sabato 5 gennaio 2008

La Befana in casa Super Fox



La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il cappello alla romana
Viva Viva la Befana!!!


Stanotte volerà per i cieli del mondo la vecchietta sulla scopa.
Io da bambina adoravo questa festa, soprattutto la notte del 5 Gennaio, e forse più che di Babbo Natale, mi è dispiaciuto di perdere, da bambina, la figura della Befana.
Ogni 5 notte, ricordo che facevo tardi a dormire, non riuscivo a prendere sonno.
Ero terrorizzata da questa vecchia, che immaginavo brutta e cattiva, che entrava in casa nostra.
Il mio terrore, nasceva dai racconti dell’orrore che mi faceva mio fratello.
Mi diceva: “Se ti trova sveglia ti porta via!!!”
“Ti lascia solo carbone, se non vai a dormire!!!”
E più mi diceva questo, e più io avevo paura di andare a dormire da sola nel mio lettino, così finivo sempre nel lettone dei genitori, e per me era una festa!
“Ti viene a tirare le dita dei piedi durante la notte, per vedere se dormi davvero!”
Una volta, ricordo ancora, che mio fratello si nascose sotto al letto, e cacciò una mano per afferrarmi una caviglia di sorpresa, tipo film horror, con conseguente urla isteriche mie, e ciabattate da parte di mia madre… ad entrambi!
A tarda sera, prima di andare a dormire, si preparava la cena per la Befana, perché la vecchietta, se rifocillata per bene, era più generosa.
Allora, mettevo la tovaglia, il piatto con il pezzo di pane, il formaggio, un frutto, l’acqua, una tazzina di caffè perché la notte era lunga, e doveva far visita a tanti altri bambini, meglio restare sveglia, che a volare su una scopa rischiava l’osso del collo e… una sigaretta, perché se era fumatrice, era meglio accontentarla anche in questo!
Mi ricordo, che dormivo sonni agitati, sognando questa vecchietta che s’aggirava per casa.
Ad ogni rumore strano sobbalzavo, con quel mix di paura ed eccitazione che mi faceva pensare:
- Oddioddioddio è LEI! E’ arrivata!!! Devo fingere di dormire se no mi porta via! Chissà se ha già lasciato i regali…-
Guardavo il calzettone di mio padre appeso al letto, per l’occasione, perché i suoi erano GRANDI e c’entrava più roba rispetto ai miei, che erano piccini, ed era vuoto!
Allora, no… non era ancora passata, c’era il rischio di vederla comparire da un momento all’altro davanti al letto, per tirarmi le dita dei piedi!!!
Richiudevo gli occhi, e riprovavo a prendere sonno, fin quando sempre tra veglia e sonno, vedendo le prime luci del giorno, riguardavo quel calzino e lo trovavo pieno!
Era arrivata!!!
- E’ Arrivaaaataaaaa!!! – gridavo balzando in piedi sul letto!
- SVEGLIAAAAAA!!! E’ ARRIVATAAA!!!-
Saltando sul lettone dei miei genitori.
- SVEGLIAAAAAA!!!! E’ ARRIVATAAA!!!-
Gridavo correndo per tutte le stanze, per svegliare anche le mie sorelle e mio fratello, anche se era mattina presto, perché TUTTI insieme dovevamo aprire i regali.
- ALZATEVI PRESTOOOO!!! E’ ARRIVATA!!!-
Mandavo avanti una delle mie sorelle a vedere se nella stanza dove stava l’albero di Natale, ci fosse ancora la vecchietta, di mio fratello non mi fidavo!
Quando mi dicevano che la strada era libera, allora correvo a vedere i regali, ma il più delle volte non li trovavo!
Eh, si, perché la Befana era generosa, ma dispettosa, me li nascondeva per tutta la casa!!!
Controllavo però che avesse mangiato TUTTO, ed effettivamente era tutto consumato, persino il caffè e la sigaretta s’era fumata (viziosa!), poi, come una forsennata, aprivo una porta, poi un’altra e finalmente una volta trovato il cumulo di pacchetti, eccitatissima gridavo:
-Eccoliiii, SONO QUI!!! Li ha nascosti QUA!!!-
Ancora sorrido, pensandomi da bambina, secondo me dovevo essere un incubo!
Penso ai mie fratelli, tutti adolescenti, che venivano svegliati dalla sorellina rompiballe, all’alba per aprire tutti insieme i regali, regali che sapevano esattamente dove stavano e chi li aveva fatti, ma io NO, e dovevano fingere per me, curiosità e stupore!
A ripensarci, penso a quante notti ha passato mio padre, a montare giochi, biciclette, forse anche con la complicità di mio fratello (sicuramente più pratico di lui), e a nascondere regali.
Li andavano a comprare la notte del 5, perché prima li avrei trovati per casa, li vedevo uscire sempre in serata insieme, ma non mi dicevano mai dove andavano… ora lo so.
Da bambina lo adoravo a mio padre, ero la sua ombra, e fin quando non ho avuto l’età per iniziare a contraddirlo, anche lui mi adorava.
Adesso, da adulta (?) lo so che le uniche persone con cui va d’accordo sono i bambini e i cani, cioè coloro che nonostante le follie che fa e dice, lo assecondano, e con loro è generoso d’affetto, ma questa è un’altra storia, che non fa parte dei miei ricordi legati alla Befana, ma dei mie fantasmi passati e presenti.
I miei ricordi legati alla Befana sono altri, sono l’eccitazione dell’attesa, l’amore e la paura verso questa vecchietta lunatica. Sono le giornate del 6 Gennaio passate a giocare con i giochi nuovi. Sono l’unione familiare, sono la scorpacciata di cioccolata che facevo fino a star male con la pancia.
Sono ricordi che adesso da adulta mi mancano da morire.
Quando compresi che la Befana non esisteva, ci rimasi malissimo.
Fu brutto scoprire che il cibo, che lasciavo, erano i miei genitori a farlo scomparire, che le calze, di notte, me le riempivano loro, che potevo dormire tranquilla, perché nessuno sarebbe arrivato in quella notte.
Non ricordo quando accadde, penso intorno ai 6 anni, ma ricordo perfettamente la sensazione di perdita che provai.
Andò così, tra cugini, coetanei, un anno capimmo che Babbo Natale non esisteva, e la conseguenza logica fu che nemmeno la Befana esisteva e per me fu quella la vera perdita.
Quell’anno, apparecchiai ancora la tavola per la Befana, con il cibo per ristorarsi, fingendo di non sapere, ma al mio risveglio, il cibo era là, mancava solo il caffè e la sigaretta.
La mattina del 6, ancora adesso, mia mamma, qualche volta, mi fa trovare la calza sul letto, dopo che mi sono alzata (di certo non più all’alba) per fare colazione.
A modo suo, è ancora una piccola magia che la Befana compie, e questa cosa, continuo, e continuerò, a tenerla stretta al cuore.

PS: Si accettano libere interpretazioni sul significato “il cappello alla Romana”, perché non ho trovato, da nessuna parte, come sia sto cappello!!!

BUONA BEFANA a tutti gli eterni bambini…

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...Leggendo il tuo racconto non posso fare a meno di sorridere anche se mi si stringe il cuore a ricordare la befana e le notti insonni del 5...l'eccitazione,la paura,l'alba e i regali, tutto uguale!!! io non apparecchiavo, sti c...!ma che bello era incontrare la calza e scervellarsi a cercare i regali(anche da me c'avaveva la cazzimma e li nascondeva).Pure la mia fu una grave perdita,ma la calza ancora si fa a casa (o almeno quando scendo io a napoli) e quest'anno mi é stata fatta recapitare qui a Barcellona caso mai la befana non sapesse il mio indirizzo.... elena_alf

mutti ha detto...

Certo, che cazzimma, tuo fratello…
Io ero la più grande, quindi probabilmente -a un certo punto- l’unica che sapeva. A dire la verità, non ricordo affatto di aver mai creduto all’esistenza della Befana… l’ho sempre identificata coi miei genitori e mi sorprendevo ogni anno di come riuscissero a fregarmi! Perché mi sorprendevano sempre addormentata e non riuscivo mai a coglierli in flagrante? Ricordo addirittura che un anno chiesi a mio padre di nsacondere i giocattoli e di inscenare una specie di caccia al tesoro... e lui lo fece! Fu bellisimo. Beh, qualcuno potrebbe dire che ero cinica già da bambina… eppure, credimi, amavo moltissimo quella festa, mi piaceva troppo il peso della calza piena di dolciumi sui piedi, all’estremità inferiore del letto, e non ho mai capito quei bambini che a febbraio venivano ancora a scuola col cioccolato e le merendine “della calza”. Ma come facevano?? La mia non vedeva mai l’alba del 7 gennaio!
Chissà se per mio figlio confezionerò calze e nasconderò giocattoli, il giorno della Befana… non ci ho ancora pensato! Suo padre è tedesco… per lui non esistono né Babbo Natale né la Befana… lì per i bambini arriva il Nikolaus il 6 dicembre! Che faremo con Max? Gli diremo che esistono tutti e tre e gli facciamo tre volte i regali? Boh…

Elisewinfox ha detto...

@elena_alf: Vedi... la befana e l'affetto, non hanno confini! :)

@mutti: Compagna, non eri cinica, ma già sveglia da bambina ;)
Anche io non capivo come i compagni di classe arrivassero ad aprile con roba ancora della calza, evidentemente le mamme erano di quelle rompiscatole che dicevano: No, tutta quella cioccolata fa male!
Ma io e te, siamo sempre state voraci... e voloci nel trangugitare cibo! ;)
Per Maxi, io proporrei di inserire tutte le festività, sia tedesche che italiane... sarà doppiamente fortunato a conoscere e festeggiare le cose, più di ogni altro bambino solo italiano!

Anonimo ha detto...

Credo si tratti dell'unico caso in cui ,per i più, si ricorda con gioia e nostalgia una presa per i fondelli!
:-)
Aladino_afc