domenica 8 giugno 2008

Io odio il calcio!

Premetto che sono una persona tollerante, per cui chi ama il calcio e mi legge, non si senta offeso da quello che scrivo.
Tanto se mi conoscete di persona, e siete tifosi, il mio pensiero già lo sapete, e se non mi conoscete di persona, beh adesso ne verrete a conoscenza. La mia è un’opinione personale, e se adorate il calcio buona salute vi faccia.
Dunque, io odio il calcio, e si presentano tempi duri per me ora, con sta storia degli Europei.
Odio il calcio per diversi motivi, mica è un odio epidermico così nato dal nulla.
Per prima cosa detesto i miliardi che ci girano intorno.
Detesto che per altri sport, altrettanto faticosi, s’investa molto meno.
I calciatori hanno stipendi ( si chiamano così?) pazzeschi, al contrario di altri atleti che si allenano almeno quanto loro, ma poiché fanno uno sport meno seguito, prendono molto, ma molto meno.
Ecco, a me, queste disparità già mi fanno nascere una antipatia verso questo sport, a prescindere dalla sua bellezza, o dal fatto che unisca la gente.
Parlare poi della violenza di alcuni ultras, sarebbe generalizzare, e dare delle colpe ad uno sport che non ne ha in quanto tale. Il calcio è semplicemente uno sport nazional popolare e, come tale, diviene una valvola di sfogo per chi cerca solo un pretesto per “sfogare” le proprie frustrazioni. Insomma, si sente parlare e si vede la violenza negli stadi perché è uno sport che richiama tanta gente, e di tutte l’ estrazioni sociali, il discorso si potrebbe fare anche per il tennis, penso, se avesse un tale richiamo popolare.
Il mio odio, radicato, verso il calcio, nasce però dall’esperienza diretta.
Perché, benché lo trovi uno sport noioso, correre dietro un pallone non è il massimo della vita per me, sarà che sono pigra, ma nel mio tempo libero preferisco fare altro, c’ ho provato anche io a seguirlo.
Purtroppo per me, molti miei amici sono tifosi, quindi capita che organizzino partite amatoriali.
Capita che si facciano errori di gioventù, e presi dall’ entusiasmo di stare insieme si decida di andare a vederle queste partite.
Così mi sono trovata alcune volte a fare il tifo dalla panchina.
Dopo i primi venti minuti che fai il tifo, durante i quali ti diverti anche a sfottere chi gioca, stare seduti per almeno altri quaranta, settanta minuti è una noia mortale. L’umidità si fa sentire nelle ossa, i capelli s’arricciano, e d’estate le zanzare ti danno il tormento!
Preghi che la partita finisca al più presto per andartene via ad ubriacarti e dimenticare il tempo perso in quel modo, ma devi aspettare che i giocatori si facciano la doccia, si facciano i gavettoni e tutti i loro riti goliardici, e maledici il momento in cui hai detto ingenuamente: “Ok, stasera vengo a fare il tifo anche io…”.
Ma il tifo non mi bastava.
La scelta masochista successiva è quella di prendere parte ad una partita amichevole, uomini e donne, mischiati nelle squadre.
Dopo il rituale della scelta dei componenti delle squadre, che ti fa ritornare indietro alle elementari , quando si mettevano due bambini (quasi sempre odiosi) a dire “prendo Gigi” ed “io prendo Giovanna”, “io prendo Carla” ed “io prendo Pierugo”, in attesa che arrivi il tuo turno, che in genere avviene per esclusione, perché tanto lo sanno che NON sai giocare e che puoi fare solo numero, arriva il momento del gioco.
A questo punto, ti rendi conto che tenere una palla tra i piedi, e non perderla due secondi dopo, non è per nulla cosa facile!
Allora decidi di tenerla il meno possibile tra i piedi, e di correre avanti ed indietro per il campo, giusto per fare presenza, ed un po’ di movimento ( che ogni tanto ci vuole anche).
Mentre mantieni questa tattica, cercando di dare il meno nell’occhio possibile (non sia mai si ricordano di te e te la passano, quella stramaledettissima palla), potrebbe capitare di sentire come una mandria di buoi venirti dietro.
Giuro, m’è capitato.
Ero nel campo, a farmi i fatti miei, fingendo di dirigermi volontariamente nell’area della squadra con cui ci sfidavamo, e sento alla mie spalle questi buoi impazziti. Mi giro per vedere che stava succedendo, e vedo un numero ENORME di persone che mi correva dietro. Davanti a me era capitata, casualmente, la palla e secondo i componenti della mia squadra avrei dovuto fare un’azione in porta… ILLUSI!
Ma il mio addio al calcio è stato per un altro motivo.
Sempre in questa partita decisamente fantozziana, decido di prendere l’iniziativa e non so perché mi trovo a driblare con un altro amico della squadra avversaria. Tra sgambetti, gomitate, spintoni ( roba da calcio duro eh, perché se m’impegno le cose le faccio seriamente anche io!), mi trovo improvvisamente spalmata a terra, una fantastica scivolata con tanto di testata a terra, che ancora ricordo il rumore…bang!
Mentre ero ancora stesa ed intontita, a contare gli uccellini in circolo sulla testa, s’avvicina uno degli avversari e mi dice: “Ma mò vuliss’ pure ‘o fall’?!”.
Ecco, quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha fatto ammettere senza remore: “IO ODIO IL CALCIO!”
Ora, purtroppo per me, ci sono gli Europei; ciò significa che, se anche le partite non le segui, indirettamente ne sarai condizionata.
I tuoi amici, in alcuni giorni della settimana usciranno solo dopo determinati orari, o organizzeranno “simpatiche serate” per vedere la partita tutti insieme!
E se pure non esci di casa, sentirai gli imbecilli che suonano le trombe e sparano i tric tac, ad ogni gol o presunto gol, con buona pace del cane PIGRO che non farà altro che abbaiare ad ogni minimo rumore molesto, diventando lui stesso, un rumore molesto.
Insomma per me si presentano tempi duri.
Che già lo spirito di Patria non è proprio nei miei geni, unito al calcio poi è lontano anni luce.
L’unica cosa che forse riuscirà a strapparmi un sorriso in questi Europei saranno loro… SANTI SUBITO!



4 commenti:

zefirina ha detto...

anche io ODIO il calcio infatti il mio primo marito giocava nella primavera dell'inter e poi in squadre romane fino a che non si è fatto male, il mio secondo come hobby lavorava in federcalcio, mio figlio alex faceva il portiere e ogni domenica giocava

IO ODIO IL CaLCIO

Mutti ha detto...

No, compagna, non ci posso credere... hai giocato!!!

Mauro Vanetti ha detto...

Secondo me c'è anche qualcosa di cretino proprio nelle regole del gioco. Ma dico io: possibile inventarsi uno sport in cui non succede praticamente nulla per un'ora e mezza? Vi rendete conto che ci sono un sacco di partite che finiscono ZERO A ZERO??
Oscillano dieci metri avanti o indietro rispetto al centrocampo e non fanno un tubo. Ogni tanto qualche fesso si fa male e si ferma tutto per un tempo interminabile, si posizionano, lanciano la palla da qualche parte, corrono tutti ancora come degli storditi e poi l'arbitro fischia ancora perché è uscita dal campo o per qualche misteriosa regola tipo "fuorigioco" (? boh).
Che barba!!

Elisewinfox ha detto...

@Zefirina: c'avrai nel carma qualcosa da espiare se ti sono capitati tutti uomini così appassionati di calcio :-))

@Mutti: Compagna, lo sai che amo sperimentare tutto (o quasi)nella vita, ma ammetto che quello è stato un errore/orrore di gioventù. MAI più ripetuto, tra l'altro ;-)

@Mr. Vanetti: esattamente, "che barba , che noia, che barba!" ;-)