’altro capo della tavola era seduta la nonna novantenne!
Iniziano arrivare le portate, ed a causa della lunga tavolata, i piatti passavano di mano in mano.
Passa il primo piatto, passa il secondo, passa anche i terzo piatto di spaghetti alle vongole, il quarto piatto invece finisce dritto dritto addosso a mia nipote!
La povera ragazzina s’era vestita tutta bella per il cenone, e la sorellina dandogli una involontaria (?) gomitata, al passaggio del quarto piatto, glielo fa scivolare tutto sul vestito nuovo!
Sembrava il film di Fantozzi, quando vanno a festeggiare il capodanno fuori, ed il cameriere versa tutte le portate addosso a lui!
Ovviamente, iniziano a fioccare le battute sul numero dei posti a tavola.
“Ecco, che vi avevo detto… e siamo solo al primo, figuriamoci che succede a fine cena a quelli seduti a capotavola!” dico io, guardando sempre mio cugino.
Non è vero ma ci credo, ad un certo punto, salta anche la corrente!
Questa volta taccio, mi limito solo a guardare angelicamente mio cugino, una volta ritornata la luce, mentre lui, di rimando, silenziosamente fa gli scongiuri sotto il tavolo.
Continuano battute, perché essendo la tavolata molto lunga, pure se volevi avere un’altra bottiglia di vino dovevi gridare dall’altro capo della stanza.
Allora con mio fratello, abbiamo iniziato a dire “Ma chiamalo con il cellulare!”, rivolti verso mio cognato che ci doveva passare il vino.
Oppure altre battute del tipo “ Ehi voi, laggiù, state bene???”, e così via.
Ma il vero spasso è stato l’apertura dei regali.
Ogni anno si decide che si aprono i regali per Tizio, e tutti a dare i regali a Tizio.
Ed ora è il turno di Caio, e tutti a dare i regali a Caio.
Poi nel casino totale, se uno s’è distratto è la fine!
Capita che iniziano le domande tipo: “ma a Pinco abbiamo già dato i regali??? Ehi…Pinco l’abbiamo già chiamato???”, manco stessimo giocando a tombola e chiedessimo se quel numero è già uscito!
E’ arrivato anche il mio turno per ricevere i regali.
Ed è arrivato anche il turno di mio zio di darmi i suoi.
Il terrore correva nei miei occhi, sarei riuscita ad abbozzare un sorriso fintamente sincero, ed un grazie di cuore, che non risultasse esplicitamente falso, all’apertura del temuto regalo di mio zio?!
Cosa mi aspettava quest’anno?
Per tutta la serata aveva continuato a ripetermi “Il tuo è il regalo più bello!”
E conoscendo i suoi gusti, diametralmente opposti ai miei, avevo il terrore di quel “più bello!”
“Diamo i regali ad Eliseeeeeeee” urla eccitato mio zio.
- ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, fai che non sia nulla di particolarmente osceno! E se lo è, dammi la forza di fingere! – penso io mentre ricevo il suo pachetto.
“Ah una busta di Camomilla, chissà che c’è dentro” dico io tra i denti, abbozzando un sorriso che sembrava più che altro, una paresi facciale.
Apro sta busta, e dal cuore mi esce… “Nooooooo, ma tu sei matto! Ma non li metterò MAIIII” ed incomincio a ridere come una matta.
Ormai, tra me e mio zio, è una prova di resistenza!
All’inizio si offendeva, quando mi chiedeva che fine avevano fatto i suoi regali, ed io dicevo che li avevo indossati il giorno prima, mentendo spudoratamente, ora non più, o almeno spero, perché alla mia affermazione, uscita dal cuore, anche lui s’è messo a ridere.
Comunque tiro fuori dalla busta il suo regalo, affinché tutti potessero osservare il regalo osceno del Natale 2007: Un paio di guanti lunghi… LEOPARDATI!!!
Ma come si fa a regalare, proprio a me, un paio di guanti del genere, che se uno, un minimo mi conosce, e sa come mi vesto, sa anche che quei guanti non li avrei indossati nemmeno per una festa di carnevale!
Fioccano, ovviamente battute del tipo “Ma daiii, li abbini ad un completino intimo leopardato per una notte di sesso!!!” ed io di risposta “Si, per una notte sadomaso!” tutto questo sempre alla presenza della nonna novantenne e di minorenni.
Mio cugino invece mi ha regalato due saponi profumati, un chiaro messaggio subliminale: “Lavati…”
E poiché anche io ne ho regalato uno a lui, anche il mio era un chiaro messaggio subliminale: “…Anche tu.”
Ovviamente, in tutta questa caciara di scambi, di carte strappate e di commenti sui regali più ridicoli, anche i cani avevano il loro ruolo.
Il cane di mio fratello, abbaiava contro ogni giochino elettronico ricevuto dai miei nipoti, per raggiungere l’apoteosi dell’isterismo, quando mia nipote ha ricevuto un cane pupazzo delle dimensioni di un cane reale… là è successo davvero il panico!
Il cane di mio fratello che gli abbaiava contro, e mia nipote con sto pupazzo più grande di lei, che scappava per non farglielo mordere!
Se vi state domandando su cosa facesse il cane PIGRO, nel frattempo, beh ovviamente, lui era sotto al tavolo a cercare briciole di avanzi!
Insomma, tra risate e calata dei Barbari è passata anche questa vigilia.
Meno uno.
Ne restano ancora due di giorni, in cui non saremo 17, ma non meno di 10 persone…
C’a pozz’ fa… spero!
Comunque, benchè ogni anno, vorrei che il cenone della vigilia non arrivasse mai,quando un giorno tutto questo mi verrà a mancare, so che serate come questa mi mancheranno... ed anche tanto.
domenica 16 dicembre 2007
Il trucco c' è ma non si vede
| Bilancia Giornata intensa e laboriosa perché anche oggi avrete voglia di darvi da fare, con il corpo e con la mente, nessuno vi farà cambiare idea. Ci sono tante piccole cose da sistemare dentro e fuori casa e voi avrete tutta l'energia necessaria per portare a termine i vostri compiti casalinghi e familiari. | ![]() |
Ditemi dov'è la telecamera, perchè qui si è spiato il caos che regna nella mia stanza e che avevo, per sopravvivenza, deciso di mettere a posto!!!
Ok, l'alternativa era uscire questa mattina, affrondando il gelo e la gente piena di paccotti e paccottini per i regali di natale... Quindi un oroscopo del genere, con questo clima e con questo casino per le strade, una settimana prima della vigilia di Natale, poteva andare bene al 90% dei lettori... ma... ma... la sensazione di essere spiata, resta!
Un po' come quando, per divertirmi con gli amici, leggevo le carte e predicevo "L'arrivo di un uomo in divisa", che considerando che il 90% dei lavoratori possono indossare una divisa e se aggiungiamo che anche lo stile Classico, in giacca e cravatta, per chi non l'indossa con piacere, può diventare una divisa, la percentuale d'azzeccarci aumenta.
Il trucco c'è sempre, ma non si vede quasi mai, "ci devi crrrrreddderrrre, tesoro mio!"








