mercoledì 14 maggio 2008

La Ladra di Libri


Scrivo questa recensione sapendo di non riuscire, pienamente, a farvi capire le emozioni che ho provato leggendo questo libro, ma devo farlo, perché mi ha scombussolato l’anima e devo esternarle in qualche modo. Se lo farò male, pazienza, ma credetemi questo libro va letto, è uno dei più emozionanti che ho letto in questi anni.
Ci troviamo in Germania all’inizio della seconda guerra mondiale.
A narrarci questa storia è un personaggio onnipresente nei secoli, passati e futuri, un personaggio che a quei tempi, più che in altri è stata presente in tutto il mondo: la Morte.


“ In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che iniziano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.”

"Non è che una delle miriadi storie che porto con me, ognuna a suo modo straordinaria. Ciascuna di loro rappresenta un tentativo - un faticoso tentativo - di dimostrarmi che la vostra esistenza di uomini vale la pena di essere vissuta.
Eccola qui. Una tra tante.
La ladra di libri.
Se ti fa piacere, vieni con me. Ti racconterò questa storia.
Ti mostrerò qualcosa."

Ci conduce, dunque, per mano e con fare compassionevole, ironico, crudo, poetico, ci narra la storia di una bambina, la Ladra di libri, ragazzina che ama e odia le parole, perché la forza delle parole (di Hitler) ha portato la Germania in guerra, ma saranno stesso le parole che riporteranno un po’ di speranza e di umanità là dove tutto è disumano.
Insieme alla storia della Ladra di libri, ci viene raccontata la storia dei personaggi che ruotano intorno a lei in quegli anni:
Il padre adottivo, dagli occhi argentati che l’aiuta ad ambientarsi nella nuova casa, che fa promesse che mantiene, che suona la fisarmonica, che regala un tozzo di pane ad un vecchio ebreo deportato, rischiando la sua vita.
La madre adottiva, donna tozza, con fare burbero, ma con un cuore grande, come poche persone.
Il suo migliore amico, Rudy, compagno d’avventure e scorribande, amore della sua vita, bacio promesso.
Max, un pugile ebreo, dai capelli come piume d'uccello, nascosto nella loro cantina, che disegna “parole” per lei.
E tanti altri ancora, piccoli, poetici personaggi di un libro meraviglioso.
La Grande Guerra fa da sfondo, con tutti i suoi orrori, le deportazioni, la fame, la sofferenza, ma c’è anche un mondo di ragazzini che giocano, che cercano di cogliere dalla vita il meglio che gli possa dare in quel momento storico.
Viene mostrata un’altra Germania, non solo quella dei nazisti, ma quella delle persone perbene, quella di chi vorrebbe aiutare gli ebrei, di chi ha rifiutato la tessera pur perdendo il lavoro, di chi preferisce arrangiarsi dignitosamente piuttosto che essere complici di un abominio.
E’ un libro intenso, durante tutta la lettura, tra un sorriso e l’altro (perché è anche molto ironico) avevo un nodo alla gola, fino alle ultime pagine, in cui il nodo s’è sciolto in un pianto liberatorio.
Leggevo e piangevo, piangevo e leggevo, perché non riuscivo a staccarmi da quelle pagine, intense, profonde, tenere.
Quando non piangevo per il dolore di alcuni avvenimenti, piangevo per la commozione di altri più lieti, sino all’ultima pagina.
Altro non potrei dirvi su questo libro, se non di leggerlo.
Il titolo originale del libro è La Ladra dei libri, molto più azzeccato di quello affibbiato dai traduttori italiani che è, invece: La Bambina che salvava i libri, di Markus Zusak.

7 commenti:

zefirina ha detto...

bastaaaaaaaaaaaa
così alimentate la mia mania ossessiva compulsiva di comprare libri

Elisewinfox ha detto...

Zi, Zi, Zi... questo leggilo e dopo dimmi che ne pensi ;-)

gaetano ha detto...

io l'ho letto, ed anche se non ho pianto, cmq l'ho trovato meraviglioso...purtoppo il titolo italiano e la copertina fanno cagare...se fossi stato in Italia non lo avrei mai comprato

Elisewinfox ha detto...

Eh, lo so.. io certe volte c'ho il pianto facile :-P
Le lacrime scendevano senza che me ne accorgessi mentre leggevo :-) Però quanto sono belli quei pianti lì, fatti di emozioni forti!
Grazie ancora per avermi fatto conoscere questo libro ;-)

Anonimo ha detto...

Direi straziante,ma quello che mi fa amare ancora di piu leggere.
Ma fortuna che ce ne sono tanti.
Buona lettura a tutti .

MC ha detto...

Come al solito gli italiani traducono a fantasia... "The book thief" si traduce (senza nessuna difficoltà) come 2La ladra di libri". Quindi qua si parla di una che rubava i libri, lo faceva per il gusto di farlo, non con l'intenzione di salvarli dal nazismo.
Cmq il libro è splendido. Io l'ho letto in spagnolo (non voglio neanche immaginare cosa abbiano combinato i traduttori italiani...) ed è coinvolgente e straziante.

Elisewinfox ha detto...

Proprio di recente ho ripensato a questo libro,e stavo pensando di comprarlo in inglese, sarebbe un modo per decidermi a leggere in lingua straniera, ed inoltre penso che con le traduzioni, non solo in italiano, si perda moltissimo il gusto delle parole. :-)